Gaeta / Mafia negata, Associazione Caponnetto e M5s accusano Gino Gaetani

Gaeta / Mafia negata, Associazione Caponnetto e M5s accusano Gino Gaetani

GAETA – Dopo le ‘promesse’ di azioni legali contro i giornalisti da parte della giunta comunale di Sperlonga, arrivano quelle lanciate da un consigliere comunale di Gaeta (Gino Gaetani) e raccolte dal sindaco Cosmo Mitrano contro l’onorevole del Movimento 5 stelle Raffaele Trano. Il refrain è sempre lo stesso: la camorra, nel Sud Pontino non esiste, non c’è. Nella sua intervista al sito Gaetachannel.it Gaetani associa l’assenza della criminalità organizzata alla mancanza di spari e pallottole in città, mostrando così una scarsa conoscenza del fenomeno che, come ha ribadito il sottosegretario al ministero dell’Interno con delega all’Antimafia Luigi Gaetti in provincia di Latina si è evoluto e si manifesta attualmente soprattutto attraverso gli investimenti, i beni sequestrati alla Mafia ed altri filoni del tutto nuovi.
Dura la reazione dell’associazione Antimafia Antonino Caponnetto, per bocca della segreteria nazionale.
“Esprimiamo tutta la nostra solidarietà all’On Raffaele Trano per l’ingiusto ed incauto attacco subito da un consigliere comunale di Gaeta, che chiede al sindaco di adire le vie legali per un presunto danno di immagine subito dal comune, ciò, a seguito della richiesta di scioglimento avanzata dall’on Trano in un atto parlamentare (sic!!!!!!!).-Siamo al paradosso, questo soggetto conosce la libertà di espressione e di pensiero tutelato dall’ art 21 della costituzione? . Oltre a ciò, tale incauto intervento verrebbe a qualificarsi come una vera e propria interferenza nell’esercizio delle funzioni parlamentari coperta da immunità parlamentare – Sollecitiamo gli Organi istituzionali deputati ad intervenire nelle sedi competenti per il rispetto e tutela della funzione parlamentare al fine di valutare se si potrebbe ravvisare l’ipotesi di violazione dell’art 338 c.p.”
Altrettanto indignata la reazione del Meetup Gaeta 5 Stelle. “Denunciateci tutti ma fatelo con i soldi vostri! L’interrogazione Parlamentare di Raffaele Trano, Deputato 5 stelle (https://www.latina24ore.it/latina/152246/scioglimento-sperlonga-gaeta-trano/) sta avendo i primi effetti.
Come si ricorderà Raffaele Trano chiedeva Lo scioglimento delle amministrazioni comunali di Sperlonga e Gaeta e l’accorpamento dei commissariati di Gaeta e Formia in un unico presidio di Polizia, potenziato con l’istituzione della Squadra Mobile. La politica locale in seguito a ciò ha deciso di interrogarsi ed ovviamente di concludere con la solita autoassoluzione e con la negazione del problema; in sintesi secondo questa politica non esistono clan che operano sul territorio e guai a parlarne. Tuttavia a Gaeta la negazione diventa eccellenza e l’assurdo diventa realtà manco stessimo assistendo ad un film comico di Antonio Albanese. Ed infatti, il Consigliere Comunale Gino Gaetani
(https://www.facebook.com/Gaetachannel.it/videos/345833943030731/), durante l’ultima riunione dell’assise cittadina, ha chiesto al Sindaco di intervenire con decisione. Un intervento deciso contro il malaffare? Assolutamente no; infatti il Consigliere di opposizione (?!?) “chiede formalmente con un’interrogazione al Sindaco Mitrano di agire con ogni mezzo e azione contro le dichiarazioni di Trano a Tutela dell’onorabilità della Citt di Gaeta”. Il Sindaco, non parendogli vero, ha quindi replicato dando pieno sostegno ed adesione unanime delle minoranze. Ciò detto ci siano consentite alcune riflessioni la prima generale; da anni associazioni antimafia come la Caponnetto lanciano allarmi pressoché inascoltati dall’Amministrazione, esponenti di clan malavitosi scelgono le nostre zone come rifugio e/o terra di conquista, pochi giorni fa è stata istituita una sezione locale di Libera di Don Ciotti. Cari Sindaco e Consigliere Comunale Gaetani, il dubbio che la malavita organizzata tenti di impadronirsi della nostra città vi viene? Vi siete chiesti come mai proprio a Gaeta è stato presentato il film“La casalese operazione spartacus”, prodotto dalla società di Angelo Bardellino (nipote del fondatore dell’omonimo clan dei Casalesi) e tratto dal libro di Antonella D’Agostino, pregiudicata e fino a pochi mesi fa moglie di Renato Vallanzasca, uno tra i più noti e feroci banditi italiani, rapinatore e pluriomicida, condannato a quattro ergastoli?
Evidentemente no, certi temi non scuotono le coscienze come la lesa maestà derivante dall’intervento dello Stato invocato svariate volte dai portavoce e dagli attivisti 5 stelle.
Del resto parlare di mafia in certi ambienti infastidisce quindi meglio evitare; ancora non sono pervenuti, infatti, la risposta all’associazione antimafia Caponnetto che dal lontano 2012 propone l’istituzione di un osservatorio antimafia e l’intervento del nostro sindaco in Regione (dove intervenne solo la Sindaca Formiana Paola Villa).
Ad ogni modo cari Sindaco, Assessori e Consiglieri comunali, se ritenete di dover denunciare fatelo, è un vostro diritto, ma almeno usate i soldi vostri.
Il Comune non vi appartiene e le istituzioni sono ben altro rispetto alle persone che momentaneamente amministrano.
Noi attivisti non solo vi intimiamo di non utilizzare fondi pubblici per difendere il vostro orgoglio, ma vi preghiamo di recuperare quel minimo di dignità, magari smarrito tra un appalto e l’altro”.
Alcune domande però rimangono inevase: Gaetani, da consigliere comunale, si è chiesto come mai a Gaeta operino sempre le stesse ditte? Si è chiesto come mai il tessuto tradizionale della sua categoria in provincia stia mutando pelle? Dalle sue risposte sembrerebbe proprio di no, come del resto non se ne è reso minimamente conto l’assessore Alessandro Martone, che, davanti alla platea dell’associazione Antimafia Libera (creata chissà perché proprio a Gaeta), ha continuato a negare mentre solo pochi minuti prima il vice questore Tatarelli ed il sindaco di Formia avevano fatto interventi di segno opposto, sottolineando tra l’altro la vicenda della presentazione proprio a Gaeta del film “La Casalese – Operazione Spartacus”, prodotto da una società partecipata da Angelo Bardellino, attualmente agli arresti per una condanna diventata definitiva.

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