Gaeta / Littorina non più ipotesi: parte il bando

Gaeta / Littorina non più ipotesi: parte il bando

GAETA – La littorina non è più un’ipotesi. Il passo concreto per l’apertura della tratta ferroviaria di 6 km dalla stazione di Formia – Gaeta a quella di Bevano è il bando per l’acquisizione del locomotore. Chi era scettico ha ricevuto il marameo questa mattina, aprendo i giornali, direttamente da presidente del consorzio industriale Sud Pontino Salvatore Forte.

Per l’espletamento del servizio di trasporto sono richieste Automotrici diesel tipo Aln 668 usate. Quattro le condizioni minime: pronte per essere immesse in esercizio; in possesso delle prescritte certificazioni e con la manutenzione ciclica in regola; libere da vincoli che ne impediscano o limitino l’uso o il trasferimento; da trasferire alla stazione di Formia via rete ferroviaria.

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“L’acquisto del suddetto materiale rotabile – si legge nel bando – avverrà con affidamento ai sensi del D.Lgs. 163/2006 e ss.mm.ii., invitando le ditte che avranno manifestato l’interesse ed il criterio di aggiudicazione sarà quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa”

L’apertura della linea è prevista per i primi di agosto, autorizzazioni di Rfi e Regione permettendo. Sulla rotaie i tecnici di entrambi gli enti si sono già recati per i dovuti sopralluoghi, mentre per quanto riguarda la stazione di Bevano occorrerà istallare sull’ampio piazzale una semplice persilina, poiché si tratta di un nodo di scambio, non di una stazione terminale.

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Proprio domenica scorsa si era tenuto presso l’are forum dell’Ymf di Gaeta il convegno “Tirreno – Adriatico, una opportunità di sviluppo” per dibattere sul progetto di una linea ferroviaria Gaeta – Vasto, via Cassino. Ad “Ulisse”, la metropolitana del Golfo, guardano con interesse anche il Cosilam (consorzio di sviluppo del Lazio Meridionale) e l’università di Ca

Grande soddisfazione per il comitato popolare Metropolitana del Golfo. IL presidente Guido Guinderi, Luigi De Crescenzo, Sara Palmieri, il responsabile della commissione tecnica Mario Martino e tanti altri attivisti hanno saputo tenere sempre alta l’attenzione sull’opera, anche attraverso una titanica raccolta firme. Certo dal 2006, anno in cui il governatore della Regione Lazio Piero Marrazzo pose la prima pietra (sotto la giunta Raimondi) al 2015 sono trascorsi 9 lunghissimi anni. Ma la volontà popolare è più forte di quella politica. E questo è proprio il caso.

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