Inchiesta al Tribunale di Latina, concluse le operazioni di estrapolazione dati nello studio di Raffaele Ranucci

Inchiesta al Tribunale di Latina, concluse le operazioni di estrapolazione dati nello studio di Raffaele Ranucci

Pasquale Cardillo Cupo
Pasquale Cardillo Cupo

FORMIA – Si sono concluse oggi le operazioni di estrapolazione dati presso lo studio professionale del Dott. Raffaele Ranucci alla presenza degli Agenti della Squadra Mobile di Latina. Ranucci è coinvolto nell’inchiesta sulla corruzione al Tribunale di Latina.

Sull’argomento è intervenuto il suo legale difensore, Pasquale Cardillo Cupo. “I lavori – spiega l’avvocato – si sono protratti per alcuni giorni anche per il volere del mio assistito, il quale ha voluto partecipare con la massima serietà e collaborazione alle operazioni degli Inquirenti, non limitandosi a subire passivamente quanto doverosamente operato, ma partecipando a spiegare ogni singola operazione verificata ed evidenziando come oltre ai personal computer lo studio fosse dotato di un server interno posizionato nel centralino, dal quale si sarebbe potuto estrapolare ogni tipo di dato, anche quello più remoto, con conseguente prolungamento delle operazioni di estrazione, oggi totalmente terminate e che ad ore vedranno la definitiva riapertura dello studio professionale, al servizio di quasi duecento aziende del territorio a fronte di pochissimi e tutt’altro che rilevanti incarichi fallimentari.

Ciò ha avuto quale scopo unico quello di fornire – come riconosciuto anche dagli stessi Agenti durante tutte le operazioni eseguite – la massima collaborazione possibile, al fine di dimostrare la totale estraneità dello studio Ranucci da qualsivoglia operazione o procedura sospetta, alla presenza anche dei più stretti collaboratori dello studio, i quali hanno rispettivamente fornito password di accesso ed indicazioni su ogni singola operazione eseguita agli Agenti della Squadra Mobile di Latina, che hanno proceduto con estrema professionalità e puntualità ad ogni singolo atto.

Oltre alle operazioni di verifica ed estrapolazione dati sono stati perquisiti tutti i locali, oltre alla già operata perquisizione delle abitazioni e delle autovetture: nulla di anomalo è stato riscontrato o rinvenuto in alcun luogo, comprese le casseforti, cogliendo anche l’occasione per spiegare, sebbene al momento in via solo sommaria ed informale, come gli incarichi tanto decantati dalla stampa in questi giorni siano stati conferiti al mio assistito dai Commissari di due Concordati, peraltro per la mera stima degli stessi, e non dal Tribunale, come puntualmente ed erroneamente riportato dai media.

Ciò nonostante il Dott. Raffaele Ranucci, ed incredibilmente i suoi familiari, sono da giorni al centro di una eccitazione mediatica senza precedenti, nella quale meri e doverosi incontri di lavoro vengono trasformati in ‘riunioni sataniche’, mentre semplici e cordiali contatti di sincera amicizia, sembrano essere divenuti accordi carbonari, sino al punto di commentare con sospetto persino le problematiche di salute di cui il Dott. Ranucci è suo malgrado affetto da diversi anni, per aver peraltro subito ben due intereventi chirurgici.

Il mio assistito – conclude Cardillo Cupo – ben conosce e comprende le dinamiche ed i diritti della stampa, tanto da aver sino ad oggi serbato il massimo rispetto della stessa, ma allo stesso tempo ne conosce limiti e doveri, soprattutto nei riguardi di chi è semplicemente indagato, non potendo continuare a tollerare che si prosegua in una denigrazione continua, che sta oramai superando ampiamente la soglia del diritto di cronaca, giungendo a mettere in discussione anche la figura di Magistrati e Professionisti addirittura estranei alle indagini, in un vortice ed in una confusione totale che non solo non aiuta minimamente a fare luce sulla vicenda oggetto di analisi, ma finisce per compromettere anche quelle figure Istituzionali di riferimento per la collettività, sulle quali nessuno può e deve nutrire dubbio alcuno”.

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