Formia / Ambrogio Sparagna in tournee in Brasile

Formia / Ambrogio Sparagna in tournee in Brasile

FORMIA – “Uno dei più importanti musicisti italiani”. Tutti i principali media brasiliani, compresa la televisione di stato “O Globo”, si sono espressi in questi termini per commentare la recente tournee nel paese sudamericano di Ambrogio Sparagna, l’etnomusicologo di Maranola che, affiancato dall’Orchestra popolare italiana”, ha effettuato una serie di concerti a Brasilia, Belo Horizonte, Porto Alegre e San Paolo con lo spettacolo “Taranta d’amore” compiendo un simbolico viaggio musicale a ritmo di saltarelli, ballarelle, pizziche, tammurriate e, soprattutto, di tarantelle. Tra gli spettatori presenti presso il “Clube do Choro” di Brasilia c’erano, tra gli altri, l’ambasciatore italiano a Brasilia, Antonio Bernardini e la collega Claudia Meireles del portale www.metropoles.com che dell’esibizione di Sparagna ha scritto in portoghese…

“Durante lo spettacolo, il pubblico è stato portato via dalla potenza dell’orchestra guidata da animazione Sparagna con la sua fisarmonica fidato, invitando tutti a ballare, battere le mani, melodie fischio e cantare un ritornello. Quindi, il pubblico è diventato un’estensione del palcoscenico. Alla fine, erano tutti in piedi, ballando e battendo le mani!”. Naturalmente l’ambasciatore Bernardini è salito sul palco per ringraziare Sparagna e parlare del successo dell’iniziativa “L’italiano e la rete, le reti per l’italiano”. E’ stato, questo, in effetti, il tema scelto dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale per la XVIII Edizione della Settimana della Lingua Italiana per il quale l’etnomusicologo è volato in Brasilia sia per rappresentare la tradizione musicale aurunca che quella pugliese – da qui la scelta di esibirsi con “Taranta d’amore” – sulla scorta della sua indimenticata esperienza in qualità di direttore artistico al Festival della Taranta a Melpignano. E Sparagna, tra un brano ed un altro, ha relazionato sul tema tra “L’italiano e la rete”, un argomento complesso e dalle molte interpretazioni e sviluppi. Cosa significa oggi informarsi, leggere, generare un pensiero critico? Le nuove tecnologie consentono di veicolare migliaia di informazioni ad un pubblico vastissimo e in tempi record. Ma cosa rimane di questa comunicazione nella nostra vita? Ed è in questa comunicazione veloce e frettolosa e molte volte imprecisa che spesso si perde il vero significato delle parole.

La “Settimana della Lingua Italiana” si è rivelata un progetto che ha messo al centro l’importanza delle parole, ricordando quanto la lingua italiana (la quinta più studiata al mondo) sia ancora oggi un utilissimo veicolo di trasmissione delle idee e delle relazioni. L’Ambasciata d’Italia a Brasilia per l’occasione ha predisposto una programmazione ricca di eventi: musica, cinema, letteratura e conferenze avranno come protagoniste la lingua e la cultura italiana. E l’apertura è affidata ad Ambrogio Sparagna, appunto, con “Taranta d’Amore”, una grande festa spettacolo dedicata ai balli della tradizione popolare italiana: gighe, saltarelli, ballarelle, pizziche, tammurriate e soprattutto tarantelle, la danza matrice di tante tradizioni musicali delle nostre regioni. Al centro della scena Sparagna, sostenuto dalla straordinaria energia e bravura dei musicisti dell’Orchestra popolare italiano, ha dato vita ad una grande festa spettacolo, riuscita nell’intento ad animare il pubblico, facendo ballare al ritmo vorticoso dei nostri balli popolari, tra organetti, chitarre, ciaramelle e tamburelli. Nel corso dello spettacolo il pubblico, insomma, è diventato ‘protagonista della festa’ e si è lasciato piano piano travolgere dalla forza della musica abbandonandosi agli inviti di Sparagna a ballare, battere le mani, sorridere e fischiare una melodia, cantare un ritornello e sorridere per un numero ad effetto.

Così stregati dall’energia del ritmo ed affascinati dalla varietà ed originalità dei suoni degli strumenti popolari e dalla forza delle voci che cantano tanti dialetti diversi, il pubblico presente nei singoli concerti si è ritrovato a rivivere suggestioni ed emozioni straordinarie tipiche delle antiche feste contadine italiane. Sparagna prima di volare in sudamericana era stato protagonista due giorni prima dell’undicesima edizione dell’”Ottobrata Romana” . Presso la sala Sinopoli dell’Auditorium “Parco della Musica” aveva presentato il suo ultimo ed originale progetto, “Beddapoesia” che, prodotto da “Musica per Roma”, aveva registrato la partecipazione, oltre che dell’Orchestra Popolare italiana e del coro popolare diretto da Anna Rita Colaianni, di Mario Incudine grande interprete del canto popolare siciliano e straordinario solista dell’Orchestra Popolare italiana. “Abbiamo voluto riprendere questa tradizione antica che c’era a Roma di fare festa durante il mese di Ottobre – ha dichiarato Sparagna – Il clima di ottobre ancora bello, prima del freddo invernale. Si aprivano le osterie, si beveva il vino nuovo e si faceva festa. Ma per farlo ci volevano anche le canzoni. S’inventavano musiche nuove apposta per il vino nuovo. Da li è nata tutta la grande tradizione del canto popolare romano. Noi abbiamo ripreso quest’uso di far festa con il canto”.

“Beddapoesia” si è rivelato un concerto dedicato alla grande tradizione della poesia popolare siciliana, una preziosa selezione di canti dell’isola di grande suggestione, alcuni dei quali sono stati tratti dalle più importanti raccolte ottocentesche, tra cui quelle di Lionardo Vigo,(1799–1879), Giuseppe Pitrè (1841-1916) e di Salvatore Salomone Marino (1847- 1916). Un viaggio avvincente tra immagini e paesaggi sonori di una Sicilia affascinante, dove vive ancora l’eco di antiche storie e leggende popolari. Una terra di rara bellezza e di passioni struggenti, come testimonia anche l’intensa ballata di Ignazio Buttitta (1899–1997) sulla strage di Portella della Ginestra del 1 maggio 1947. Il “papà” del commissario Montalbano, lo scrittore Andrea Camilleri, ha scritto un canto in dialetto siciliano apposta per questo progetto, donandolo a Mario Incudine che lo ha interpretato nello spettacolo per la prima volta. A fare il resto ci ha pensato Ambrogio che ha scelto alcune piccole gemme di questo straordinario patrimonio poetico siciliano, in alcuni casi li ha adattati in forma strofica, elaborandoli musicalmente attraverso un originale lavoro di riproposizione. Mario Incudine li ha reinterpretati esaltandone la loro antica bellezza originaria grazie alla maturità ed espressività della sua straordinaria vocalità, così intensa e drammatica. Un progetto originale che attraversa la grande tradizione della poesia popolare siciliana, un “corpus” straordinario ancora largamente diffuso, che, grazie alla sua originaria forza espressiva e alle sue strutture poetiche, ha fortemente caratterizzato la storia della cultura popolare italiana.
Saverio Forte

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