Sperlonga / Salvò una turista in crisi epilettica, encomio del sindaco Cusani al poliziotto Mario Anfora

Sperlonga / Salvò una turista in crisi epilettica, encomio del sindaco Cusani al poliziotto Mario Anfora

SPERLONGA – “Con la sua prontezza di spirito ha dimostrato senso di dovere e di appartenenza”. Termina così l’attestato di encomio che il sindaco di Sperlonga Armando Cusani ha inviato a Mario Anfora, l’agente di Polizia di 39 anni di Formia – ma in servizio da dieci anni presso la squadra Volante della Questura di Genova – che il 10 agosto scorso, nel suo ultimo giorno di vacanza nel sud-pontino – come riportato temporeale.info – aveva salvato una turista di 42 anni di Caserta colpita da una crisi epilettica mente si trovava presso lo stabilimento balneare “La Valle dei Corsari” di Sperlonga. Il sindaco Cusani innanzitutto ha voluto ringraziare, personalmente e a nome dell’amministrazione comunale, il 39enne agente di Polizia e ha definito il suo gesto “nobile ed encomiabile” e la “sensibilità personale” del poliziotto formiano “ha contribuito ad evitare conseguenze letali alla turista” consentendo il suo trasferimento presso l’ospedale “San Giovanni di Dio” di Fondi.

L’encomio

Anfora stava facendo il bagno quando aveva visto una donna ospite del rinomato stabilimento balneare della via Flacca accusare un improvviso malore sul bagnasciuga. L’agente di polizia aveva ipotizzato inizialmente che si trattasse di un colpo di sole ma era, invece, qualcosa di ben più serio e grave: un attacco di epilessia. Il poliziotto si è reso subito conto della gravità di quanto stava accadendo alla donna, moglie peraltro di un altro agente di Polizia ma in servizio presso la Questura di Napoli, notando il gonfiore del collo, il colore del viso sempre più violaceo e la chiusura della mandibola. La 42enne villeggiante di Caserta stava sul punto di morire soffocata per l’occlusione della lingua all’indietro. Anfora innanzitutto non si era perso d’animo e, nonostante la gran ressa e curiosità di tanti bagnanti, aveva chiesto egli stesso di coordinare i soccorsi di concerto con il personale dello stabilimento balneare. Presa in considerazione ma subito archiviata la “tecnica del cucchiaio” per tentare di aprire la mandibola della malcapitata, Anfora non ha fatto altro che applicare il piano di primo soccorso imparato in Polizia.

Non ha fatto altro che stringere la mandibola della donna ed aprirgliela di scatto per tirarle fuori la lingua che si è ritirata all’indietro. Da questo momento la 42enne, seppur a fatica, aveva cominciato a respirare quasi normalmente anche se – come ha sottolineato il sindaco Cusani nel suo attestato di encomio – era stato reso necessario a bordo di un’ambulanza del 118 il suo trasferimento d’urgenza all’ospedale “San Giovanni di Dio” di Fondi per essere sottoposta e urgenti accertamenti neurologici, necessari più che mai…
Saverio Forte

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