Ponza / Documentario della Cnn, Vigorelli: “Su Zannone ancora una ferita aperta”

Ponza / Documentario della Cnn, Vigorelli: “Su Zannone ancora una ferita aperta”

PONZA – Dispiacere e rammarico. La comunità di Ponza ha accolto con questo stato d’animo la decisione di una delle più importanti televisioni mondiali, l’americana Cnn, di aver dato ampio risalto, quasi con un atteggiamento morboso, in un documentario pubblicato nella sezione “Viaggi” del suo sito internet ad uno dei fatti di sangue più clamorosi nel dopo-guerra in Italia, il delitto di via Puccini a Roma nel 1970 quando il marchese Casati Stampa uccise la moglie, l’amante e poi si tolse la vita. Gli isolani avrebbero preferito che il reportage riservasse il doveroso spazio al mare e all’incontaminato paesaggio di Ponza piuttosto che specificare come il dirimpettaio isolotto disabitato di Zannone fosse preferito dal marchese Casati dove tenere – dice in inglese lo speaker della televisione di Atlanta – i suoi festini lascivi, vedere e fotografare la moglie attrice con amanti più giovani”.

Qui il discendente di una delle più antiche famiglie lombarde, titolare di uno dei maggiori patrimoni, organizzava orge con la seconda moglie, Anna Fallarino, ex modella e soubrette di modeste origini beneventane, che aveva recitato per pochi secondi accanto ad Antonio De Curtis, in «Totò Tarzan». Il marchese Camillo, Camillino per gli amici, Casati Stampa di Soncino, provava il massimo piacere a vedere la consorte unirsi in amplesso con altri uomini, mentre lui la fotografava. Un ménage culminato, esattamente 47 fa, nel duplice omicidio e suicidio nel superattico di via Puccini a Roma, quando Camillo uccise a fucilate, con un Browning calibro 12 caricato a pallettoni, la moglie e il giovane Massimo Minorenti, lo studente iscritto a Scienze politiche e militante del Msi che si vantava di aver avuto una relazione con la pantera nera della tv dell’epoca, Lola Falana. Per il marchese quel giovane di destra aveva la colpa di essersi ribellato al ruolo di marionetta innamorandosi della bella Anna.

Poche ore dopo che Camillo Casati Stampa aveva fatto fuoco sulla moglie e sul giovane amante e che si era ucciso con un altro colpo di fucile, la sera del 30 agosto 1970, dai cassetti di quel monumentale attico pariolino emersero 1.500 foto che documentavano gli audaci costumi sessuali e un diario, rilegato in pelle verde, in cui il marchese annotava nomi, circostanze, luoghi, prestazioni, sensazioni, prezzo pagato a soldati, marinai, studenti, camerieri per farli giacere con Anna. La conferma arriva dall’attuale sindaco di Ponza, l’ex giornalista Pietro Vigorelli, che rivela di aver seguito da giovane cronista per conto de “Il Messaggero” la mattanza dei Parioli e di aver recuperato , insieme ad un collega sardo, Lino Canu, le foto, davvero hot, scattate nella villa del marchese Casati Stampa a Zannone. Qui l’aristocrazia italiana si è sempre data appuntamento nel corso del 900 per praticare un hobby preferito, la caccia. Qualche nome? Matilde Serao, Mafalda di Savoia, i Conti Vignoli e la famiglia Casati che aveva ottenuto, già dagli anni Venti, una speciale concessione per cacciare gli uccelli migratori provenienti dall’Africa sugli oltre cento ettari di Zannone.

Camillino si vantava di tener lontano i turisti a suon di fucilate, oggi l’isola disabitata è visitabile di giorno, ma il pernottamento è vietato. Quello utilizzato da Camillino Casati e da Anna Fallarino era un edificio di due piani: al pian terreno un terrazzo, un enorme soggiorno e una grande cucina, costruita sopra una delle cisterne che i benedettini avevano scavato per la raccolta dell’acqua piovana. Al secondo piano, cui si accede attraverso una scala di ardesia con una ringhiera nera e rossa, ci sono le stanze da letto che danno su una grande loggia. Alcune stanze sono comunicanti: testimoni raccontano che al posto delle porte ci fossero enormi falsi specchi da cui i marchesi potevano vedere gli amplessi degli ospiti. In quella villa sul mare si amoreggiava e soprattutto si beveva molto e bene: durante un’opera di bonifica sono state raccolte trenta metri cubi di cocci di bottiglie, quasi tutti d’origine francese.

Per il sindcaco Vigorelli l’isolotto di Zannnone ha avuto diverse vite, uno strano e contradditorio destino culminato con l’ingresso nel 1979 nell’area del parco nazionale del Circeo: “Quasi quarant’anni sprecati. L’isolotto doveva essere recuperato e valorizzato, ora versa nel più completo abbandono. Il reportage della Cnn? – s’interroga concludendo il sindaco di Ponza – i colleghi della tv di Atlanta hanno fatto il loro lavoro ma con la continua allusione ai festini a luci rosse del Marchese Casati Stampa hanno riaperto una ferita che la mia comunità aveva a fatica riemarginato”.

Saverio Forte

Usa Facebook per lasciare un commento

commenti

Segui Temporeale Quotidiano su Facebook, Twitter e Google+ per essere sempre aggiornato
Google+