Terme di Suio, drammatico appello degli operatori: “Sospendere tassa mineraria o non potremo riaprire”

Attualità Castelforte Economia

CASTELFORTE – Il comprensorio termale di Suio a Castelforte il 18 maggio non riaprirà i battenti. Il “via libera”, in effetti, già c’è ma mancano le regole per permettere a tanti stabilimenti del settore, la cui attività è tipica per l’assembramento di persone, di operare in assoluta sicurezza. E’ il drammatico grido d’allarme contenuto in una lettera, che al momento non ha avuto risposte, che il presidente della Fost, la federazione degli operatori di Suio Terme, Dalida Santamaria, ha inviato al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti.

In effetti il comparto termale di Suio, che rappresenta la prima voce del Pil economico della realtà di Castelforte, rientra tra le attività sospese dal governo per diffondersi del Covid 19 ma questo particolare lockdown sta creando per tutte le aziende termali associate (“Vescine”, “Santamaria”, “Terme Alba”, “Arcobaleno”, “Luval” e “S.Egidio”) – che sono praticamente tutte ad eccezione di una soltanto – “gravi carenze di liquidità quale prima conseguenza diretta del fermo amministrativo e della diffusione del contagio”. La “Fost” del presidente Santamaria ha chiesto un gesto di “buona volontà” alla Regione Lazio, di sospendere preliminarmente il pagamento della tassa di concessione mineraria per il 2020 e, in subordine, di annullare l’aumento del 90% di questo canone che per l’anno in corso era stato deciso dalla stessa Regione negli ultimi mesi del 2019. A chiedere al presidente Zingaretti l’adozione urgente di misure speciali a sostegno del settore termale di Suio era stato in una lettera aperta anche il sindaco di Castelforte Giancarlo Cardillo, convinto del fatto che termalismo che ha avuto ed ha una importantissima funzione nell’ambito dell’economia del territorio.

Cardillo, prima ancora della presa di posizione dei termalisti di Suio, ipotizzava finanche la concessione di finanziamenti e contributi a fondo perduto per “evitare la definitiva chiusura delle imprese che svolgono la loro attività e dell’indotto che vive grazie a queste attività. La presentazione del sindaco Cardillo era stata importante e meritoria per questo gruppo di coraggiosi imprenditori economici e, nonostante la lettera che iniziava con un “Caro presidente”, i termalisti di Suio non hanno ricevuto alcun tipo di risposta della regione.

Neanche attraverso il comune di Castelforte: “Il termalismo, che rappresenta una delle eccellenze nazionali, nel mio territorio comunale – scriveva il sindaco Cardillo – ha un grande rilievo grazie alla presenza dell’area termale di Suio e di un qualificato gruppo di imprenditori. Con enormi sacrifici, hanno, negli anni, realizzato strutture alberghiere dotandole di idonei servizi dedicati ai turisti. Nella nostra Regione ci sono anche altre importanti e significative realtà termali che vedono gravemente compromessa la prossima stagione termale 2020 e che rischiano, davvero, di dover chiudere in via definitiva la loro attività. Tutto questo, come è evidente, rappresenta una sciagura inimmaginabile e che prefigura una definitiva decadenza economica dell’intero territorio con un impoverimento dal quale sarà quasi impossibile sollevarsi.

Già quest’anno avremo gravi conseguenze occupazionali se, come sembra, queste attività – e lo ammette lo stesso sindaco Cardillo nella parte conclusiva della lettera a Zingaretti – non potranno aprire o apriranno a ranghi ridotti”.