Formia / Allontanamento del dirigente Ottaviani, il Comune pronto per il ricorso

Formia / Allontanamento del dirigente Ottaviani, il Comune pronto per il ricorso

FORMIA – Il Comune di Formia ha preannunciato che proporrà appello contro la sentenza del giudice del lavoro del Tribunale di Cassino, Raffaele Iannucci, che ha accolto integralmente il ricorso dell’ex dirigente del settore dei servizi sociali e del distretto socio sanitario del sud-pontino Maurizio Loreto Ottaviani contro il suo allontanamento deciso dal neo sindaco Paola Villa con uno dei primi decreti sottoscritti il 26 giugno 2018.

Che l’amministrazione comunale voglia giocarsi le sue carte in secondo grado lo ha garantito il dirigente dell’avvocatura interna, Domenico Di Russo, dopo che il Tribunale di Cassino ha bocciato clamorosamente la condotta della nuova amministrazione comunale che non ha rispettato il contenuto del decreto 59.084 del 30 dicembre 2016 con cui l’allora sindaco Sandro Bartolomeo nominava Ottaviani dirigente pro tempore dei settori Cultura e servizi sociali secondo quanto prevede l’articolo 110 del decreto legislativo 267/2000. Il legale del dottor Ottaviani non ha fatto che applicare il contenuto di nuove sentenze della Corte di Cassazione che, interpretando meglio l’articolato degli incarichi fiduciari negli enti enti, hanno dimostrato come gli stessi non cessino alla scadenza del mandato del sindaco o presidente affidatorio dell’’incarico ma devono avere una durata minimo di tre anni e non superiore ai cinque. Insomma il sindaco di Formia Paola quattro giorni dopo la sua elezione sbagliò clamorosamente a mandare via il bravo ed apprezzato funzionario di Fontana Liri. Lo mette per iscritto anche il giudice Iannucci secondo il quale il rapporto di lavoro di Ottaviani con il comune di Formia sarebbero dovuto scadere tra alcuni giorni, il 31 dicembre, e non 18 mesi fa.

Il giudice Iannucci con la sua sentenza 599/2019 ha anche censurato l’operato formale dell’avvocatura del comune di Formia. Ha dichiarato inammissibile il ricorso in quanto l’eccezione sollevata “è da considerarsi domanda riconvenzionale che andava formulata nel rispetto di cui alle forme stabilite dall’articolo 418 del codice di procedura civile” (verbale di udienza in atti). Il rilievo di parte ricorrente non coglie nel segno, poiché non considera che parte resistente non ha chiesto l’accertamento in via principale della nullità del contratto, con conseguente ampliamento dell’oggetto del processo, bensì un accertamento incidenter tantum della predetta nullità, finalizzato alla mera reiezione dell’avversa domanda. Ha quindi formulato non una domanda riconvenzionale, che avrebbe richiesto l’osservanza, a pena di decadenza, delle forme di cui all’art. 418 codice di procedura civile ma una mera eccezione riconvenzionale, che dall’osservanza di tali forme è svincolata”. Chi lo scrive? Niente meno che la Corte di Cassazione.

Intanto il dottor Ottaviani è al lavoro con il suo legale e consulenti finanziari per contabilizzare quanto gli ha sentenziato il Tribunale di Cassino. Si tratta di un risarcimento danni “da liquidarsi in un importo pari alla retribuzione globale di fatto contrattualmente stabilita per tutti i mesi di privazione dell’incarico stesso (lo stipendio mensile di Ottaviani superava i 6000 euro netti) oltre accessori come per legge e, in caso di mancata riammissione in servizio, fino alla scadenza del contratto. Poco meno di 100mila euro che il comune – condannato a liquidare le spese di lite pari a 3500 euro oltre l’Iva – dovrà riconoscere subito attraverso un debito fuori bilancio. E quanti della maggioranza saranno disposti a ratificarlo in consiglio comunale prima ancora che si pronunci la Corte d’Appello?

La vicenda è diventata politica e non poteva essere diversamente. E a soffiare sul fuoco è il gruppo consiliare della Lega che, denunciando un “disastro dell’amministrazione Villa anche sulle politiche del personale”, stigmatizza il fatto che quest’ulteriore debito fuori bilancio sarà pagato dai cittadini questa volta però con una chiara responsabilità politica! Fu infatti il Sindaco Villa a non firmare incredibilmente il decreto di conferma al dirigente Ottaviani a giugno 2018 nonostante il contratto scadesse a Dicembre 2019. Responsabilità politica che questa volta non può neanche dare alle precedenti amministrazioni… Le “non politiche del personale” di questa amministrazione avevano già creato attriti con molti dipendenti, fatto allontanare dal nostro Comune importanti professionalità e la macchina amministrativa in questo anno e mezzo – accusano i consiglieri Antonio Di Rocco e Nicola Riccardelli – ne aveva fortemente risentito soprattutto nel settore lavori pubblici e urbanistica (la mancata manutenzione minima nella nostra città è sotto gli occhi di tutti), ma in questo caso al danno va aggiunta la beffa. I cittadini pagheranno con le tasse per colpa diretta del Sindaco. Ma possiamo stare tranquilli perchè la giunta poche settimane fa aveva già assunto importanti decisioni modificando il piano triennale delle assunzioni ed inserendo due nuove figure. Tutti ci aspettavamo tecnici o funzionari ma la Giunta è andata oltre ha infatti stabilito con una delibera di Giunta che le eigenze prioritarie per questa amministrazione sono l’assunzione di 2 nuove figure … per la segreteria del Sindaco! Questione di priorità… Sicuramente non le nostre!Su una cosa però siamo d’accordo con il Sindaco, e con gran parte ormai della città, aspettiamo una nuova alba … quella formiana!”

Non vuole vestire i panni del pompiere il presidente dell’assemblea degli iscritti del Partito Democratico di Formia Gennaro Ciaramella: “ L’attuale Amministrazione Comunale ha spesso parlato di debiti fuori bilancio ereditati dalle passate amministrazioni. Un problema che hanno avuto tutti, da sempre: l’ultimo debito fuori bilancio che ho votato in consiglio, pensate, risaliva al 1985. Io sono nato nel 1992. Il problema non sono i debiti fuori bilancio in sé, ma come e perché vengono generati. Si tratta di spese impreviste, non messe in bilancio: per questo si chiamano debiti fuori bilancio. Altre volte, i debiti sono frutto di vertenze e cause, frutto di scelte politiche e amministrative palesemente scorrette. Tipo questa. Chi paga adesso? – s’interroga concludendo l’esponente Dem – Dovrebbe dircelo la Corte dei Conti.”

Saverio Forte

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