Schiume in mare, l’Arpa rassicura: acque balneabili a Formia e Minturno ma restano criticità

Schiume in mare, l’Arpa rassicura: acque balneabili a Formia e Minturno ma restano criticità

SUD PONTINO – La presenza di tanto in tanto di schiume bianche lungo il litorale di Scauri-Minturno e di Formia non è indice di alcun superamento dei parametri microbiologici tabellari delle acque adibite alla balneazione ma comunque si consiglia di non immergersi direttamente a contatto di queste schiume che potrebbero rappresentare una minaccia per la salute umana. A dirlo o, meglio, a scriverlo è l’Arpa Lazio in una lettera inviata ai sindaci dei Comuni di Minturno e di Formia, Gerardo Stefanelli e Paola Villa, ma anche alla Capitaneria di Porto e alla Guardia Costiera di Formia e di Scauri in cui risponde, tranquillizzandoli, i sindaci delle due comunità sulle cause e sulle origini della presenza, da metà giugno, di queste schiume poco compatte e di color bianco.

L’Arpa specifica di aver iniziato un’opera di monitoraggio delle acque del sud-pontino dallo scorso 10 aprile per accertarne la loro balneabilità ma su un aspetto manifesta una forma di rassicurazione: queste schiume tendono sì a concentrarsi lungo il litorale del sud-pontino ma sono causate nella maggior parte dei casi dall’energia del moto ondoso, dall’aumentata temperatura del mare ma anche dalla presenza delle sostanze tensoattive di origine naturale legate ai cicli della produzione del placton. L’Arpa arriva a chiedere ai sindaci di Formia e di Minturno di consigliare i bagnanti di non immergersi direttamente in queste schiume che potrebbero diventare pericolose nel momento sono a contatto con batteri, organismi urticanti e frammenti vegetali o, peggio, con materiale di plastica e rifiuti
L’Arpa aggiunge anche in presenza di fioriture di specie microalgali potenziamente tossiche come l'”Ostreopsis ovata” la mucillagine prodotta dalle alghe contribuisce notevolmente alla formazione di aggregati di colore marrone e queste fioriture – ammettono il responsabile del dipartimento “Stato dell’ambiente” e del servizio “monitoraggio delle risorse idriche” dell’Arpa, Marco Le Foche – sono frequenti nell’area in questo periodo mentre schiume di altro colore e consistenza possono avere un’origine diversa e devono essere indagate volta per volta”.

L’Arpa – come da noi anticipato – il 17 luglio aveva prelevato, di concerto con la delegazione di Scauri della Guardia Costiera, due campioni di schiume poco compatte e di colore bianco presso il Lido Medusa e presso il punto di campionamento delle acque di balneazione numero 243 del comune di Minturno: “Gli esiti preliminari delle analisi di laboratorio, i cui rapporti di prova verranno trasmessi non appena completati, hanno escluso – ha concluso Le Foche – la presenza di contaminazione batterica di origine fecale e di alghe potenzialmente tossiche e hanno rilevato una diversità specificità fitoplanctonica con densità tipiche della stagione estiva. Intanto è partita da Terracina la campagna di Goletta Verde di Legambiente che tocca anche Ventotene ed Anzio, prima di concludersi a Civitavecchia. Nella città pontina l’associazione ambientalista ha anticipato i dati relativi al monitoraggio delle acque marine effettuati proprio a Terracina il 25 luglio scorso. I prelievi sono stati effettuati sulla spiaggia alla foce del fiume Sisto, su quella di Porto Badino ed in quella di Levante adiacente al porto. In tutti e tre i casi i risultati hanno riportato un giudizio “entro i limiti”.

I tecnici di Legambiente hanno sottolineato che i controlli effettuati puntano a scovare le criticità presenti nei sistemi depurativi. Analisi realizzate nei punti a maggior rischio secondo quelle che sono le segnalazioni dei circoli dell’associazione, ma anche degli stessi cittadini. E questi punti sono rappresentati dalle foci, dagli scarichi e dai piccoli canali, i primi a risentire di contaminazioni dovute a insufficiente depurazione o scarichi illegali che arrivano in mare. Il risultato è che a Terracina c’è un mare in cui non emergono criticità dovute a scarichi non depurati o mal gestiti. Ora l’obiettivo, come hanno sottolineato i responsabili di Legambiente, è quello di far diventare la città Plastic Free, ovvero libera dalle plastiche monouso. La palla passa al comune, a cui è stato richiesto di adottare una delibera ad hoc come richiesto dall’associazione ambientalista.

Saverio Forte

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