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Formia / Commissioni consiliari, i gruppi di minoranza ne chiedono il rinnovo dei componenti

FORMIA – Non sarà una passeggiata di salute quella che dovrà affrontare prima del prossimo consiglio comunale la sempre più ingolfata maggioranza consiliare che sostiene il sindaco di Formia Gianluca Taddeo. Le minoranze in maniera compatta – come da noi preannunciato qualche giorno fa – hanno messo per iscritto la richiesta di rinnovare le diverse commissioni consiliari permanenti dopo la decisione, nell’aria, dei consiglieri comunali indipedenti Caterina Merenna e Francesco Di Nitto (erano stati eletti in due liste civiche che sostennero alle amministrative dell’ottobre 2021 l’allora candidato sindaco sconfitto Amato La Mura) di approvare l’ultimo bilancio di previsione 2024.

Ma se il consigliere Di Nitto, vicinissimo alle posizioni di Forza Italia e luogotenente del sindaco Gianluca Taddeo, è rimasto indipendente pur continuando a sedere (isolatissimo) tra i banchi dell’opposizione, la consigliera Merenna ha operato una più corretta operazione di garbo istituzionale accomodandosi nei pressi del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia di cui ha deciso di farne ufficialmente parte.

Le commissioni consiliari dunque vanno rinnovate e questa richiesta i consiglieri comunale di opposizione Imma Arnone (Guardare Oltre), Paola Villa (Un’altra città-M5S), Alessandro Carta e Luca Magliozzi (Partito Democratico), Antonio Di Rocco, Amato La Mura e Nicola Riccardelli (Prima Formia-Lega) l’hanno indirizzata innanzitutto al presidente del consiglio comunale Pasquale Cardillo, alla segretaria generale Marina Saccoccia e al sindaco di Formia Gianluca Taddeo. A loro dire i consiglieri Merenna e, ancorprima, Di Nitto, avevano creato una “condizione particolare” nel consiglio comunale nel momento in cui avevano lasciato i gruppi in cui erano stati eletti.

Ai sensi dell’articolo 48 comma 4 dello statuto comunale, entrambi “andavano automaticamente considerati dimissionari dalle commissioni consiliari di cui ancora oggi fanno parte. Questo comportamento, certamente ambiguo sotto il profilo istituzionale, ha alterato il corretto funzionamento delle Commissioni Consiliari, la cui composizione risulta alterata e sbilanciata a favore della maggioranza, non in linea con lo Statuto e il regolamenti del Consiglio Comunali”.

La segretaria comunale Saccoccia ancora una volta è stata chiamata in causa dalle minoranze che, sollecitando “chiarimento al fine di porre termine a questa anomalia, non abbiamo ottenuto riscontri di alcun genere”. I consiglieri di minoranza apprezzano la scelta di chiarezzza operata dalla consigliera Merenna che, aderendo al gruppo consiliare di Fratelli d’Italia (forza politica di cui è stata candidata il 10 marzo scorso alle elezioni per il rinnovo del consiglio provinciale), ha “compiuto finalmente un atto di chiarezza politico- amministrativa”.

Analoga chiarezza non caratterizza invece il comportamento del consigliere Di Nitto – hanno aggiunto i consiglieri Arnone, Villa, Carta, Magliozzi, Di Rocco, La Mura e Riccardelli – che, pur votando sistematicamente con la maggioranza (votazione del bilancio di previsione compresa) altera per questo motivo il corretto funzionamento delle Commissioni Consiliari che risultano sbilanciate nel rapporto numerico maggioranza- minoranza”. Da qui la richiesta di voler dichiarare decadute le Commissioni Consiliari (in base al sesto comma dell’articolo 6 dello Statuto del comune di Formia) nella loro composizione “restituendo alle stesse l’equilibrio originario tra maggioranza e minoranza. Ciò è necessario altresì per ricordare, a chi compie scelte di cambio di schieramento politicamente legittime, che si possono spostare gli eletti ma non i consensi espressi dai cittadini, come se fossero ‘pacchetti negoziabili’ al servizio di comportamenti individuali. Tutto ciò necessita di chiarezza politica da parte di chi fa queste scelte”.

Inevitabile – come detto – la richiesta di inserire nell’ordine del giorno del primo consiglio comunale utile l’argomento relativamente alla decadenza e alla contestuale elezione delle nuove commissioni consiliari. La maggioranza, numericamente più folta, dovrà fare delle rinunce al suo interno per sistemare gli appena arrivati Merenna e Di Nitto che pertanto dovranno restituire alle minoranze consiliari le rappresentanze che occupavano – a quanto in maniera arbitraria se non illegittima – nelle commissioni consiliari di medie ed alta rilevanza.

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