Gaeta / Signora del Vento, la Guardia Costiera apre un’inchiesta per stabilire eventuali responsabilità [VIDEO]

Gaeta / Signora del Vento, la Guardia Costiera apre un’inchiesta per stabilire eventuali responsabilità [VIDEO]

GAETA – Non verrà lasciato nulla di intentato e l’impegno della Guardia Costiera di Gaeta sarà massimo per accertare, qualora ce ne fossero, le responsabilità relative all’incidente che ha coinvolto “La signora del Vento”, il veliero ma anche nave scuola dell’istituto nautico “Giovanni Caboto” di Gaeta ormeggiata inizialmente presso la banchina del porto commerciale di Gaeta e finita alla deriva davanti il cantiere navale Italcraft, in località Conca, a metà strada tra Formia e Gaeta, durante la preannunciata ondata di maltempo di sabato notte. Lo ha garantito il comandante regionale della Guardia Costiera, il Capitano di Vascello Vincenzo Leone, nel corso di una conferenza stampa cui hanno partecipato il comandante della Capitaneria di porto di Gaeta Federico Giorgi e la professoressa Maria Rosa Valente, la dirigente dell’istituto nautico che ha in gestione dal Miur il veliero che per il tipo di imbarcazione è secondo solo all’”Amerigo Vespucci”.

Il clima dell’incontro con i cronisti è stato carico di tensione, conseguenza di un incidente che, provocando “danni non indifferenti”, non ha fatto bene, seppur indirettamente, all’immagine di una delle più importanti “università del mare” in Italia, l’istituto nautico “Giovanni Caboto” di Gaeta, e alla stessa Capitaneria di porto. Da buon padre di famiglia il Comandante Leone è giunto in riva al Golfo per tutelare l’istituzione-Capitaneria e quella del suo neo comandante e dell’intero personale che “hanno fatto tutto il possibile per mettere in sicurezza un’imbarcazione che era il simbolo della tradizione marinara di Gaeta – ha osservato subito il Comandante Leone – e deve tornare ad esserlo prima possibile”. Sull’intero Golfo tra sabato e domenica si è abbattuta un’ondata di maltempo “eccezionale” ma – e l’ha ribadito lo stesso Comandante Leone – forse non è filato per il verso giusto.

Gli accertamenti di natura tecnico amministrativa sono in corso da domenica e la stessa Procura di Cassino, informata “immediatamente” alla stessa stregua del Prefetto di Latina Trio che si è messa a disposizione mettendoci a disposizione le altre forze di polizia per i primi soccorsi in mare, riceverà quanto prima un’informativa su quanto è avvenuto. Non lo avrà solo da parte della Capitaneria di porto ma anche degli della sezione operativa navale della Guardia di Finanza di Gaeta che hanno cominciato ad occuparsi dell’incidente della “Signora del mare” nel momento la rete ha scritto tutto ed il contrario di tutto. Uno dei motori del veliero era fuori uso? Questa circostanza è stata smentita dal Comandante Giorgi (“il veliero autonomamente e senza vento ha potuto raggiungere la base militare della Nato”) ma da questo particolare le Fiamme Gialle hanno cominciato i propri accertamenti ascoltanto informalmente coloro che hanno “promosso polemiche senza una testa ed una coda”- ha aggiunto Leone.

L’obiettivo dei suoi uomini è capire quello che è successo e, soprattutto, perché il veliero si trovasse ormeggiato presso la banchina Cicconardi nonostante un proibitivo bollettino del mare diffuso in precedenza. Qualcuno e perché ha autorizzato questa operazione in una zona ritenuta più pericolosa rispetto alla banchina di piazzale Caboto oggetto di un’autorizzazione dell’ex Autorità portuale del Lazio? Leone ha dichiarato, invece, come l’ormeggio del porto commerciale fosse sicuro: “Guardate – ha cadenzato le sue parole davanti ai cronisti – che si sono spezzati 18 cavi d’acciaio. Gli eventi atmosferici sono precipitati, più quanto prevedesse il meteo. I 14 membri dell’equipaggio sono rimasti a bordo sino a quanto non è stata messa in discussione la loro incolumità fisica”. Gli accertamenti avviati devono fare chiarezza ed eventualmente ipotizzare eventuali responsabilità per il danno erariale, anche perché questa nave è di proprietà del Ministero dell’Istruzione affidata all’istituto nautico di Gaeta. Il prossimo passo, forse il primo, sarà in ogni caso la quantificazione dei danni prima di avviare gli interventi di riparazione.

Una cosa è certa: “ La signora del Vento” non potrà essere riparata a Gaeta e dovrà essere portata via. “Ora, più che mai, non abbiamo fretta – ha aggiunto nell’intervista video Leone – Le verifiche che ci impone la legge devono essere eseguite a regola d’arte”. Il comandante della Guardia Costiera regionale ha definito la conferenza stampa di Gaeta “un bicchiere mezzo pieno”: fondamentalmente – è vero – ci sono stati dei danni ma nessuna conseguenza alle persone. Insomma poteva andare peggio ma il protocollo è stato rispettato integralmente in tema di sicurezza in mare? L’ex Autorità portuale del Lazio si difende affermando di essere competente relativamente agli ormeggi ai natanti. Alla loro sicurezza deve pensarci qualcun altro…la Capitaneria di porto. Per la cronaca era previsto un incontro tecnico prima della conferenza stampa, rinviato a data da destinarsi. Ultimate poco prima della mezzanotte di lunedì le operazioni di recupero, il veliero è stato rimorchiato nella Banchina “La Cittadella” all’interno del deposito Nato della Marina Militare. Ma sia la Capitaneria di porto che l’istituto nautico che non vi potrà rimanere molto a lungo. Intanto la dirigente scolastica Maria Rosa Valente, provata e scuro in volto, spera che torni a salpare e a formare gli studenti del nautico di Gaeta.
Saverio Forte

INTERVISTE Vincenzo Leone, comandante Guardia Costiera regionale e Maria Rosa Valente, dirigente scolastico istituto nautico “Giovanni Caboto”

Segui Temporeale Quotidiano su Facebook, Twitter e Google+ per essere sempre aggiornato
Google+