Formia / Privatizzazione della gestione delle strutture sportive, è scontro

Formia / Privatizzazione della gestione delle strutture sportive, è scontro

FORMIA – L’argomento campeggia nella parte conclusiva dell’ordine del giorno del consiglio comunale di martedì 29 aprile. E’ talmente spinoso e delicato sul piano politico-amministrativo ed elettorale che sarà discusso dopo il conferimento di una cittadinanza onoraria e soltanto prima della nomina del nuovo collegio dei revisori dei conti per il prossimo triennio: la privatizzazione della gestione dei campetti polivalenti di quartiere e di quasi tutte le altre strutture sportive comunali.

Ad alzare lo scontro su questo tema, sensibilissimo, è il capogruppo del Partito Democratico Claudio Marciano, si dichiara “impressionato” che nella categoria “strutture a rilevanza economica”, quelle cioè che vanno gestite secondo mercato perché potenzialmente produttrici di profitti, ricadano il campetto nei quartieri popolari di Rio Fresco Scacciagalline e di San Giulio, di Gianola e quello nella frazione di Trivio. “Queste strutture, pagate dalla comunità, realizzate interamente dalle amministrazioni progressiste nel vituperato passato – dichiara con un pizzico di sarcasmo ed ironia – sono nate per i ragazzi di quei quartieri, non per generare profitti per pochi. Anziché creare comunità attorno a questi spazi e sperimentare modelli di governance coerenti con la ricerca politica sui beni comuni, si preferisce fare un bando e affidarli al miglior offerente. Il risultato lo conosciamo già, lo abbiamo già visto all’opera in altre strutture: questi spazi diventeranno proprietà a lungo termine delle società sportive concessionarie.”

Nel corpo della delibera, l’Anac e il Tar Lazio vengono assurti al ruolo di “enti legiferanti” – quando ovviamente non lo sono, aggiunge polemicamente Marciano – “rivelando come per l’attuale amministrazione comunale il principio cardine dell’azione politica sia quello di tutelare la concorrenza, non di garantire il diritto allo sport a tutti. E davvero, si fa fatica a capire dove e quando sarebbe finita “la zezza”, come ha annunciato una consigliera di maggioranza, quando poi si portano in consiglio decisioni che non solo perpetuano lo stato di cose esistenti, ma determinano la loro estensione in quei luoghi dove pure era prevalso un modo di vedere le cose diverso.” In effetti ad annunciare questa privatizzazione era stata lo scorso 10 aprile la vice-presidente della commissione sport e politiche giovanili Emanuela Sansivero che, annunciando l’approvazione del declassamento del manto erboso (e non della struttura) dello stadio Comunale di Maranola (“la manovra permetterà alla città ogni anno di risparmiare oltre 20 mila euro di spese gestionali”), aveva dichiarato come questi campetti sportivi di quartiere debbano avere “una rilevanza economica. Si tratta di un atto dovuto e atteso dall’anno 2014 ovvero dall’approvazione del regolamento di gestione e uso degli impianti sportivi.

Queste impianti, prossimamente oggetto di appositi bandi , dovranno assicurare al Comune di Formia – aveva osservato la Sansivero – un’entrata economica che permetta di reinvestire nello sport tali proventi. L’amministrazione, tenendo comunque conto dell’ubicazione degli impianti sportivi e della conseguente funzione che essi esercitano nella visone dell’integrazione e dell’aggregazione sociale, garantirà parte dell’utilizzo e della fruizione degli stessi a servizio del cittadino come previsto dal regolamento comunale. Un altro pezzo di puzzle è stato inserito da questa amministrazione nel grande disegno che è il bene di Formia.” Non la pensa assolutamente così il capo dei Dem Claudio Marciano: “ C’è solo una cosa da fare: ritirare questo ordine del gioorno, impedire che la visione privatizzatrice e mercantilistica dei rapporti sociali invada anche gli spazi vissuti dei nostri quartieri. E comunque sia, se devo proprio scegliere, continuo a preferire una rete bucata e l’erba alta ad uno spazio pulito ben manutenuto ma accessibile solo a chi paga.”

Saverio Forte

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