Coronavirus, altri 162 nuovi casi positivi in provincia di Latina e tre decessi

Cronaca Latina Sanità

LATINA – La discesa dei contagi, seppur di poco, ha subito un rallentamento ma si continua a morire di Covid in provincia di Latina. E’ la fotografia che ha scattato l’Asl pontina nel suo bollettino quotidiano in cui ha aggiornato il numero delle positività nelle ultime 24 ore. Ne sono state censite 162, 69 in meno a domenica, ma il dato non ammette motivi di esultanza solo perché sono stati trattati meno tamponi rispetto all’ordinario. Purtroppo il numero dei decessi rimasto invariato: tre come domenica. Si tratta di un 74enne di Latina, di un 85enne di Sezze e di un 93enne residente a Terracina.

Ormai il virus non conosce più differenze territoriali, i contagi sono stati registrati in 24 dei 33 comuni pontini. E primeggia sempre nel report quotidiano dell’Asl il comune di Latina con 39 casi, seguito da quelli di Aprilia con 21, di Fondi con 20 e di Terracina con 12. I contagi dall’inizio della pandemia complessivamente sono saliti a 5245, 1189 si sono negativizzati – soltanto quattro in più rispetto a domenica ma sono 3984 i pazienti in cura dal dipartimento di Prevenzione. 3784 sono trattati in quarantena domiciliare, ma ben 200 di loro – 6 in più rispetto alle ultime 24 ore sono ricoverati per lo più al Santa Maria Goretti ma anche nei reparti Covid istituiti negli ultimi giorni nel “Città di Aprilia” e al “Dono Svizzero” di Formia.

Dopo i drive in da tempo operativi ad Aprilia, Latina, Gaeta e Priverno, l’Asl lunedì ha attivato un’ulteriore postazione per l’effettuazione dei tamponi antigenico con un percorso pedonale walk in. Si trova presso l’Icot, in via Faggiana 1668 a Latina, è attivo dal lunedì al venerdì dalle 14 alle19 e la domenica dalle 8 alle13. La stessa Asl ha illustrato meglio le finalità della tensostruttura allestita nell’area esterna all’ingresso del Pronto soccorso del Santa Maria Goretti di Latina: ospiterà, dalle 8 alle 20, 22 pazienti in arrivo a bordo delle ambulanze del 118. L’obiettivo è duplice: valutare subito il paziente in arrivo e liberare velocemente le ambulanze del 118 restituendole alla funzione dell’emergenza territoriale. Entro le 20 i pazienti presenti nella tensostruttura, pertanto, saranno riassorbiti all’interno del Pronto Soccorso per essere destinati alle rispettive aree di ricovero.

E un allarme sulla gestione dell’emergenza sanitaria in provincia di Latina in rapporto al costante aumento dei casi di contagio dovuti al Covid-19 è stato lanciato dalle segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil. L’ospedale Santa Maria Goretti è in assoluto affanno e i reparti sono al collasso: l’incontenibile afflusso di malati Covid al pronto soccorso rende insostenibili e altamente rischiose le condizioni di lavoro per il personale sanitario. “Con grande preoccupazione per la sanità pontina” i Segretari Generali di Cgil, Cisl e Uil Latina Anselmo Briganti, Roberto Cecere e Luigi Garullo hanno richiesto un incontro relativo alla grave situazione venutasi a creare nel nosocomio della struttura ospedaliera e più in generale in tutta la struttura sanitaria della provincia di Latina. Il numero di pazienti positivi che sostano all’interno della struttura di primo intervento supera abbondantemente le cinquanta unità: troppi malati in uno spazio non idoneo per permettere agli infermieri di difendersi dal contagio. Per questo motivo gli stessi capi turno (in rappresentanza di tutto il personale infermieristico del pronto soccorso del Santa Maria Goretti) hanno rivolto un appello scritto al responsabile de pronto soccorso, Sergio Parrocchia, e al direttore generale della Asl, Giorgio Casati. Il sovraffollamento mette a rischio la sicurezza degli operatori, facendo sì che molti di loro non riescano ad evitare il contagio e aggravando la situazione.

Anche il sindaco di Latina Damiano Coletta ha convocato nella giornata odierna una conferenza con i sindaci del territorio, una riunione per fare il punto della situazione e valutare se effettuare scelte più drastiche a garanzia della salute della comunità. L’incontro richiesto da Cgil, Cisl e Uil al Direttore Generale dell’Asl Casati, relativo alla gravosa situazione provocata dalla diffusione del virus Covid-19, ha l’obiettivo di “attuare un’analisi delle modalità di gestione dell’attuale quadro emergenziale nell’ospedale della nostra città”.