Formia / Mancanza del numero legale in consiglio comunale, le reazioni politiche

Formia / Mancanza del numero legale in consiglio comunale, le reazioni politiche

FORMIA – Il colpo di teatro dei consiglieri comunali di “Ripartiamo con voi” Ida Brongo e Lino Martellucci di provocare con il loro abbandono la mancanza del numero legale nel consiglio comunale di giovedì ha avuto un’immediata eco – e c’era da attenderselo – nella commissione urbanistica che all’indomani l’avvocato Martellucci che, in qualità di presidente, aveva convocato di buon mattino. E’ rimasto deluso chi pensava che il resto della maggioranza civica potesse attuare una mini-rappresaglia nei confronti dell’esponente Costiano di “Ripartiamo con voi”. La commissione urbanistica si è tenuta regolarmente ma è stato il suo contenuto a far alzare i toni all’interno della maggioranza civica al comune.

A gettare benzina sul fuoco sono stati i capigruppo della Lega e dell’Udc, Antonio Di Rocco ed Erasmo Picano, sorpresi del fatto nell’ordine del giorno della commissione ci fossero gli “aggiornamenti” sulle lottizzazioni e sui condoni piuttosto che le linee guida del piano regolatore portuale, l’argomento che ha provocato il plateale abbandono in consiglio comunale della Brongo e dello stesso presidente Martellucci. La legittima presa di posizione della Lega e dell’Udc è stata considerata come un micidiale affondo nelle numerose ferite che si sono aperte all’interno della maggioranza a margine di una seduta di commissione disertata dall’assessore al ramo Paolo Mazza – ufficialmente impegnato a Fondi in un convegno sulla fiscalità negli enti locali – e dalla dirigente del settore Annunziata Lanzillotta.

In questa vicenda avrebbe potuto recitare un ruolo più politico lo stesso sindaco di Formia Paola Villa, i cui silenzi hanno insospettito taluni esponenti della maggioranza più propensi a chiamare tutti ad un maggiore senso di responsabilità. E invece il primo cittadino sta lasciando fare, probabilmente alle prese con un deficit di coordinamento politico. E se il sindaco avesse deciso di presentare le sue dimissioni e ritirarle entro i 20 giorni come prevede la normativa vigente? Sarebbe stato un gesto politicamente forte per dimostrare che se “qualcuno di voi pensa di mandarmi a casa, non dimenticatevi che io ho il coltello dalle parte del manico. Altro che”.

Che la maggioranza civica abbia bisogno di un “tagliando”, di una necessaria azione di verifica interna lo ribadisce il dimissionario coordinatore poliutico di Formia città in comune Enrico D’Angelis: “L’abbandono senza giustificazioni chiare, senza motivi espliciti e comprensibili, in silenzio, come se chi abbandona, in realtà, non fosse affatto convinto pienamente di farlo, come se chi abbandona dovesse dare seguito a un input esterno non pienamente condiviso, soprattutto se fra chi abbandona c’è chi, a freddo, ha dovuto subire un attacco dai propri amici più stretti per una questione (il piano regolatore del porto) che lo ha visto direttamente coinvolto per il ruolo stesso di presidente di commissione consiliare. E’ questo modo di abbandonare, essendo un modo già visto in passato tante, tante, troppe altre volte, che fa pensare che in questa città le consuetudini (che in politica sono sostanza) non cambiano neanche se cambiano i protagonisti della politica e del governo cittadino. E’ vero che un nuovo modo di fare politica io ancora non l’ho visto inventato da nessuno, ma almeno quelle modalità che lasciano i cittadini piuttosto interdetti e alimentano ulteriore fastidio nei confronti della politica li si potrebbe, una volta per tutte, abbandonare? C’è invece un modo di operare della vecchia politica che io non cambierei mai. Quello che prevede che quando le situazioni in una coalizione non vanno per il meglio ci si ferma e si compie una verifica sullo stato dell’arte. Se, dei contenuti della verifica e dei suoi esiti, si rendessero edotti anche i cittadini allora saremmo al top. Ma purtroppo in questa amministrazione vige la regola del “silenzio, il nemico ascolta”, tanto che neanche di quel che è accaduto sulla nomina del nuovo o della nuova capo di gabinetto del sindaco si è ben capito molto. E così, a forza di silenzi, Formia, velocemente affonda, sia pure in quel mare che, magistralmente e frequentemente, la vice Sindaca Carmina Trillino ci descrive con parole oggettivamente sublimi.”

D’Angelis effettua questa analisi rivolgendo uno sguardo all’operato delle diverse minoranze: “ C’è una minoranza di centro destra, che è ancora una tigre di carta che ruggisce ma non può attaccare, perché ancora al guinzaglio dei due “Claudio” regionali, Durigon e Fazzone, una minoranza di sinistra che ci si augura non soffochi nella culla con mani esperte lo sforzo di ricostruzione di anime giovani impegnate in un lavoro comunque lungo, una maggioranza che pur avendo di fronte scenari amministrativi complessi dimostra, soprattutto nel suo vertice, di non saper cogliere la condizione politicamente aurea nella quale si trova ad agire. Tutti, facendo male a sé stessi, stanno facendo malissimo a questa città. E l’agonia continua senza soluzione di continuità.”

Saverio Forte

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