Formia / Sosta a pagamento, ancora problemi per l’avvio del nuovo servizio

Formia Politica

FORMIA – E’ ancora in alto mare l’inizio del nuovo servizio della sosta a pagamento a Formia. La società che ha vinto l’appalto europeo di sei anni bandito dall’amministrazione Villa, la “K City srl” di Portici, non è ancora operativa a distanza di una settimana dall’avvio del nuovo corso delle “strisce blu”. A suo dire la precedente concessionaria, la “Sis” di Corciano, in provincia di Perugia, non ha concesso il nulla osta per il passaggio del cantiere e, contestualmente, per il trasferimento delle maestranze, che ha avuto sinora in forza, a favore del nuovo soggetto imprenditoriale vincitore dell’appalto.

Se una legittima preoccupazione è arrivata anche da una delle componenti, la lista “Formia Vinci”, della stessa maggioranza consiliare, sta cercando di correre ai ripari la Cgil del sud-pontino. Soprattutto dopo le violentissime censure del dimissionario assessore al bilancio della Giunta Villa, Fulvio Spertini, e del capogruppo del partito Democratico secondo i quali “questa situazione di colpevole incertezza poteva essere evitata se l’amministrazione comunale avesse deciso, come annunciato nell’ultima campagna elettorale, di pubblicizzare il servizio affidandolo in house alla municipalizzata Formia Rifiuti zero.

Ma ora la situazione occupazionale desta non poche perplessità. Non avendo ricevuto (come promesso) le lettere di licenziamento dal precedente gestore, le maestranze – 13 ausiliari al traffico – sono pronte a dimettersi a condizione, però, che la società di Portici riveda la piattaforma d’assunzione sottoposta lunedì alle parti sociali e, in particolare, al coordinatore zonale della Cgil Franco Meschino. Non sono gradite, soprattutto, due clausole in particolare: la previsione di un periodo di prova per l’organico eredito dal precedente gestore e la possibilità che gli stessi lavoratori possano essere utilizzati presso altri cantieri della “K city”. E c’è la posizione di due giovani dipendenti diversamente abili di cui non si conosce il loro futuro lavorativo. Saranno ancora riassunti?. L’azienda campana si è detta pronta, dopo il vertice di lunedì, ad accogliere le istanze dei lavoratori e della Cgil e, contestualmente, alle loro dimissioni ci sarà il loro inglobamento nel nuovo soggetto imprenditoriale.

Intanto giovedì, dopo la sospirata redazione di un regolamento condominiale, riaprirà i battenti il “piano zero” del parcheggio multipiano di piazzale Aldo Moro realizzato dalla fallita Formia servizi e restituito in primavera dal Comune alla curatela fallimentare. E’ stato aggiudicato all’asta lo scorso dicembre per 837mila euro ad una società di Priverno controllata da Pierantonio Palluzzi, presidente dell’associazione nazionale dei costruttori di Latina… ma delle ultime vicende tecnico-amministrative riguardanti il default nel 2010 della società mista creata per la gestione delle strisce blù e di alcuni servizi turistico-portuali si è occupata lunedì mattina la commissione trasparenza del comune di Formia.

Il presidente, l’Onorevole Gianfranco Conte, ha chiesto ed ottenuto l’audizione di tre calibri da novanta dell’amministrazione comunale in carica: il sindaco Paola Villa, il segretario generale e responsabile dell’anticorruzione Alessandro Izzi ed il dirigente dell’avvocatura comunale Domenico Di Russo. Sono stati chiesti chiarimenti e le ragioni che in piena estate, era l’8 agosto scorso, il sindaco di Formia ha firmato l’atto di intimazione e costituzione di messa in mora – previsti dagli articoli 1219 e 2943 del Codice Civile – con cui ha chiesto la restituzione nelle casse del comune dell’importo, quattro milioni e 300 mila euro, che sarebbe stato il motivo scatenante la sentenza di fallimento avvenuta il 23 settembre di nove anni fa della Formia servizi spa. Lo scorso giugno il curatore fallimentare, l’avvocato romano Gianmarco Navarra, aveva chiesto al comune, in qualità di ex socio di maggioranza della Formia servizi, di voler recuperare il credito per il quale fu “inadempiente rispetto agli obblighi di garanzia assunti all’epoca con la banca Biis, l’istituto di credito, del gruppo San Paolo Intesa, che concesse il mutuo alla Formia servizi per la realizzazione del parcheggio multipiano di piazzale Aldo Moro”. Dopo una delibera quadro dello scorso giugno la Giunta, sulla scorta di un parere pro veritate del dirigente della propria avvocatura, Domenico Di Russo, ha deciso di rivalersi con chi ebbe a che fare, sul piano procedurale ed amministrativa, con il default della Formia servizi. Tra i destinatari dell’atto di messa in mora sono i componenti della vecchia giunta Forte in carica dieci anni fa (gli ex assessori Benedetto Assaiante, Raffaele Manna, Amato La Mura, Erasmo Ciccolella, Giuseppe Treglia, Aldo Zangrillo, Giovanni Carpinelli). Gli ex amministratori hanno deciso di passare al contrattacco e hanno firmato, attraverso gli avvocati Giuseppe Masiello e Luca Scipione, una diffida per chiedere la sospensione dell’efficacia della messa in mora della professoressa Villa.

Ma era necessario questo atto amministrativo che ha creato un innalzamento della tensione tra il presente ed il passato, più o meno, remoto della politica cittadina? Il responsabile dell’avvocatura comunale, Domenico Di Russo, che ha seguito dal 2009 personalmemte l’intera procedura che ha preceduto e caratterizzato il fallimento della Formia servizi, ha definito un “atto dovuto” la richiesta del risarcimento inoltrata agli assessori in carica nel 2009. Il capogruppo della Lega Antonio Di Rocco l’ha incalzato, a questo punto, quando ha chiesto di avere il suo parere pro veritate che è alla base dell’iniziativa di autotutela promossa dalla Giunta. Di Russo ha fatto sapere, nonostante due accessi agli atti, che il suo parere per motivi di segretezza non potrà essere divulgato perché potrebbe costituire la linea difensiva del comune di Formia nell’eventuale procedimento che potrebbe innescare gli ex assessori citati. In commissione trasparenza, infine, il silenzio era palpabile quando il presidente Conte ha chiesto al sindaco Paola Villa di relazionare i rapporti della sua amministrazione con il curatore fallimentare della Formia servizi spa. Se l’avvocato romano nel processo penale in corso di svolgimento davanti il Tribunale di Latina avrebbe dichiarato di non aver fatto alcun accordo con il comune per la gestione del parcheggio multipiano di piazzale Aldo Moro, perché, in qualità di curatore, avrebbe percepito l’incasso mensile (di circa 5000 euro) della stessa struttura. Se così fosse stato, il nuovo corso al comune- si è interrogato Conte – ha esperito tutte le azioni per tutelare i suoi diritti e interessi?

L’avvocato Di Russo un quesito l’ha affrontato: stiano tranquilli gli amministratori pubblici del comune di Formia qualora gli ex assessori messi in mora dovessero chiedere ed ottenere i danni: “Non ci saranno ripercussioni per le casse comunali”. A proposito di risorse economiche, sta facendo discutere un post del sindaco Paola Villa che aveva attaccato pesantemente le ultime due amministrazioni comunali, di centro destra e di centro sinistra, per la restituzione formalizzata nell’aprile 2018 e concretizzata lo scorso gennaio dell’anticipo di un finanziamento regionale di 900 mila euro concesso nel 2011 per la realizzazione nell’ex discoteca Seven Up di Gianola per la struttura che avrebbe dovuto accogliere alcuni orfani nell’ambito del progetto “Dopo di noi”. Quella dimora non è stata mai realizzata e la Regione un anno e mezzo fa ha chiesto i 90mila anticipati nel 2013. “Questa amministrazione – si è giustificata il sindaco di Formia –ha dato solo i soldi indietro per un finanziamento perso dalle due amministrazioni precedenti. Chissà cosa si è fatto con i 90mila –insinua il sindaco Villa – ottenuti nel 2013?”

Saverio Forte