Zannone deve ritornare sotto la giurisdizione di Ponza, proposto un referendum popolare

Zannone deve ritornare sotto la giurisdizione di Ponza, proposto un referendum popolare

PONZA – L’area protetta dell’isolotto di Zannone torni presto sotto la giurisdizione dell’amministrazione comunale di Ponza. La “mission” istituzionale dell’ente parco nazionale del Circeo è fallita e non sono bastati quasi 40 anni perché si sviluppasse sull’isolotto nel braccio di mare tra Ponza ed il promontorio del Circeo alcuna azione e forma di sviluppo eco-sostenibile ed occupazionale. E’ la proposta, decisamente rivoluzionaria , del coordinamento comunale dei Fratelli d’Italia che, insieme all’associazione “Punto di svolta”, sta affiancando l’attuale opposizione per il rispetto di una delibera di consiglio comunale che negli sgoccioli dell’ultima consiliatura, il 13 marzo 2017, avviò l’iter per l’indizione di un referendum popolare finalizzato a far pronunciare sul dibattuto argomento la comunità di Ponza.

“Quella delibera d’intenti è rimasta inattuata – commenta in questa intervista video il coordinamento dei Fdi e dell’associazione “Punto di svolta” Danilo D’Amico – ma non ci meravigliamo più di questo stato di cose: il sindaco in carica è Franco Ferraiuolo, lo stesso che nel 1979 non mosse un dito perché la gestione di Zannone passasse sotto la giurisdizione dell’ente parco nazionale del Circeo. E poi nella sua maggioranza insistono tanti e tali incrociati interessi tali da non motivare lo svolgimento di una consultazione popolare”. Questa è, in effetti, una reprimenda di natura politica sul mancato svolgimento di un referendum consultativo. D’Amico ammette pure che l’iter di è bloccato per una ragione formale, un ostacolo che potrebbe essere rimosso in un’ora: “Ci hanno spiegato che lo Statuto del comune di Ponza – ha aggiunto D’Amico – è ancora carente di un regolamento che attui simili iniziative di consultazione popolare. Ci chiediamo: se qualcuno non è capace o non vuole elaborarlo basterebbe un giro d’orizzonte su internet per effettuare – aggiunge provocatoriamente l’esponente dei Fratelli d’Italia – un semplice ‘copia e incolla’. Neanche questa volontà c’è e, per questo motivo, siamo molto preoccupati.”

Il partito Di Giorgia Meloni è durissimo, alla stessa stregua dell’ex sindaco di Ponza Piero Vigorelli, sulla “non-amministrazione” dell’ente parco nazionale del Circeo a favore di Zannone: “Qualcuno – ha aggiunto D’Amico – ci aiuti a capire quanti finanziamenti, statali ed europei, destinati al parco siano stati poi investiti per una diversa e migliore fruibilità di Zannone. L’ente parco andrebbe citato alla Procura regionale della Corte dei Conti per danno erariale…per il lento e graduale processo di degrado e di abbandono in cui versa la storica villa del Marchese Casati: E’ diventata l’esempio, più lampante, del processo di abbandono in cui versa da anni Zannone: l’isolotto potrebbe diventare lo strumento, l’occasione per la nascita ed il decollo di una cooperativa di giovani di Ponza, costretti a lavorare non più di tre mesi all’anno nel settore turistico per una mancata azione di destagionalizzazione dell’immagine dell’isola e per gli eccessivi vincoli paesaggistici imposti dalla Regione Lazio – conclude il coordinatore dei Fratelli d’Italia – Il Pai prescrive che il 97% della costa di Ponza è, difatti, inagibile, quella di Zannone no. Per questo motivo i cittadini devono essere chiamati a pronunciarsi con un referendum se tollerare o meno questa incredibile situazione…”
Saverio Forte

Intervista a Danilo D’Amico

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