Fai attenzione a come consumi l’acqua, non commettere questo errore: può rischiare problemi cardiaci, ecco il motivo
Che sia estate o inverno, che faccia caldo o freddo, bere acqua fa sempre bene. Non commettere mai l’errore di sottovalutare l’importanza dell’idratazione. Se non bevi abbastanza, rischi grosso. In particolar modo, se non bevi a sufficienza in maniera cronica, metti a serio rischio la tua salute cardiovascolare, sviluppando ipertensione e insufficienza cardiaca.

A confermare una notizia che, in realtà, era già sostenuta da anni dall’ambiente medico, è stato un recente studio condotto presso l’Università Bar-Ilan, in Israele, in collaborazione con il National Institutes of Health degli Stati Uniti. Stando a quanto riferito dai ricercatori, considerando che l’organismo umano mantiene un equilibrio idrico attraverso la sete e il riassorbimento dell’acqua, bere poco può causare effetti molto negativi.
Anche una disidratazione non grave, dell’1% del peso corporeo, può ripercuotersi sulle attività quotidiane e le performance fisiche. Salendo di un punto percentuale si possono alterare la termoregolazione e il volume plasmatico (e in questo caso sorge anche la sensazione di sete).
I crampi compaiono quando si arriva al 5% di disidratazione, accompagnati da debolezza e maggiore irritabilità, mentre una disidratazione vicina al 7% potrà comportare malessere generale, debolezza e in alcuni casi anche allucinazioni. Motivo in più per bere spesso e in ogni circostanza, senza badare troppo ad alcuni falsi miti.
Bere acqua fa bene: tutti i benefici e i consigli degli esperti
Se è vero che sono gli anziani i soggetti più a rischio di disidratazione, a causa di un meccanismo della sete che non funziona al meglio, è importante anche per i più giovani e per gli adulti mantenersi sempre idratati, a prescindere dalla sensazione di sete che si prova o meno.
Per evitare la disidratazione, il consiglio principale degli esperti è bere frequentemente. Magari non bicchieroni d’acqua. Bastano piccole quantità, sia che si abbia sete, sia che non si abbia sete, e questo anche al di fuori dei pasti.

Lo studio israelo-americano si è in particolare soffermato sulla natriemia, la concentrazione di sodio nel sangue. Stando ai risultati, avere livelli di sodio compresi tra 140 e 142 mmol/L, valori del tutto normali, comporta in realtà un aumento del 13% del rischio di ipertensione e del 20% del rischio di insufficienza cardiaca. Motivo in più per promuovere una cultura del bere acqua, anche tra quelle categorie di persone che non rientrano, generalmente, nei soggetti a rischio.
In tal senso, può servire sfatare alcuni falsi miti. Ad esempio che l’acqua vada bevuta solo al di fuori dei pasti. È infatti importante bere, in quantità non eccessive, sia durante i pasti che al di fuori. Ma è importante anche prendere consapevolezza del fatto che l’acqua non fa ingrassare e non provoca ritenzione idrica (quest’ultima dipende dal sale e da altre sostanze nei cibi). In altre parole, non ci sono scuse: bere acqua fa bene ed è necessario farlo in maniera costante e nelle giuste quantità.