Minturno Libera denuncia: “Casette dell’acqua, dopo 5 mesi l’acqua è già torbida”

Minturno Libera denuncia: “Casette dell’acqua, dopo 5 mesi l’acqua è già torbida”

MINTURNO – Il movimento civico “Minturno Libera” denuncia lo stato dell’acqua delle Casette dell’acqua: dopo appena 5 mesi dalla loro installazione si presenta torbida. “Le foto che ci sono pervenute sullo stato dell’acqua che fuoriesce dalle casette – si legge in una nota – sono a dir poco sconcertanti, praticamente il liquido ha un colore giallo paglierino. Eppure, quando nel mese di settembre abbiamo segnalato alcune anomalie su questo sedicente servizio a favore dei cittadini, elencando le nostre perplessità sulla qualità di questo prodotto e sulle manutenzioni degli impianti, abbiamo subito i soliti ignobili attacchi di chi è avvezzo ad annichilire la coscienza pubblica con la propaganda”.

“Avevamo chiesto – continua la nota – di pubblicare gli atti che attestano i controlli di routine sulla qualità di quest’acqua come previsto dal D. Lgs. 31/2001 e di stilare un documento informativo sul suo utilizzo e le sue limitazioni, come succede in molti comuni del Nord Italia. E, invece, nulla è stato fatto in merito, a quanto pare, anzi, si è continuato a pubblicizzare un prodotto di cui nessuno ne garantisce la qualità. Avevamo anche precisato che, l’Agenzia di Tutela della Salute dell’Insubria ha stilato alcune regole da rispettare e ha affermato che il prodotto è buono ma solo ad alcune condizioni:
− utilizzare solo bottiglie in vetro da conservare, una volta riempite, in un luogo fresco. Se utilizzati recipienti non sterili, l’acqua potrebbe alterare i suoi valori nel giro di 48 ore. Si raccomanda, quindi, il consumo nell’arco di 48 ore e di lavare accuratamente le bottiglie, farle scolare e asciugarle prima del loro riutilizzo;
− non lasciare le bottiglie piene esposte al sole o alle intemperie;
− si sconsiglia l’uso di contenitori di plastica o in precedenza contenenti altri tipi di liquido.
Invece, a Minturno, da quando sono state installate, c’è stata solo una corsa alla promozione di tale dispositivo, che ricordiamo è privato, senza che nessuno si sia preso la responsabilità e l’onere dei controlli, delle manutenzioni e, quindi, della salubrità del prodotto erogato e ingerito dai cittadini.

Anzi, l’assessore D’Acunto, da buon promoter, non da assessore all’igiene pubblica, più volte ha detto “bevetela perché è buona!”, riferendosi al gusto, glissando invece sulle condizioni microbiologiche dell’acqua. Eppure, a pensarci bene, nessuno si sarebbe dovuto assumere il compito della pubblicità, dato che sugli impianti non sono riportati i valori dell’acqua come invece è obbligatorio per legge sulle normali bottiglie in commercio. Inoltre, è da notare come furbescamente sia il comune sia la ditta Inox Maffei sabbiano scaricato la responsabilità della qualità, palleggiandosela l’uno con l’altro.

Noi ci chiediamo: chi ha interesse a vendere questo prodotto che costa dieci volte in più rispetto all’acqua del rubinetto e di cui non è garantita la salubrità? E, soprattutto, perché continuano ad esserci annunci sui tabelloni luminosi riportanti la dicitura “acqua non potabile” e, invece, nessuno sta scoraggiando l’utilizzo dell’acqua delle casette? Cosa c’è dietro? Visto che nessuno degli Illuminati provvede a farlo, lo facciamo noi, diffondendo queste foto e invitando i cittadini a munirsi di autonomo sistema di depurazione delle acque e a non utilizzare le casette che fanno gli interessi privati di chissà chi.

Insomma, questa è stata l’ennesima, lampante dimostrazione di come questa amministrazione abbia tanto a cuore gli interessi di alcuni privati e persegua in ogni azione solo beceri fini propagandistici, anche a discapito della salute e del benessere dei cittadini”.

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