Coronavirus, medico di Ponza va in pensione: “Ho chiesto di restare per l’emergenza, nessuna risposta”

Coronavirus, medico di Ponza va in pensione: “Ho chiesto di restare per l’emergenza, nessuna risposta”

PONZA – Il dottor Biagio Vitiello sabato 21 marzo compie nella sua Ponza i suoi primi 70 anni (auguri di buon compleanno da parte nostra) e pertanto dovrebbe andare in “quiescenza” dopo aver svolto con unanimi e apprezzati risultati il suo lavoro di medico di famiglia. Il condizionale è d’obbligo perché a causa dell’emergenza legata al Coronavirus Vitiello l’11 marzo ha chiesto di poter essere ancora utile a favore dei suoi 1005 assistiti e, dunque, di posticipare l’inizio della sua meritata pensione.

Ma a distanza di dieci giorni non ha ricevuto alcuna riposta, una risposta che avrebbe voluto avere “da molto mesi” dal sindaco di Ponza Franco Ferraiuolo, dall’Asl e dal Prefetto di Latina e dalla Sanità Marittima. Questo silenzio il dottor Vitiello lo considera “molto grave” e lo stesso primo cittadino isolano “se avesse voluto (non causare disagi a voi assistiti) – scrive in una lettera aperta ai suoi pazienti – avrebbe avuto (ed ha) il potere di mantenermi in servizio, in questa specifica emergenza, potendo come Ufficiale di Governo in materia sanitaria. Avrebbe potuto adottare, e può farlo ancora, con un’ordinanza le misure più opportune a garanzia della salute dei cittadini residenti (tra l’altro sarebbe poco opportuno spostare dei medici dal continente), per garantire così la continuità assistenziale necessaria in questo brutto periodo. Mi domando perché nessuna risposta?…. e non trovo risposte!”

Intanto a Ponza è stata promossa una petizione on line perché il dottor Vitiello continui ad affiancare gli altri due medici di base: Isidoro Feola, che assiste 1500 persone, e Daniele Caico che ha “solo” 300 mutuati. Ne potrebbe avere al massimo 500 perché vanta un incarico di continuità assistenziale presso il poliambulatorio dell’isola. “Sono stato uno dei due artefici che ha ideato e organizzato lo screening molto importante, “Ponza Vascular Check-up Study” , sulla popolazione Isolana che ha salvato anche qualche vita umana. Il tutto a costo zero – tiene a sottolineare Vitiello – Lascio la mia professione con un po’ di rammarico, per quello che non mi è stato concesso di darvi assistenza medica in questo momento. Una cosa che vi raccomando, pretendete che la sanità a Ponza sia come quella dei cittadini continentali; pretendete che il medico che mi sostituirà, sia presente a Ponza tutti i giorni (e che non faccia “part time” come qualche collega fa da anni sotto gli occhi di tutti (Asl Lt5 compreso), oppure non sia ubiquitario: due giorni a Formia, due Ventotene -come già avviene – e naturalmente due a Ponza. Sappiate che i medici isolani, per il “disagio isolano”, prendono un contributo di mille euro, quindi pretendete da essi un assistenza medica normale. Avvisatemi, se la vostra assistenza medica sarà carente, perché non permetterò alcuna “truffa” nella sanità Ponzese, a tutela della vostra salute”.

La sortita di Vitiello ha avuto ancora un risvolto politico…anche nell’era del Covid 19. Il coordinatore comunale di Ponza di Fratelli d’Italia, Danilo D’Amico, ha scritto una lettera al sindaco Ferraiuolo per sottolineare come il pensionamento di Vitiello potrebbe creare un disorientamento tra i suoi 1005 mutuati in una fase in cui il rapporto umano, anche se a distanza o tipo telefonico, è fondamentale per fronteggiare questa pandemia. “Lei, in qualità di ufficiale di governo in materia sanitaria, può in qualsiasi momento emettere un’ordinanza che prolunghi il servizio del dottor Vitiello e, pertanto, contribuire a garantire un presidio sanitario di base. In caso contrario, in attesa dell’arrivo del sostituito di Vitiello, rimarrebbero senza assistenza medica 500 cittadini di Ponza ed in questa delicatissima fase emergenziale non è assolutamente tollerabile”.

L’ordine provinciale dei medici di Latina si mette a disposizione dei colleghi impegnati nei pronto soccorso e nei Pat degli ospedali pontini ma anche di medicina generale e di pediatria per essere sottoposti, su base volontaria, al tampone per la ricerca del Coronavirus. E’ la proposta che il presidente Giovanni Maria Righetti ha formalizzato in una breve ma significativa lettera inviata al direttore generale dell’Asl di Latina Giorgio Casati. L’ordine provinciale dei medici garantisce da parte sua la copertura economica del costo dei tamponi e dei reagenti e per la durata di un mese di una figura professionale per il prelievo del campione e di un medico di laboratorio. La proposta dell’ordine provinciale di Latina dei medici è stata avanzata in un momento di estrema urgenza in cui il personale sanitario viene indicato ingenerosamente da qualcuno come il superinfettore del Covid 19 ed inviato al “fronte a mani nude”. Purtroppo il 10% circa dei positivi al coronavirus è rappresentato da personale sanitario e – rimarca il presidente Righetti – “stanno morendo medici che, quali “eroi”, hanno combattuto al fronte e addirittura alcuni di loro, di medicina generale e ora costretti alla quarantena obbligatoria, sono stati sostituiti dai colleghi militari.

Saverio Forte

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