Sanità, vertice al Ministero della Salute su punti di primo intervento e Policlinico del Golfo

Sanità, vertice al Ministero della Salute su punti di primo intervento e Policlinico del Golfo

LATINA – Un nuovo “Patto per la salute” in provincia di Latina, un diverso e nuovo approccio con la Regione sulle principali emergenze sul tappeto e per avere risposte certe per la realizzazione del Policlinico del Golfo ed il mantenimento dei punti di primo intervento sul territorio della provincia di Latina. E’ durato più del previsto e programmato l’incontro che, svolto il Ministero della salute a Roma, è stato chiesto ed ottenuto dal coordinamento provinciale di Latina di Articolo 1 di Latina – Mariarita Manzo,Tommasina Giuliani ed Antonio Scarsella si sono affiancati a Piero Latino per la segreteria regionale – e, in rappresentanza dei “Comitati” nati in provincia per evitare la chiusura dei Ppi, i presidenti dei Comitati di Cori e Sabaudia Massimo Silvi e Franco Brugnola, quest’ultimo storico direttore amministrativo dell’Asl di Latina.

E’ stato un incontro importante perché la delegazione di Articolo 1 e dei due comitati sorti contro la chiusura di due dei sei Ppi della provincia di Latina l’hanno tenuto con un gruppo di funzionari delegato dal neo Ministro della salute, Roberto Speranza, l’unico rappresentante proprio di Articolo 1 nel governo giallo rosso. E a chiedere di mantenere in funzione e, anzi, rafforzare i Punti di Primo Intervento situati nella Provincia di Latina ( Cori, Cisterna di Latina, Sezze, Priverno, Sabaudia, Gaeta e Minturno) in quanto strutture essenziali per mantenere quei “livelli minimi di assistenza” previsti dalla stessa normativa nazionale, oltre che dalla Costituzione, è stato ribadito da Massimo Silvi e dall’infaticabile Franco Brugnola, soprattutto in un campo, come quello dell’”emergenza e del pronto soccorso” che vede insufficienti le uniche strutture presso gli ospedali di Latina,Terracina e Formia.

I due comitati sono stati chiari su un punto: la cessazione dei Ppi a partire dal 1 gennaio prossimo senza che “prima” sia stata approntata e resa operativa una nuova rete di servizi, con personale e attrezzature adeguate, non è assolutamente attuabile. L’ex vice sindaco del comune di Formia Maria Rita Manzo si è fatta portavoce dell’urgenza di dare finalmente corso alla realizzazione del nuovo Policlinico del Golfo per il quale esiste già uno stanziamento. Si tratta di una “infrastruttura che si colloca in una realtà, come quella del Sud Pontino, dove vige un oggettivo stato di carenza di una rete di servizi pubblici sanitari adeguata ed in una condizione nella quale l’unico Pronto Soccorso, quello di Formia appunto, verserebbe, senza i Ppi, in condizioni ancora più difficili”.

Una delegazione del Ministero della Salute ha confermato quanto si sapeva da tempo. Entro i prossimi mesi sarà operativo – come detto – il nuovo “patto per la salute” con le Regioni e i cittadini, che vedrà, “coerentemente alla impostazione data dal Ministro Speranza”, una implementazione del ruolo della “sanità pubblica” e dei servizi nei territori. All’interno di questo quadro complessivo si colloca il mantenimento e il rafforzamento delle funzioni delle strutture di Primo Intervento ubicate sui territori. E’ stata ribadita, a tal riguardo, l’importanza dell’uscita, alla fine di novembre, della sanità del Lazio dal regime di commissariamento avviatp nel 2013, una condizione “che potrebbe facilitare una ridefinizione anche della vicenda dei Ppi”. Su larga scala il vertice ha anche evidenziato come, otre alla abolizione dei Super ticket e allo stanziamento di due miliardi per il servizio sanitario nazionale, il Ministero sta lavorando ad altri interventi fondamentali, quali lo sblocco del vincolo di spesa sulle assunzioni del personale e la diminuzione drastica di forme di precariato nella sanità, lo sblocco della spesa sia per migliorare le strutture sanitarie sia per la innovazione delle strumentazioni tecniche e la ricerca, lo stanziamento di un finanziamento per la dotazione dei medici di base di strumentazioni di primo intervento per le patologie più frequenti ( cardiologiche, respiratorie..).

E su richiesta della professoressa Manzo il Ministero ha, infine, assicurato una sua “interlocuzione costruttiva” con la Regione Lazio e si è reso disponibile ad ulteriori incontri per seguire alcune di queste problematiche ( Ppi e livelli minimi i assistenza, personale e strumentazione tecnica, vicenda dell’”Ospedale del Golfo” di Formia) e a dare conto dei successivi sviluppi. “La situazione di inadeguatezza dell’ospedale “Dono Svizzero” e del suo Pronto soccorso,rispetto alla richiesta sanitaria della città e del comprensorio, pone il sud pontino di fronte ad una emergenza seria, di cui tener conto – ha aggiunto la professoressa Manzo – Il personale sanitario ospedaliero è notoriamente insufficiente negli ospedali dall’Asl Latina e, in modo del tutto preoccupante, nell’Ospedale “Dono Svizzero”. Le prestazioni sono ormai quasi esclusivamente offerte dalle strutture private, in particolare quelle collocate nella provincia di Caserta.

Il “Dono Svizzero” appare svuotato ed incapace di soddisfare un bisogno sanitario di Formia ma dell’intero sud pontino. La chiusura dei Ppi di Minturno e Gaeta , qualora si rispettasse la scadenza del 31 dicembre , avverrebbe senza il potenziamento del Pronto Soccorso del “Dono Svizzero”, il più importante presidio ospedaliero del centro sud della Provincia di Latina.” Come si ricorderà la Regione Lazio, con decreto del Commissario ad Acta Nicola Zingaretti del 6 aprile 2017, n. U00109, ha disposto la realizzazione proprio dell’”Ospedale del Golfo” a Formia. Finanziato dall’Inail con 75 milioni di euro, la nuova struttura ospedalieera andrebbe a sostituire totalmente l’attuale Dono svizzero e troverebbe la sua localizzazione in area di proprietà regionale, in località ex Enaoli, già individuata e per la quale è prevista specifica variante urbanistica.

“In quest’ottica abbiamo chiesto al Ministero della Sanità un intervento sulla Regione affinchè i tempi di realizzazione del nuovo ospedale del golfo possano avere una accelerazione, in grado di garantire finalmente anche nel sud pontino un’offerta sanitaria adeguata ai bisogni del territorio. Un appello lo rivolgiamo anche alle amministrazioni locali, affinchè- ha concluso Maria Rita Manzo che rappresenta il sud pontino nel direttivo di Articolo Uno – sappiano rivendicare con forza e serratamente la necessità di servizi sanitari efficienti del nostro comprensorio, per poter tutelare i cittadini nel diritto alla salute.

Saverio Forte

Segui Temporeale Quotidiano su Facebook, Twitter e Google+ per essere sempre aggiornato
Google+