Formia / Rincari sulle tariffe idriche, la posizione contraria del sindaco Paola Villa

Formia / Rincari sulle tariffe idriche, la posizione contraria del sindaco Paola Villa

FORMIA – “Si continua a svuotare la parte pubblica, dando spazio al privato”. E’ di netta contrarietà la posizione del sindaco di Formia, Paola Villa, in merito ai rincari sulle tariffe idriche in discussione ieri all’Assemblea dell’Ato4. Erano presenti 25 Comuni, tra delegati e sindaci. E’ il sindaco Villa a informare su come sono andate le cose.

“Viene consegnata a tutti i presenti – spiega il primo cittadino – una lettera non firmata, in risposta alle obiezioni sulle determine n.2,3,4,5,6, in tale lettera si afferma ‘vogliamo inoltre evidenziare, che i disagi subiti dagli utenti nell’estate del 2017 non sono dovuti ad inefficienze del gestore’, si chiede chi abbia scritto ciò, ovviamente la risposta è: il gestore! Si continua a svuotare la parte pubblica, dando spazio al privato.

Passa il punto dove si approvano i bilanci preventivi e consuntivi sulla gestione della STO, segreteria tecnico operativa. Votano contro, Formia, Latina, Ponza, Bassiano, Ventotene ed Aprilia. Formia motiva il voto contrario dicendo che la STO non ha assolto a nessuno dei suoi compiti in particolar modo il suo controllo economico e gestionale sulla società Acqualatina. Riprende la discussione in modo concitato, stavolta si evidenzia che quello che si afferma in aula: ossia che non ci saranno aumenti, non è proprio così!

Perché ci siamo lette le carte, le formule (alcune assurde) e fatti i conti e si afferma che si incide sulla tariffa agevolata, con un incremento del 55% e una riduzione della quota fissa, con la quale il gestore vorrebbe far credere che compensa tale aumento, ma non è così! Alla fine si decide di aggiornare la discussione. Formia insieme ai comuni di Latina, Ventotene, Ponza, Bassiano e Aprilia hanno fatto squadra, hanno affermato che si è pronti ad andare in contenzioso con ARERA, che le delibere si presentano con dati chiari, che non può passare una delibera con la motivazione più volte detta in aula “tanto non si capisce niente”. Da oggi è chiaro che non si è più isolati, si proverà, numeri alla mano e con poche chiacchiere a convincere altri comuni”.

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