Europee, contrordine della Cassazione: Adinolfi vola a Bruxelles, De Meo attende la Brexit

Europee, contrordine della Cassazione: Adinolfi vola a Bruxelles, De Meo attende la Brexit

FONDI – Mantenere ben saldi i nervi. Nessuna fuga in avanti ma attendere gli eventi. Lo stato maggiore di Forza Italia si è imposto questa condotta di comportamento dopo la clamorosa ordinanza dell’Ufficio Nazionale Elettorale presso la Suprema Corte di Cassazione che ha congelato l’elezione al parlamento Europeo del candidato di Forza Italia e sindaco di Fondi Salvatore De Meo sino alla conclusione, nel prossimo autunno, dell’iter del Regno Unito per dar vita alla brexit e dunque uscire dall’Unione Europea e anche dall’assemblea di Bruxelles. Dopo il senso di frustrazione provocata subito dopo la diffusione del contenuto dell’ordinanza della Suprema Corte che ha permesso al coordinatore provinciale di Latina Matteo Adinolfi di ottenere il “pass” per volare in Europa ai danni del sindaco forzista di Fondi, il coordinatore regionale e Senatore azzurro Claudio Fazzone ha fatto sapere ai suoi più stretti collaboratori, una trentina circa, da Aprilia sino al Garigliano, di volerli incontrare la prossima settimana.

Per fare cosa? E’ chiaro, capire se rimanere in questa Forza Italia che nel Lazio è stata superata dai Fratelli d’Italia (nonostante il buon rendimento elettorale di Salvatore De Meo grazie alle 22.813 preferenze personali ottenute nell’intera circoscrizione dell’Italia centrale) oppure fare scelte, magari alternative e decisamente nuove. Se l’attendismo di Claudio Fazzone è giustificato anche dall’esito del turno di ballottaggio in diversi ed importanti comuni – uno dei quali è chiaramente quello di Cassino – uno dei suoi luogotenenti che aveva rifiutato la candidatura al Parlamento europeo poi attribuita a De Meo è il sindaco di Gaeta Cosmo Mitrano. Da giorni, dal 27 giugno, sta predicando di “andare a capo…prima che sia troppi tardi”. , se dipendesse da lui, andrebbe a piedi il 6 luglio prossimo a Roma nel giorno in cui sarà battezzata la “cosa bianca” del governatore della Liguria Giovanni Toti. Claudio Fazzone vi è in contattato da mesi per contestare il superamento il potere del “cerchio magico” di cui è prigioniero Silvio Berlusconi, uno dei suoi due “delfini” – Mitrano (l’altro è il sindaco della sua città, Fondi, De Meo) – vuole accelerare questo processo che ha tante sfaccettature: politico e soprattutto capitalizzare il suo potere elettorale sul territorio del Golfo. Il soggetto politico dell’ex direttore di Studio Aperto mira a diventare la terza gamba del nuovo centro destra italiano insieme alla Lega e a Fratelli d’Italia. Se così fosse, questa neonata componente maturerebbe il diritto a sedere al tavolo delle trattative per la definizione delle prossime candidature che potrebbero riguardare due consultazioni in programma, chissà, nello stesso giorno o, a differenza di qualche mese l’una dall’altra, le politiche e le regionali. Mitrano, dopo aver deciso di non salire volontariamente sul treno del parlamento europeo, sa che le prossime potrebbero rivelarsi scelte determinante per il futuro della sua attività politica. Ecco perché spinge, dopo l’emorragia di voti patita da Forza Italia nella sua Gaeta a favore della Lega (che non è neppure presente in consiglio comunale) e l’onta di essere stato superato in termini di voti da un Pd da dieci anni lacerato da faide e divisioni interne, per approdare sulla riva Totiana che potrebbe costituire una barriera, una diga contro l’onda lunga leghista a Gaeta e nel resto del sud-pontino.

Il sindaco di Fondi, De Meo, più fazzoniano rispetto al collega di Gaeta, la sua momentanea esclusione dal gioco di attribuzione dei seggi per il prossimo parlamento europeo l’ha preso con spirito DeCoubertiniano e sportivo. Intende aspettare, attendere gli eventi politici d’Oltremanica e ribadisce due concetti: continuerà a fare (molto bene) il sindaco di una città che ha ampiamente rilanciato ribadendo come la sua candidatura sia stata un servizio a favore di Forza Italia e del territorio interpretando la sua aspettativa di cambiamento e di una diversa e migliore rappresentanza istituzionale. In attesa dello sviluppo della Brexit – in autunno nel Regno Unito potrebbe svolgersi un referendum bis sul suo definitivo esito- De Meo continuerà a volare a Bruxelles sedendosi nel Comitato Europeo delle Regioni e a partecipare alle attività dell’Anci laziale e, soprattutto, a guidare la sua città sino alla primavera del 2020 quando scadrà il suo secondo ed ultimo amministrativo. Forza Italia, su ordine del Senatore Claudio Fazzone, ha deciso di evitare facili vittimismi dopo il verdetto dell’ufficio elettorale della Cassazione ma la delusione è stata tanta quando è stata resa nota la differenza che ha consentito al capogruppo della Lega al consiglio comunale di Latina Matteo Adinolfi di diventare il secondo eurodeputato della provincia di Latina dopo la ratificata elezione del sindaco di Terracina Nicola Procaccini: 0,550477 il decimale di quoziente, 0,047999 per De Meo contro lo 0,598476 per Adinolfi. Un nulla.

Lo stato maggiore fazzoniano ha dato ordine di non alimentare facili polemiche dopo la presentazione di un’interrogazione parlamentare che, inviata ai Ministri degli Interni e di Giustizia Matteo Salvini e Alfonso Bonafede, è stata sottoscritta da alcuni senatori di diverse forze poliche. Antonio De Poli, Paola Binetti, Antonio Saccone e Gaetano Quagliariello in un quesito hanno voluto polemizzare con la decisione, inappellabile, della Corte di Cassazione: “Può un semplice ‘comunicato stampa’ dell’ufficio elettorale nazionale presso la Corte di Cassazione essere lo strumento utilizzato per stabilire i criteri dell’assegnazione dei seggi spettanti all’Italia dopo il recesso del Regno Unito dall’Unione europea?” Per Forza Italia, che si sente confinata a Fondi e al solo sud-pontino dopo lo strapotere sovranista di Latina (Adinolfi) e di Terracina (Procaccini), è anche giusto subire la beffa del comunicato stampa…in attesa di tempi migliori.

Saverio Forte

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