Itri / La rivolta delle mamme del Rodari: “I nostri figli sfrattati, si usino i moduli della protezione civile per evitare i doppi turni

Itri / La rivolta delle mamme del Rodari: “I nostri figli sfrattati, si usino i moduli della protezione civile per evitare i doppi turni

ITRI – E’ Rivolta dopo la nota del sindaco Antonio Fargiorgio che invita la dirigente dell’istituto comprensivo di Itri Lidia Cardi a non utilizzare il plesso di piazzale “Rodari” per l’apertura del nuovo scolastico. I genitori sono costretti ora ad affrontare il calvario dei doppi turni con tutte le problematiche e le difficoltà nel rispetto degli obblighi, anche di natura legale, che hanno nei confronti dei propri figli. Da parte sua il primo cittadino specifica che l’edificio potrebbe riaprire dopo il collaudo. Ma in molti cominciano a chiedersi se sia solo una maniera di prendere tempo. Del resto la “bomba” è arrivata solo una settimana prima dell’apertura delle scuole, impedendo ai familiari dei ragazzi qualsiasi tipo di programmazione. Ma la vera domanda rimane un’altra: il collaudo, per una struttura così vetusta e costruita con criteri ormai superati potrà mai esserci? Non sarebbe meglio utilizzare da subito i moduli in dotazione alla protezione civile per evitare i doppi turni? Questi ed altri drammatici interrogativi sono contenuti nella petizione firmata dai genitori che vedono compromessa la stessa organizzazione della vita quotidiana. Senza che peraltro si siano fatti nel frattempo passi sul piano della sicurezza: già dallo scorso anno è risaputo infatti che nessun plesso è attualmente agibile e dunque la condizione degli alunni nella nuova sede rimane la stessa. Di seguito la petizione dei genitori.
“In riferimento alla comunicazione del sindaco del 7 settembre 2017 che dichiara inagibile il plesso Rodari ed alla successiva direttiva del dirigente scolastico di procedere alla turnazione pomeridiana degli studenti della scuola media inferiore si è costituito un comitato spontaneo di genitori che pongono alla S.V. una serie di considerazioni e doverosi quesiti.
Con appena una settimana di anticipo sull’apertura del nuovo anno scolastico le suddette comunicazioni hanno determinato non poco sgomento ed indignazione tra noi genitori. Per tanto con la presente è nostra intenzione mettervi a conoscenza del disagio non quantificabile ma ovvio che le vostre decisioni stanno arrecando ai nostri figli ed alle nostre famiglie.
Riteniamo impossibile che la condizione di impossibilità di usufruire del plesso sito in piazzale Rodari si sia evidenziata solo in data 07/09/2017.
Era necessario comunicare lo stato di fatto alle famiglie solo una settimana prima dell’apertura della scuola? Nel colloquio avuto con Lei, signor Sindaco, avvenuto presso l’aula consiliare del comune di Itri, è emerso che si attende anche la certificazione antisismica: ma è possibile ottenerla per un edificio di almeno 70 anni, che non presenta struttura in cemento armato? E il plesso dei bambini e dei ragazzi sfrattati ha davvero le certificazioni dovute? riteniamo che la soluzione del turno pomeridiano che dovrebbe coinvolgere solo gli studenti della scuola media inferiore, peraltro non ospiti dell’edificio in questione, è semplicistica e superficiale. Perché ci si rifiuta di trovare soluzioni alternative, compresa quella di ripristinare le lezioni di sabato, di coinvolgere anche i servizi dell’agricoltura e, soprattutto, di moduli scolastici in uso dalla protezione civile in modo da evitare doppi turni?
Ci addolora prendere atto dell’assoluta mancanza di rispetto dei problemi dei cittadini; ancora più grave se i cittadini in questione sono ragazzi che attraversano un periodo della propria vita particolarmente delicato. Non si è tenuto conto degli impegni e delle attività pomeridiane già stabilite, inclusi percorsi terapeutici già avviati, dell’impossibilità per molti genitori di seguire come d’obbligo i propri ragazzi, molti dei quali saranno costretti a rimanere incustoditi per ore. Ribadiamo il nostro disaccordo alla soluzione dei turni pomeridiani, per altro contrari ad ogni forma di didattica edificante e chiediamo soluzioni vere, affinché sia tutelata la salute psicofisica e sociale dei nostri figli, che non può essere di certo nell’improvviso stravolgimento del vivere quotidiano”.

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