Itri / Vittoria Maggiarra si dimette da presidente della commissione bilancio per protesta

Itri / Vittoria Maggiarra si dimette da presidente della commissione bilancio per protesta

ITRI – Si assottiglia ulteriormente la maggioranza che sostiene il sindaco di Itri Antonio Fargiorgio. L’avvocato Vittoria Maggiarra nell’ultimo consiglio comunale, che ha approvato l’assestamento di bilancio e ha ratificato la surroga del professor Nicola Di Fazio al posto del dimissionario consigliere Andrea Di Biase di Forza Italia, si è dimessa in segno di protesta da presidente della commissione bilancio e attività produttive e con una dichiarazione politica shock si è dichiarata indipendente ed autonoma e, di fatto, è andata ad ingrossare le fila della minoranza che ora può contare su sette esponenti contro i nove della maggioranza di centrodestra che appoggia la Giunta dell’avvocato Fargiorgio.

In questa seduta si è consumato uno strappo che era nell’aria da settimane da quando, il 19 novembre,la consigliera Maggiarra, le cui deleghe esterne al contenzioso, personale e patrimonio non le sono più state restituite da oltre un anno, aveva assunto comportamenti e toni politicamente aspri soprattutto nei confronti del primo cittadino di cui è stata praticante presso il suo studio professionale. L’ultimo motivo di scontro è stata la richiesta, restituita al mittente, di annullare tutte le delibere di Giunta municipale adottate dal 14 ottobre in poi. Per l’avvocato Maggiarra, che ha acquisito un parere del dipartimento Enti locali del Ministero degli Interni, tutti gli atti dell’esecutivo sarebbero tutti nulli perché da quel momento il vice-sindaco ed assessore ai servizi sociali Andrea Di Biase (Forza Italia) sarebbe un “abusivo” nel giorno in cui si è dimesso dalla carica di consigliere comunale. Per l’ex presidente della commissione Bilancio il sindaco Fargiorgio avrebbe dovuto revocare il decreto di nomina dell’assessore Di Biase firmato l’8 febbraio 2018 e, magari, subito dopo, riformulare “ex novo” la nomina considerando Di Biase un assessore esterno e non più nel doppio ruolo di consigliere comunale.

“Sono uscita soprattutto da un’arroganza politico-amministrativa che non mi appartiene – ha tuonato l’avvocato Maggiarra – da uno schieramento serrato in cui non mi riconosco. L’autonomia e l’indipendenza riconquistate mi consentiranno di sostenere i buoni progetti per la nostra comunità cittadina, ma anche di essere estremamente critica laddove ce ne sarà bisogno per portare avanti quella funzione di pulsione e di controllo politico-amministrativo a cui io, personalmente, non ho mai rinunciato e, date le circostanze, non intendo rinunciare. In questo modo riuscirò anche a liberarmi da un forte senso di disagio che mi pervade e che mi soffoca ormai da tempo; sto parlando di quel disagio e di quella sofferenza che si provano quando la dignità della persona, prima ancora di quella del consigliere comunale, viene incisa e mortificata in nome dell’affermazione prevaricatrice di una linea politica borderline. Sono preoccupata anche del fatto che gli atti e le deliberazione approvate negli ultimi due mesi dall’attuale Giunta possano inficiare tutta l’attività politico amministrativa posta in essere, con riflessi diretti ed indiretti sullo stesso Bilancio comunale”.

Parole pesanti come un macigno che la Maggiarra aveva cominciato ad elaborare da quando in commissione, ma anche in consiglio comunale, aveva cominciato a palesare distinguo ma anche pesanti critiche, politiche ma anche tecnico-amministrative, all’operato della sua stessa maggioranza e, ancor di più, del sindaco di Itri Fargiorgio. L’avvocato Maggiarra aveva cominciato a salire il suo Aventino, politico ma anche personale, nel momento in cui aveva appreso che qualcuno, al suo posto (di presidente della commissione bilancio), aveva inserito nell’ordine del giorno di una seduta una maxi variazione di bilancio per dirottare 100mila euro dal capitolo destinato all’asilo nido a quelli per la videosorveglianza e la pubblica illuminazione (“Niente di più falso perché questa variazione – ha sempre sostenuto il sindaco Fargiorgio – era stata decisa in una precedente riunione della maggioranza di cui l’avvocato Maggiarra faceva parte, almeno sino a prova contraria”). Censure, poi, erano arrivate per una perdita di 57mila euro per la “gestione privatistica dello Sprar”, l’esercizio finanziario della farmacia comunale di cui il comune è azionista di maggioranza e per il contenuto del nuovo bando (non era stata inserita la clausola sociale per permettere il trasferimento dell’organico in servizio nella vecchia ditta appaltatrice) per la gestione dell’asilo nido comunale.

Sul piano politico con la fuoriuscita dalla maggioranza della consigliera Maggiarra il sindaco Fargiorgio al giro di boa della sua consiliatura ha perso due esponenti ritenuti di provata fedeltà ad inizio mandato. La prima era stata niente che la vice-sindaco ed assessore alla cultura Paola Soscia che, a fronte della sua legittima richiesta (mai accolta) di pubblicizzare la gestione del castello medioevale e del museo del brigantaggio, aveva sbattuto la porta con un amaro “E stato bello…” Ora le dichiarazioni post consiglio comunale della Maggiarra confermano che forse si è incrinato un rapporto fiduciario all’interno della maggioranza Fargiorgio: “In questo comune e in questa amministrazione ho assistito ed assisto, tutt’oggi, a flussi di arroganza, di superbia, di pressappochismo e di incompetenza,flussi che, ormai, venute meno le prerogative fondamentali, non defluiscono più, ma, al contrario, ristagnano miseramente!! Chi, in questa coalizione di maggioranza, è alla caccia maniacale di una poltrona in più per sentirsi, forse, all’altezza del ruolo, e chi pensa di poggiare tutta questa manfrina messa in piede sul motivo, alquanto ridicolo per non dire grottesco, della necessità di un rinnovamento del consiglio comunale, evidentemente, o è un esaltato, o è un allucinato! – ha aggiunto l’avvocato Maggiarra – Il rinnovamento e il cambiamento sono frutto di impostazioni mentali e sono frutto di impostazioni politico-sociali coraggiose, capaci di troncare legami e metodiche di una vecchia politica, ancora oggi purtroppo, criptati in precisi sistemi personalistici, clientelari e di favoritismo”.

La consigliera Maggiarra rinnova le sue accuse sull’operatività attuale della Giunta Giunta a causa della mancata revoca dell’incarico assessorile di Di Biase dopo le dimissioni di quest’ultimo da consigliere comunale: “La dubbia composizione di legittimità dell’esecutivo rischia di pregiudicare e di compromettere gravemente tutta l’attività politico-amministrativa, rischia di pregiudicare e di compromettere tutte le misure economico-finanziarie che si vanno ad adottare. Questa Amministrazione ha peccato di superficialità, ha peccato di ingordigia, ingordigia di potere, di arroganza, di prevaricazione; e tutto questo, senza capire, o voler capire, che la forza di una coalizione sta nella sua unione, sta nella condivisione e nel confronto democratico, risiede nel buon senso, nell’umiltà dell’ascolto, risiede nella competenza. Non può esservi forza in una coalizione di governo se non c’è competenza. La ponderazione, mi rendo conto ora più che mai, non appartiene a questa squadra di governo cittadino. Una squadra che, se solo avesse avuto l’umiltà e il buon senso di seguire qualche consiglio o qualche suggerimento da chi interessi partitici non aveva, né aveva finalità personali, ben poteva approfittare dell’impegno e del contributo offerto”.

L’ex presidente della commissione bilancio è davvero un fiume in piena quando accusa di camaleontismo politico l’amministrazione comunale di Itri che “in più occasioni – ha aggiunto, a suo dire – ha insultato ed oltraggiato la democrazia e tutto ciò che essa implica e racchiude, ha abiurato il civismo, lo ha calpestato e lo ha bandito per assecondare, invece, una rappresentanza partitica che si muove per interessi esclusivi e non collettivi. Lo sbilanciamento che avete creato all’interno della giunta comunale, se da un lato vi ha consentito di deliberare senza problemi e senza intoppi, dall’altro, ha penalizzato gravemente e pesantemente tutta la maggioranza di governo. Il prezzo che si pagherà per tutto questo sarà molto, molto alto.In sintesi, un approdo politico-amministrativo davvero infelice e disarmante che impone riflessioni profonde. L’amministrazione – ed era questo il mio grande sogno all’inizio di questo percorso politico – doveva essere ricordata per la sua concretezza nelle scelte, nel cambiamento, nell’innovazione, nella gestione dell’affare pubblico, nelle azioni di riforma del governo del territorio e nel rifiutare senza se e senza ma i compromessi a ribasso.”

Saverio Forte

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