Porto di Gaeta sempre più all’avanguardia sul fronte crocieristico e sul traffico merci

Porto di Gaeta sempre più all’avanguardia sul fronte crocieristico e sul traffico merci

GAETA – E’ lenta e graduale ma è in ripresa l’attività crocieristica e commerciale presso il porto “Salvo d’Acquisto” di Formia. Lo si evince da una prima e sommaria analisi dei dati diffusi dall’ufficio statistiche dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, l’ex Autorità portuale del Lazio sotto la cui giurisdizione ricadono i porti di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta. Per quest’ultimo scalo sono stati ufficializzati i dati già noti per il traffico crocieristico relativamente al 2017: un record viene considerato l’arrivo di 4500 passeggeri – una goccia nel mare rispetto ai due milioni 204.336 crocieristi transitati a Civitavecchia – a bordo di 12 navi di piccola e media dimensione. Gaeta, invece, si è confermato uno dei porti italiani all’avanguardia per quanto riguarda la movimentazione del pellet che, inserito nella categoria delle “rinfuse solide”, sta permettendo la realizzazione di nuove ed importanti prospettive di natura economico-occupazionale nell’intero Basso Lazio: sono state movimentate 68 mila tonnellate di questo materiale con un aumento del 125% rispetto ai dati del 2016.

Presso il porto commerciale di Gaeta è stato certificato un incremento del 2,6% (+47 mila tonnellate) del traffico complessivo, determinato essenzialmente dall’aumento delle merci liquide del 14% (+160mila tonnellate), pari complessivamente a 1,3 milioni di tonnellate, a fronte di una flessione del 17% del traffico di merci secche (-112 mila tonnellate), pari a 550 mila tonnellate complessive. Il traffico delle merci secche, diversamente dal primo semestre 2017 quando si è registrato un preoccupante -35%, nel secondo semestre è risultato in crescita del 6%, rispetto al secondo semestre del 2016, e del 27% rispetto al primo semestre del 2017. Il mercato automobilistico è in forte ripresa e hanno concionato anche i dati della movimentazione presso il porto di Civitavecchia. Qui nel 2017 sono state movimentate complessivamente 280 mila auto, dato che conferma il trend positivo del 2016, nonostante la decisione, dell’operatore Grimaldi, assunta ad inizio 2016 di spostare il traffico auto dell’Fca di Melfi a Gioia Tauro, portando a Civitavecchia, a partire dal 2017, le auto Fca prodotte presso lo stabilimento di Piedimonte San Germano.

In questo memorandum di dati naturalmente spicca l’attività del porto pilota dell’Adsp, quello di Civitavecchia, il cui settore crocieristico si conferma nuovamente scalo leader in Italia (e secondo in Europa) – come detto – con 2.204.336 crocieristi. Benché nel 2017 si registri una flessione, seppur inferiore rispetto al dato nazionale (-8% Italia -6% Civitavecchia), il decremento è attribuito esclusivamente ad una contrazione del flusso di crocieristi in transito a differenza dei crocieristi imbarcati/sbarcati, che risultano in leggera crescita. Peraltro le previsioni per il 2018, secondo i dati diffusi dalla società Cemar e confermati da “RisposteTurismo”, vedranno Civitavecchia raggiungere i 2 milioni e 427 mila crocieristi (+ 10% rispetto al 2017). Il porto di Civitavecchia registra anche un sensibile aumento delle merci varie in colli (+390 mila tonnellate), pari ad oltre 5,8 milioni di tonnellate. Incremento determinato da un’ ulteriore crescita del +3 % del traffico “RO-RO” (+150 mila tonnellate), con i mezzi pesanti imbarcati/sbarcati che crescono di oltre il 6% tornando a superare la soglia di 200 mila unità annue, e da un sensibile incremento del traffico di merci in contenitori. Crescono, infatti, del 45%, nel 2017, le tonnellate di merci movimentate in contenitore, che fanno registrare il quantitativo maggiore finora raggiunto, pari a 900 mila tonnellate complessive, +280 mila tonnellate rispetto al 2016, pari a 94.401 (+27%), di cui 69 mila pieni e 25 mila 500 vuoti.

Tra le rinfuse solide si evidenzia un’importante crescita del 30% del traffico di “prodotti metallurgici e minerali di ferro” (+68 mila tonnellate) pari, complessivamente, a 300 mila tonnellate. Incremento che si registra sia per le quantità di merci sbarcate (+30%) che per quelle imbarcate (+28%). Incrementi determinati, in particolare, da una ritrovata dinamicità delle acciaierie di Terni che a fronte di una maggiore richiesta di materia prima (ferrocromo sbarcato+34% 150 mila tonnellate complessive) fanno riscontrare un incremento della produzione (coils in acciaio imbarcati +22% pari a 53 mila tonnellate complessive); ulteriore crescita di tali traffici si riscontra anche nei primi mesi del corrente anno. Da evidenziare, in tale categoria merceologica, anche un sensibile incremento del traffico di fluorite +24% (terra che va miscelata al cemento), estratta nei pressi del Lago di Bracciano e imbarcata nel porto di Civitavecchia, pari complessivamente ad oltre 90 mila tonnellate. Tra le altre rinfuse si evidenzia infine un forte incremento del traffico di cippato di legno, prodotto dei boschi del territorio umbro/laziale e destinato alle centrali di biomasse, in crescita dell’88% e pari complessivamente a 60 mila tonnellate.

Si registra, invece, un calo dei prodotti raffinati petroliferi nel porto di Civitavecchia, che continua a risultare poco competitivo in questo settore, tenuto anche conto dell’assenza di una banchina petrolifera nella futura Darsena energetica e grandi masse di cui da anni si attende la realizzazione. Infine per quanto concerne il porto di Fiumicino si confermano gli stessi volumi del 2016 con 3,4 milioni di tonnellate di prodotti raffinati sbarcati e 60 navi approdate a fronte delle 68 del 2016.

“Questi dati, benché positivi, non possono tuttavia – sostiene il presidente Francesco Mario Di Majo – far venir meno l’esigenza di portare avanti tutte quelle iniziative e progetti volti a rendere ancora più competitivi i tre porti del network laziale, rendendo più efficienti i servizi portuali e di interesse generale e potenziando la dotazione infrastrutturale portuale dei tre porti laziali. In particolare – continua di Majo – l’aumento del traffico container è ancora lontano dai livelli che questa Autorità di Sistema auspica che il principale concessionario del settore possa raggiungere nei prossimi anni. Analogamente si rimane in attesa che i principali operatori del settore del traffico automotive riescano a raggiungere gli obiettivi prefissati in termini di crescita dei volumi di questo settore”.

Saverio Forte

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