Il Consiglio di Stato blocca l’Autostrada Roma-Latina

Il Consiglio di Stato blocca l’Autostrada Roma-Latina

LATINA – Si allungano i tempi tecnico-amministrativi per la realizzazione dell’Autostrada Roma-Latina. Il Consiglio di Stato ha infatti respinto il ricorso del consorzio stabile “Sis” per realizzare il raddoppio dell’attuale strada Pontina e, se è ancora disponibile il pronunciamento della Corte di Cassazione, ha di fatto chiuso il lungo contenzioso sulla gara in project financing da 2 miliardi e 700milioni per realizzare l’innovativa ed attesa infrastruttura viaria, una controversia che ha visto fronteg-giarsi da una parte il consorzio “Sis” e, dall’altra parte, la cordata di imprese guidata “Salini Impregilo” con Astaldi, Ghella e Pizzarotti.

Con la sentenza pubblicata lunedì i giudici della V sezione del Consiglio di Stato hanno infatti respinto il ricorso per revocazione promosso dal consorzio stabile “Sis” contro la sentenza 2018, emessa sempre dalla sezione V di Palazzo Spada a favore della cordata di imprese guidata da Salini Impregilo. In altre parole i giudici hanno confermato la sentenza con la quale avevano ribaltato la pronuncia del Tar Lazio a favore di “Sis”. Il lungo contenzioso – tuttavia – si chiude con un nulla di fatto perché le ultime sentenze dei giudici di secondo grado (del 2018 e del 2019), nonostante siano entrambi sfa-vorevoli a “Sis”, non implicano un’aggiudicazione dell’appalto a “Salini Impregilo”. I giudici infatti hanno annullato in parte i documenti di gara, restituendo, di fatto, l’iniziativa alla stazione appaltante: Autostrade del Lazio e, indirettamente, alla Regione Lazio.

Il consorzio Sis aveva vinto il 19 febbraio 2016 la gara di “ADL” (Autostrade del Lazio, costituita da Regione e Anas), dopo il ricorso del Gruppo Salini, prima re-spinto dal Tar poi accolto dal consiglio di Stato, e lo stesso Consiglio di Stato ora, respingendo il ricorso del Sis, blocca di fatto la procedura per l’assegnazione dei lavori del cosiddetto Corridoio Tirrenico Sud.

Coglie l’occasione la Legambiente Lazio che dice stop all’Autostrada Roma-Latina, piuttosto che realizzare “oltre 100 chilometri di nuovo asfalto”, invita la Regione ed il Ministero alle infrastture ad investire su nuovi binari, alla cura del ferro e messa in sicurezza della stessa 148 Pontina “Ora che la procedura di assegnazione dei lavo-ri per la costruzione del corridoio tirrenico sud, è di fatto bloccata, si abbandoni l’opera – commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – basta autostrade, invece di 100 Km di nuovo asfalto a sei corsie, Regione e Ministero investano invece le risorse previste su nuovi binari ferroviari, treni, trasporto pubblico e messa in sicurezza della Pontina. Per combattere il cambiamento climatico si deve passare da scelte ambientaliste vere come questa, verso una mobilità diversa; la cura del ferro si fa così e non con l’ennesima nuova autostrada a sventrare il territo-rio del pontino già ampiamente antropizzato, e dell’enorme polmone verde a sud di Roma della Riserva Naturale Regionale di Decima Malafede”.

Il consigliere regionale pontino di Forza Italia Giuseppe Simeone, alla luce della dichiarazione di inammissibilità del ricorso presentato dal Consorzio “Sis”, ha presentato una richiesta al presidente Fabio Refrigeri per riconvocare l’audizione della commissione Lavori pubblici, rinviata poche settimane fa, proprio perché in attesa della definizione del ricorso rigettato lunedì. Per Simeone dovrebbero deporre l’assessore ai Lavori Pubblici, tutela del territorio e Mobilità della Regione Lazio, Mauro Alessandri, i rappresentanti del Ministero delle Infrastrutture e dei Traspor-ti, dell’Anas spa e di Autostrade del Lazio per fare il punto sulla Roma-Latina “ritenendo fondamentale che la Regione Lazio comunichi tempistica e modalità con cui intende intervenire in merito alla realizzazione dell’infrastruttura”. In effetti la giunta regionale si era impegnata a mettere in atto, presso il Governo e i Ministeri competenti in materia – ricorda Simeone – tutte le azioni necessarie per il manteni-mento della piena disponibilità del finanziamento statale previsto, pari a 980 milioni euro, indispensabile per la realizzazione di questa opera. Si tratta di un’infrastruttura strategica per la mobilità delle persone e delle merci e per la competitività dei territori interessati. La perdita dei finanziamenti per la realizzazione della Roma-Latina si ripercuoterebbe negativamente non solo sulla provincia di Latina, ma su tutto il Lazio. Le imprese pontine, prive di collegamenti rapidi e sicuri, non hanno più ossigeno per andare avanti. Il ritardo accumulato tra corsi e ricorsi, polemiche a volte strumentali, si è tradotto in una ferita aperta nel tessuto imprenditoriale di una Regione, come il Lazio e di una provincia, come quella di Latina, che sono tagliate fuori con il resto del Paese e con l’Europa. Occorre andare oltre la logica della contrapposizione fra schieramenti politici e cercare di trova-re una soluzione concreta ad un’esigenza improcrastinabile. Perché in ballo c’è la sopravvivenza stessa di un intero territorio, di migliaia di aziende e di cittadini che meritano risposte risolutive ed immediate”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il consigliere regionale della Lega eletto in provincia di Latina Angelo Tripodi: “Nicola Zingaretti venga a riferire in commissione Lavori pubblici sulla Roma-Latina e sul-la bretella Cisterna-Valmontone, basta nascondersi dietro agli slogan. ‘Sulla realizzazione in house – sostiene Tripodi – lo stato delle casse regionali è abbastanza cri-tico, ma crediamo che la strada indicata dal Consiglio di Stato sia la più giusta: occorre riscrivere la lettera di invito, evitando così l’avvio di un nuovo iter e assicu-rando tempi rapidi per l’inizio dei lavori. Si tratta di un’opera vitale – conclude – i cui cantieri creerebbero immediatamente 40mila posti di lavoro complessivi e 13mila ad opere ultimate”.

Saverio Forte

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