Scauri / Sgombero della “Casa dei Bambini”, il sindaco Stefanelli chiarisce i fatti

Scauri / Sgombero della “Casa dei Bambini”, il sindaco Stefanelli chiarisce i fatti

MINTURNO – Il sindaco Gerardo Stefanelli interviene sulla polemica che sta interessando in queste settimane la Casa dei Bambini e in particolare lo sgombero dei locali da parte della parrocchia dell’Immacolata e di Italia Nostra. Sul caso era intervenuto anche il movimento civico “Minturno Libera”, che ha avviato una raccolta firme per domenica 26 gennaio, dalle ore 10 alle ore 13, presso il piazzale della chiesa Maria SS.ma Immacolata “contro lo sfratto coatto e senza un congruo preavviso della parrocchia dai locali della casa del bambino”. Il primo cittadino spiega nel dettaglio che si tratta di un’azione dovuta all’inagibilità della struttura.

“L’intervento dell’amministrazione comunale, sull’immobile denominato ‘Casa dei bambini di Scauri Vecchia’ – spiega il sindaco Gerardo Stefanelli – è avvenuto a tutela dei cittadini e degli stessi utenti, e sopratutto nell’interesse superiore della comunità tutta. Dispiace rilevare che ci siano state polemiche scomposte e qualche dichiarazione, anche in occasioni pubbliche, fuori luogo e irrispettosa della realtà dei fatti.

La necessità di intervenire con velocità e con poco preavviso è conseguenza della segnalazione effettuata ufficialmente e tramite protocollo comunale dal Parroco don Alessandro Corrente circa la pericolosità della struttura. A seguito di tale segnalazione, il Sindaco ha attivato l’ufficio tecnico comunale che ha provveduto ad effettuare specifico sopralluogo, ravvisando la necessità di interventi di manutenzione urgente sulla struttura; interventi che certo sono incompatibili con la presenza o la frequentazione della struttura da parte di persone. Per tali motivi si è chiesto alla Parrocchia e ad Italia Nostra di liberare i locali per consentire l’ affidamento e lo svolgimento dei lavori.

Nel frattempo verso la fine del mese di dicembre, il Distretto socio-sanitario di Gaeta ha richiesto al Comune di Minturno di individuare una sede idonea per l’apertura di un centro diurno per ragazzi in disagio educativo: da una precisa ricognizione del patrimonio comunale, la Casa dei fanciulli è risultata essere la struttura maggiormente idonea a tale scopo e per questo si è deciso di comunicare sia alla Parrocchia che all’Associazione Italia Nostra che, al termine dei lavori di messa in sicurezza dell’immobile, e così come previsto nell’atto di affidamento, la struttura sarebbe tornata nella disponibilità piena dell’Amministrazione.

Vorrei inoltre precisare che è stata questa Amministrazione ad affidare la struttura de quo alla parrocchia dell’Immacolata con l’obiettivo, concordato con l’allora parroco don Massimo Capidiferro, di aprire un centro diurno educativo per minori e una mensa sociale: progetti purtroppo non più attivati anche a seguito della partenza di Don Massimo dalla Parrocchia di Scauri alto. Progetti aventi carattere sociale e non attinenti alle attività confessionali della Parrocchia: il Comune infatti non potrebbe cedere gratuitamente locali ad uso esclusivo per attività di tipo confessionale (come ad esempio il catechismo).

Mi preme inoltre affermare che comunque l’amministrazione è a disposizione di tutti per trovare soluzioni alternative che consentano la prosecuzione di eventuali attività a carattere sociale e sportivo ( come la scuola di danza che è stata prontamente indirizzata verso i locali della adiacente scuola media Fedele).

Vorrei sommessamente ricordare che comunque nell’ambito del comodato d’uso gratuito temporaneamente concesso alla Parrocchia, non si sarebbero potute svolgere attività da parte di terzi. Ricordo inoltre che l’apertura di un centro diurno, finanziato con fondi regionali tramite il distretto, ci consentirà di ospitare ogni giorno 20 ragazzi con disagio educativo familiare ampliando quindi il novero delle risposte in termini di servizi alla persona e alla Comunità.

Ragazzi a cui offrire opportunità di formazione, di integrazione, di socializzazione, di cui sarebbero stati privati a causa dei particolari contesti familiari in cui si trovano: un’attività sicuramente meritoria e di alto valore sociale che anche la comunità religiosa dell’Immacolata saprà apprezzare”.

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