Gaeta / “Orizzonti di giustizia sociale nel Sud Pontino”, il convegno

Gaeta / “Orizzonti di giustizia sociale nel Sud Pontino”, il convegno

GAETA – Il 14 giugno, alle ore 19, si è tenuto a Gaeta, nella Parrocchia di Santo Stefano, un incontro-dibattito sul tema “Orizzonti di giustizia sociale nel Sud Pontino”. Due i relatori: il dott. Cristiano Tatarelli, Questore Vicario di Latina, e don Francesco Fiorillo, referente del Presidio Libera Sud Pontino “Don Cesare Boschin”. Tra le autorità e gli ospiti convenuti, l’on. Raffaele Trano, del Movimento 5 Stelle, il sen. Claudio Moscardelli, già membro della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie, l’ass. Alessandro Martone, in vece del Sindaco di Gaeta, Giuseppina Rosato, Presidente del Consiglio Comunale di Gaeta, la dott.ssa Paola Villa, sindaco di Formia, Davide Piras, rappresentante del gruppo parrocchiale Libera, e Roberto Vitali della Coop. Soc. Le Terre di Don Diana.

A dare il benvenuto è stato il parroco, don Stefano Castaldi, che nel suo intervento introduttivo ha definito l’evento un momento importante, perché sancisce l’adesione ufficiale della Parrocchia di Santo Stefano a Libera. Nelle sue parole il ricordo di don Cesare Boschin, l’ottantunenne sacerdote assassinato nel 1995 per essersi opposto all’infiltrazione mafiosa della Camorra nella Provincia di Latina e, in particolare, al traffico di rifiuti tossici nella discarica di Borgo Montello. Rievocando poi le parole “La Mafia uccide, il silenzio pure” pronunciate da un altro martire della Mafia, Peppino Impastato, il parroco di Santo Stefano ha ribadito la necessità di un impegno attivo da parte di ogni cittadino, di ogni cristiano, nella denuncia dei mali presenti sul nostro territorio.

Questo ruolo attivo accanto alle forze dell’ordine è stato auspicato dal primo relatore della conferenza, il Questore Vicario di Latina, il quale, attraverso un exursus chiaro e dettagliato, ha presentato un quadro aggiornato relativo alla presenza della criminalità organizzata nel Sud pontino. Ricordate le cause che sono alla base dell’infiltrazione camorristica a livello locale, Tatarelli ha passato in rassegna nomi di spicco tra gli affiliati alla Camorra, attività illecite, beni confiscati e due importanti processi, il cosiddetto Processo Anni Novanta e il processo Damasco, che, per la prima volta nel caso della Provincia di Latina, hanno visto l’applicare l’art. 416 bis del Codice penale.

Il secondo relatore, don Francesco Fiorillo, ha intessuto il suo discorso attorno a parole come neutralità, silenzio, indifferenza, inerzia, aridità, nelle quali trova alimento l’illegalità, e ha invitato i presenti a riappropriarsi della consapevolezza e della responsabilità, alla cui base è la legalità, da intendere come prerequisito per raggiungere la giustizia sociale.

Davide Piras in veste di rappresentante del gruppo parrocchiale Libera, ha spiegato infine le motivazioni che hanno spinto la Parrocchia ad aderire a Libera, innanzitutto il vivo desiderio di aprirsi maggiormente agli altri, al quartiere e alla città, per rilevare problematiche ed istanze e stare accanto a chiunque viva nella necessità. Insomma un esempio educativo di alto valore cristiano e civico per i nostri giovani.

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