Gaeta / Monitoraggio ambientale e incidenza antropica, il progetto dell’istituto nautico “Caboto”

Ambiente Attualità Gaeta

GAETA – Nonostante sia alle prese con una perdurante carenza di aule e di spazi dove effettuare la didattica e la sperimentazione l’istituto nautico “Giovanni Caboto” di Gaeta ha raggiunto, per quanto possa apparire paradossale, un altro prestigioso risultato. L’Unione Europea ha approvato, nell’ambito del Pon-Fesr 2014 – 2021,il progetto presentato dall’Istituto di piazza Trieste relativamente alla realizzazione di un “Laboratorio Green” mobile per il monitoraggio ambientale e lo studio dell’incidenza dell’attività antropica proprio nell’ambiente marino che circonda il Golfo di Gaeta.

Gli studenti potranno effettuare in modo organizzato lo studio della salute del mare del sud pontino attraverso la misurazione dei livelli di incidenza bio-chimica e acustica dell’attività dell’uomo. Attraverso apparati mobili, che verranno utilizzati sulle imbarcazioni dell’istituto, si aiuteranno gli allievi a comprendere quali sono le fonti di eventuali inquinamenti del Golfo, le cause dei processi di eutrofizzazione (visibile attraverso la presenza di schiume e di scie in mare), la loro connessione con i sistemi antropici che riversano nell’area del Golfo i propri reflui, la correlazione della diffusione del processo di eutrofizzazione con le variazioni degli apporti idrici dei diversi bacini e dei depuratori.

Gli allievi, inoltre potranno familiarizzare con una serie di sensori e apparati che misurano diversi parametri quali la temperatura e la conducibilità dell’acqua, l’ossigeno disciolto e il pH, i processi di ossiriduzione e la presenza di alghe verdi e blu, la clorofilla algare e la torbidità dell’acqua, l’identificazione di phitoplancton e zooplancton, i livelli di particelle solide sospese e di conduttività gli inquinanti bio-chimici (Azotati e Fosfati) riversati in mare e il livello di inquinamento acustico. Questi sensori, associati a bottiglie per il prelievo di acqua e a prove in laboratorio con apparati“tradizionali” (fotometri, conduttimetri),consentiranno di acquisire le competenze specifiche e la conoscenza dei fenomeni. L’uso dei sensori potrà avvenire anche per misurazioni prolungate in periodi di particolare esposizione ambientale del golfo.

I monitoraggi ed i prelievi saranno condotti in varie zone del Golfo, con il posizionamento periodico di boe dotate di sensori ambientali che trasmettono i dati in tempo reale con il laboratorio a terra dell’Istituto ed il confronto tra questi dati e quelli rilevati dai satelliti. Oltre alla formazione attiva degli allievi alle problematiche ambientali e dell’ecosistema marino, si offrirà al territorio dati attendibili per comprendere la qualità del mare, le origini e le tipologie di inquinanti presenti, “per una più consapevole gestione delle attività antropiche nel rispetto dell’ambiente nel quale i nostri ragazzi potranno costruire il futuro”.

Questo finanziamento europeo per la realizzazione di questo ambulatorio ambientale scaturisce da un periodo di formazione e ricerca che l’istituto nautico aveva avviato durante il lockdown in stretta collaborazione con l’Istituto “Ismar” del consiglio nazionale delle ricerche”. Era stato uno strumento per avviare un monitoraggio dell’ambiente marino, i cui dati sono stati confrontati con quelli effettuati dal satellite del consorzio “Copernicus e Sentinel-3 Marine Mission” e dell’Agenzia Spaziale Europea. Grazie a quell’esperienza gli allievi dell’Istituto Caboto, insieme ai loro docenti, avevano elaborato diversi lavori presentati anche in occasione della “Notte dei Ricercator” e alla conferenza sulla salute del mare nel Golfo, indetta dall’Amministrazione Provinciale di Latina.

“Dal 1992 l’istituto Nautico di Gaeta ha offerto a speciale attenzione alle problematiche ambientali, introducendo tra le discipline di studio la “Chimica dell’Ambiente”- osservano subito la dirigente scolastica Maria Rosa Valente ed Erasmo Coccoluto – in modo da offrire basi solide per la comprensione dei fenomeni ambientali e saper intervenire per prevenire o recuperare la salute degli ecosistemi, con particolare attenzione a quello marino. L’attivazione di questo nuovo laboratorio è ancora segno che la nostra istituzione scolastica continua a svolgere il suo ruolo di anima culturale e motore economico del territorio, anche attraverso la formazione di competenze innovative e lo stimolo al miglioramento dell’ambiente nel quale la nostra comunità è inserita”.