Latina / Corden Pharma, l’On. Raffaele Trano: “no alla perdita di altri 82 posti di lavoro”

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LATINA – “In un territorio come quello di Latina, dove la chiusura di troppe aziende ha già creato un esercito di disoccupati e dove la crisi economica generata dall’emergenza coronavirus si sta facendo sentire pesantemente, non si può accettare la perdita di altri 82 posti di lavoro. Non è tollerabile che si proceda con quei licenziamenti considerando anche che l’azienda che ha avviato la procedura, la Corden Pharma Latina spa di Sermoneta, appena due anni fa ha preso impegni ben precisi. Occorre intervenire a tutela dell’occupazione e anche di un settore pregiato come quello farmaceutico, che nel Lazio è una realtà di assoluta eccellenza, e per questo ho chiesto con un’interrogazione l’intervento dei ministri dello sviluppo economico Giancarlo Giorgetti e del lavoro Andrea Orlando”.  A dichiararlo Raffaele Trano (L’Alternativa C’è), membro della Commissione bilancio alla Camera.

L’accordo stipulato presso la Regione Lazio dalla Corden – spiega ancora l’On. Trano –  il 17 gennaio 2019, ha previsto un esodo incentivato dei lavoratori in possesso dei requisiti per l’accesso alla pensione di vecchiaia o anticipata, l’esodo incentivato dei volontari, la sospensione di 5 anni della quattordicesima mensilità e la soppressione definitiva di una parte del salario. Il sacrificio economico di tutti i dipendenti dell’azienda – si legge ancora –  è stato grande e volto ad agevolare un piano di investimenti, in parte provenienti dalla proprietà aziendale ed in parte da finanziamenti pubblici da richiedere sia alla Regione Lazio che al Mise ad esito favorevole del concordato, pari a 35 milioni di euro”.

E conclude: “Disattendendo tutte le intese, la Corden Pharma Latina spa il 29 luglio 2021 ha però avviato una nuova procedura di riduzione del personale per 82 dipendenti, mentre del promesso piano di investimenti e di rilancio non vi è traccia. Ho chiesto dunque ai due ministri di intervenire per far rispettare gli accordi siglati e per evitare il depotenziamento del polo farmaceutico del Lazio“.