Elimina l’odore sgradevole dalla tua lavastoviglie con un semplice trucco: un lavaggio a vuoto con acido citrico. Scopri come mantenere pulita e profumata la tua macchina
Apri lo sportello, un odore ti ferma. Niente tempo per smontare filtri, ma vuoi una soluzione vera, subito. C’è un solo lavaggio capace di spegnere quella puzza senza stress.
Capita a tutti. Una sera di piatti unti, il ciclo “eco” impostato per abitudine, poi giorni di calma. Alla prima apertura, la cucina si riempie di un effluvio stanco. È il segnale che nella tua lavastoviglie si è formato un velo di grasso e residui organici. Con l’umidità, i microrganismi trovano casa e l’odore diventa insistente.

Qui è utile una fotografia onesta del problema. Gli odori arrivano da tre punti: vasca e guarnizioni, area filtro, scarico. Le temperature basse fissano i lipidi; il biofilm cresce dove l’acqua ristagna; il sifone del lavello, se poco usato, può rimandare verso l’alto un sentore di fogna. I manuali dei produttori invitano a fare un ciclo di manutenzione mensile. Ma quando non puoi smontare nulla, serve una scorciatoia affidabile.
Piccolo check che richiede trenta secondi. Passa un panno sulla guarnizione porta. Rimuovi con carta eventuali frammenti visibili sul fondo. Fai scorrere per un minuto acqua molto calda nel lavello: aiuta a riempire il sifone e limita i ritorni. Fin qui, zero attrezzi. E no, niente candeggina: su acciaio inox e gomma è una pessima idea, specie se combinata con acidi.
E adesso, il punto.
La mossa unica: un lavaggio che risolve
Svuota la macchina. Prepara una soluzione con 150–200 g di acido citrico in 1 litro di acqua calda. Versa la soluzione in una ciotola resistente al calore e posizionala nel cestello superiore. Avvia un ciclo “intensivo” a 65–70 °C. Stop. Un solo lavaggio a vuoto, niente altro.
Perché funziona: l’acido citrico è un sequestrante naturale. Scioglie calcare e biofilm, emulsionando i grassi. Alle alte temperature, l’azione è più rapida e raggiunge angoli e condotte. È una pratica diffusa anche nei centri assistenza, e non intacca acciaio e guarnizioni se usata con questa frequenza. In alternativa puoi usare un buon pulitore lavastoviglie specifico, certificato per ciclo a vuoto: vale la stessa logica, con tensioattivi che staccano sporco organico.
Finito il ciclo, lascia lo sportello socchiuso per 30 minuti. L’aria fa la sua parte. Se vuoi, appoggia una fetta di limone nel cestello per il prossimo lavaggio con piatti: non pulisce, ma lascia un profumo gentile.
Quando l’odore persiste
Se dopo questo intervento la puzza resiste, il tema non è più “cosmesi”, ma accumulo. A quel punto servirà aprire il filtro e, se necessario, i bracci irroratori. Controlla anche il tubo di scarico: una strozzatura trattiene acqua sporca. Nota importante: l’uso ripetuto di aceto ad alta concentrazione può stressare alcune guarnizioni; meglio acido citrico o prodotti dedicati. E ricorda che cicli troppo “eco” con carichi molto unti possono innescare il problema.
Piccoli gesti che prevengono grandi fastidi: una volta al mese un ciclo caldo a vuoto, sale sempre pieno, detersivo di qualità e cestelli mai sovraccarichi. Io ho iniziato dopo una lasagna domenicale che aveva vinto su tutto. Da allora, la macchina apre e profuma di pulito. E tu, quale primo respiro vuoi sentire quando tiri quella maniglia?





