“Il Sud Pontino è infestato dalle mafie”, l’Ass. Caponnetto scrive alla Procura Nazionale Antimafia

“Il Sud Pontino è infestato dalle mafie”, l’Ass. Caponnetto scrive alla Procura Nazionale Antimafia

SUD PONTINO – Il dott. Elvio Di Cesare, segretario nazionale dell’Associazione Nazionale per la lotta contro le illegalità e le mafieAntonino Caponnetto“, ha inviato una lettera al Procuratore Nazionale Antimafia, ai Procuratori Capo di Roma, Latina, Cassino ed al Prefetto di Latina in merito alla “situazione criminale in provincia di Latina” come si può leggere dall’oggetto della missiva riportata in calce qui di seguito:

“OGGETTO: situazione criminale provincia di Latina

Ill.mi Signori Procuratori e Prefetto,

il quadro che appare sempre più evidente e che riguarda il territorio che comprende in generale tutto il sud pontino, da Terracina fino alle sponde del fiume Garigliano ma, in particolare, il territorio compreso fra i comuni di Fondi e di Sperlonga, è uno dei più inquietanti. Ciò, per la presenza di una serie di soggetti, fra i quali alcuni probabilmente collegati con la criminalità soprattutto campana, oltre che per il clima di illegalità messo in evidenza da recenti e vecchie inchieste giudiziarie.

I recenti messaggi di chiaro stampo mafioso di cui è stato fatto bersaglio il consigliere Ing. Benito Di Fazio, uno dei dirigenti di questa Associazione, fanno seguito ad altri atti di violenza dei quali sono rimasti vittime altri dirigenti dello stesso sodalizio. Ci si riferisce, in particolare, all’attentato incendiario ai danni, alcuni anni fa, di un altro consigliere, di Fondi, Bruno Fiore, segretario organizzativo dell’Associazione Caponnetto ed al tentativo di assalto tentato nei confronti del sottoscritto, sempre a Fondi, mentre interveniva sul palco in una pubblica manifestazione antimafia alla presenza di parlamentari ed altri esponenti politici nazionali e non.

Una prassi, ormai, che ha messo da parte il confronto civile e la dialettica democratica per privilegiare ,invece, l’uso dell’aggressione e della violenza. Ed è appunto questo che ci preoccupa in maniera particolare perché essa potrebbe rappresentare il preludio ad atti di vera e propria violenza anche fisica ai danni dei rappresentanti dell’Associazione Caponnetto e non solo.

Nel rappresentare alle SS.LL. questa pericolosissima situazione, preme a questa Segreteria nazionale mettere in evidenza quanto riportato in un servizio – inchiesta pubblicato dal quotidiano “Latina Editoriale Oggi” il 17 luglio 2015 dal titolo “Marcianise e dintorni” sul quale si ritiene utile richiamare l’attenzione delle SS.LL. Dopo il grave fatto avvenuto a Sperlonga ai danni del Consigliere Di Fazio, archiviato secondo noi, frettolosamente con gli autori rimasti quindi sconosciuti, un altro atto intimidatorio ha minato la tranquillità di Sperlonga ed il clima pre-elettorale che sta divenendo rovente.

Infatti, ad inizio del corrente mese, un altro atto intimidatorio è stato denunciato da un probabile candidato alle prossime elezioni comunali. Ma che sta succedendo realmente a Sperlonga? Perché tanto susseguirsi di queste minacce nei confronti di politici locali e dei rappresentanti dell’Associazione Caponnetto? Tali minacce potrebbero essere legate alle denunce fatte ed alla miriade di sequestri operati recentemente dai Carabinieri (con conferme della Cassazione) e degli immensi interessi economici in gioco?

Se andiamo, poi, nel territorio a confine con la Provincia di Caserta, ovvero quello dei comuni di SS. Cosma e Damiano – Castelforte – Minturno, assistiamo al susseguirsi di atti intimidatori ed attentati di chiara matrice camorristica, su cui, insieme ai fatti inquietanti di Sperlonga, non si può non rimanere preoccupati, anche perché non rileviamo, purtroppo, una efficace e risolutiva azione di contrasto da parte dei reparti territoriali. Riteniamo, come Associazione, che non si può continuare ad indagare, per singoli episodi e separatamente senza un quadro d’insieme, vista anche la competenza di due diverse Procure della Repubblica, Latina e Cassino, tutta questa fenomenologia criminale, per noi di chiara matrice mafiosa.

Bisognerebbe, invece, cominciare ad indagare i fenomeni nell’ insieme in un territorio oramai fortemente infiltrato da clan camorristici e mafiosi in generale, che su quella terra hanno investito centinaia di milioni di euro. Milioni di euro che sono stati solo scalfiti dall’azione repressiva per lo più condotta dalle DDA di Napoli e Roma. Del resto è la stessa D.D.A di Roma che già negli anni scorsi mise in risalto ciò lamentando questo metodo di agire delle Procure circondariali e del mancato coordinamento con la D.D.A. in una lettera diretta all’allora Procuratore Nazionale Antimafia Pietro Grasso.

Che la provincia di Frosinone, così come del resto quella di Latina, ormai infestata dalle mafie, sia vitale per la lotta alla criminalità organizzata, ben lo sa anche la Procura distrettuale antimafia di Roma che, testualmente, scrive nella relazione di fine 2009 al Procuratore Pietro Grasso che: “…appare utile realizzare un efficace coordinamento con le Procure circondariali, soprattutto Latina e Frosinone. Gravi episodi – gambizzazioni, incendi, attentati – si realizzano infatti quasi quotidianamente in quei territori, ma vengono rubricati, e trattati, come fatti di criminalità comune.

La parcellizzazione delle indagini impedisce di cogliere, in tali avvenimenti, i segnali della presenza della criminalità mafiosa e favorisce il suo progressivo radicamento. Il mancato coinvolgimento poi della Direzione distrettuale antimafia, rende impossibile utilizzare nelle indagini quegli strumenti investigativi (consultazione della banca dati, escussione di collaboratori di giustizia, collegamenti investigativi con altri Uffici, acquisizioni di atti giudiziari) essenziali per accertare compiutamente quel tipo di fatti.

La conseguenza è che essi restano sovente impuniti, con il risultato di rafforzare ancora di più il potere dei gruppi mafiosi. Sarebbe dunque utile, dopo i necessari aggiornamenti, procedere finalmente alla sottoscrizione del protocollo d’intesa – promosso dal Procuratore Nazionale Antimafia e dal Procuratore Generale presso la Corte di Appello – tra Procure circondariali e Procura distrettuale, che in altre realtà ha dato risultati ma che per il distretto di Roma non è stato sottoscritto.

Sarà poi cura di questo Ufficio, per il prossimo anno, organizzare incontri dei magistrati della Dda competenti per un determinato circondario con i pubblici ministeri dello stesso”. Appare, pertanto, urgente per la sicurezza e l’ordine pubblico della provincia di Latina che la Prefettura pontina prenda in esame l’intera e preoccupante situazione della criminalità esistente su quel territorio ed adotti i provvedimenti necessari. Nel contempo si auspica una concreta cooperazione tra Procura della DDA di Roma e le Procure circondariali di Latina, Frosinone e Cassino al fine di una efficace e coordinata azione repressiva, soprattutto contro il crimine organizzato e le eventuali collusioni anche politiche-istituzionali.”

Si porgono distinti saluti

IL SEGRETARIO NAZIONALE Dr.Elvio Di Cesare

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