Minturno / Pontili abusivi sul Garigliano, parte la demolizione

Minturno / Pontili abusivi sul Garigliano, parte la demolizione

MINTURNO – A due mesi e mezzo dai clamorosi sequestri da parte degli agenti Guardia di Finanza del gruppo di Formia e della sezione operativa navale di Gaeta, hanno preso il via questa mattina le delicate e lunghe operazioni di sgombero e di bonifica di un’area demaniale di oltre 3000 mila metri lungo la riva sinistra nel tratto finale del fiume Garigliano nel territorio di Marina di Minturno. Ad offrire la propria disponibilità per mettere in sicurezza questo tratto conclusivo del corso d’acqua, ai confini delle Regioni Lazio e Campania, è stato lo stesso Comune di Minturno che ha affidato ad una ditta privata l’incarico di rimuovere 13 manufatti realizzati in ferro, legno e cemento per una superficie di circa 140 metri quadrati, 42 pontili ed ormeggi dislocati su un’area di 600 metri quadrati, rifiuti solidi ingombranti da tempo abbandonati e anche 29 imbarcazioni da diporti che, semi-affondate ed in pessime condizioni d’uso e di stato, erano diventate di stralcio alla regolare navigazione fluviale.

Le Fiamme Gialle il 24 luglio – giorno del sequestro – avevano nominato custode giudiziario del sequestro il vice-sindaco di Minturno Daniele Sparagna che nella mattinata di mercoledì ha seguito le prime fasi dell’operazione di bonifica dell’area. I sigilli furono apposti al termine di un sequestro di tipo cautelativo e seguirono a quelli apposti negli scampoli conclusivi dell’estate 2015 quando le stesse Fiamme Gialle, con l’apporto finanche della sezione area di Pratica, sequestrarono all’epoca tre ormeggi abusivi lungo un’area paesaggisticamente significativa grande quasi 2000 metri quadrati e denunciarono altrettante persone con l’accusa di occupazione illegale di demanio fluviale. Gli agenti del colonnello Sergio De Sarno hanno in stretto coordinamento con la Procura della Repubblica di Cassino e hanno materialmente eseguito il sequestro, convalidato il 30 luglio dal Gip del Tribunale di Cassino, con il supporto normativo del Codice penale che dispone la misura cautelare, in questo caso il sequestro, quando sussiste il pericolo che la libera disponibilità dell’oggetto del reato possa aggravare le sue conseguenze o permettere la sua reiterazione.

Insomma la Guardia di Finanza aveva chiesto ed ottenuto il nulla osta della Procura per sequestrare gli ormeggi e le baracche abusive per due ordini di motivi: queste strutture “fai da te” (….e necessarie – secondo alcuni – in considerazione della mancanza lungo il litorale di Scauri e di Marina di Minturno di un approdo destinato a favorire la nautica da diporto di piccole e grandi dimensioni) potevano essere pericolose per la libera navigazione del tratto terminale del fiume Garigliano e poi perchè – hanno ipotizzato gli inquirenti – gli approdi avrebbero potuto moltiplicarsi in considerazione dello svolgimento della stagione turistico-balneare.

Gli accertamenti intanto proseguono e, mentre il custode giudiziario degli approdi sequestrati mercoledì è stato nominato il vice-sindaco ed assessore al bilancio del comune di Minturno Daniele Sparagna, avranno anche una finalità di natura fiscale ed erariale.
Saverio Forte

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