Minturno / Il Comune lascia la Centrale Unica di Committenza per affidarsi all’Asmel

Minturno / Il Comune lascia la Centrale Unica di Committenza per affidarsi all’Asmel

MINTURNO – Sta facendo rumore la decisione politica del Comune di Minturno di abbandonare la centrale unica di committenza che, costituita inizialmente con i comuni di Formia e Gaeta e con l’adesione successiva della municipalizzata “Formia Rifiuti Zero”, ha il delicato compito di gestire in maniera associata gli affidamenti degli appalti, dei lavori, dei servizi e delle forniture. “Sinora le procedure seguita dalla Cuc che vede il comune di Formia quale ente capofila – ha tenuto a precisare il sindaco di Minturno Gerardo Stefanelli – sono state troppo lente e laboriose. Il nostro è anche un problema organizzativo perché – ha aggiunto il primo cittadino –non possiamo permetterci di avere impegnato a Formia, in questo organismo comprensoriale, per due giorni a settimana, un nostro funzionario del settore Lavori Pubblici. Siamo pochi e dobbiamo gestirci al meglio”.

Questo recesso sarà formalizzato nel consiglio comunale di venerdì mattina che, deliberando anche l’affidamento della riscossione delle entrate tributare e patrimoniali all’ente nazionale della riscossione “Agenzia entrate riscossione”, costituirà un preavviso di sei mesi. Poi si vedrà il da farsi che è già deciso, però. Il Comune di Minturno si affiderà all’Asmel, l’associazione per la sussidiarietà e la modernizzazione degli Enti Locali che, avendo un regime privatistico, è nata per consorziare i comuni in risposta ai nuovi obblighi sulla centralizzazione degli appalti. Il Comune vi ha aderito nei primi mesi del 2015 e la volontà, all’epoca, era quella di far gestire le proprie gare d’appalto, tra cui quella delicatissima dei rifiuti. L’Asmel divenne destinataria di pesante censure da parte dell’autorità nazionale anti-corruzione, l’Anac che con la delibera numero 32 del 30 aprile di due anni, firmata personalmente dal proprio presidente Raffaele Cantone, recepì il contenuto di alcuni esposti promossi dall’Anacap, l’associazione delle concessionarie di accertamento e riscossione dei tributi locali (settore in cui si era da poco proposta anche l’Asmel), dall’Ance (l’associazione nazionale dei costruttori), dall’Osservatorio regionale del Piemonte e da Confindustria Cuneo. In sintesi, l’Asmel, cui si sono affidati duemila comuni italiani – alcuni dei quali anche del sud-pontino – non sarebbe “legittimata ad espletare attività di intermediazione negli acquisti pubblici senza alcun limite territoriale definito”. Tradotto, tutte le gare gestire dall’Asmel sono da considerarsi “prive del presupposto di legittimità”. Due furono le obiezioni mosse da Cantone e confortate anche da un parere dell’Avvocatura dello Stato. La prima riguarda la presenza “seppur indiretta di società private nella compagine consortile”. La seconda l’operatività non circoscritta ad un preciso ambito territoriale.

Il recesso del comune di Minturno è stato accolto con “rammarico” da parte del dirigente della centrale unica di committenza dei comuni di Formia e Gaeta, l’avvocato Domenico Di Russo, lo stesso che, probabilmente finito nel mirino di diversi esponenti dell’apparato burocratico e della stessa amministrazione aurunca, ha seguito sino a due settimane fa l’esito, delicatissimo, dell’appalto con cui lo stesso comune di Minturno ha impegnato 32 milioni di euro per la gestione, nei prossimi sette anni, del ciclo dei rifiuti.

Saverio Forte

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