Formia / Acqua torbida, il sindaco Paola Villa denuncia Acqualatina

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FORMIA – Il sindaco di Formia, Paola Villa, in qualità di massima autorità sanitaria locale, ha presentato una denuncia presso il Commissariato di Polizia di Formia nei confronti del legale rappresentante della società che gestisce il servizio idrico integrato, Acqualatina S.p.A.

Nella denuncia il primo cittadino ha messo in evidenza le seguenti notizie: nessuna comunicazione arrivata dal gestore e dall’Asl per supportare la emissione di ordinanza di non potabilità dell’acqua; tra la fine del 2018 e dicembre del 2019 sono state emesse 6 ordinanze di non potabilità, solo in quest’ultima,il gestore ha messo a disposizione il servizio sostitutivo autobotti per la popolazione formiana; la Carta dei Servizi del servizio idrico integrato approvata nel 2002, impone all’art. 1 che il gestore fornisca 150l/giorno a persona per gli usi domestici degli utenti Ato4, ciò durante i fenomeni di torbidità non avviene, con un ovvio interruzione di pubblico servizio; la Carta dei Servizi del Servizio Idrico Integrato recita al punto 4.7 che il gestore è responsabile della distribuzione di acqua secondo il DPCM del 1999, tale decreto parla di servizio IDROPOTABILE e non “semplicemente idrico”, ciò non sta avvenendo provocando una interruzione di pubblico servizio.

“Ad oggi – spiega il sindaco Villa – il gestore non da notizie circoscritte sulla captazione delle sorgenti, non mette in atto i lavori già stabiliti negli anni passati per attenuare il fenomeno della torbidità, non dà spiegazioni su che fine abbiano fatto tali risorse economiche, pensa che attraverso la messa in rete dell’acqua proveniente dai pozzi dei 25 Ponti, sui quali mancano ancora i risultati delle analisi chimico-biologiche dell’Asl e le risultanze degli studi fatti dall’università degli studi di Roma, sul cuneo salino, si possa risolvere. Inoltre si è reso noto alle forze dell’ordine, la situazione incresciosa dell’autobotte ubicata a Castellonorato, dove l’acqua risultava torbida a chi si recava per farne provvista. Non credo – conclude – che la strada delle denunce sia la migliore, ma credo che è responsabilità per chi amministra un territorio informare chi di dovere di come si stia, ormai da troppi anni, gestendo un servizio pubblico di primaria importanza, come il servizio di distribuzione della risorsa acqua”.