Acqualatina, bloccati i lavori per la condotta adduttrice Minturno-Cellole

Acqualatina, bloccati i lavori per la condotta adduttrice Minturno-Cellole

MINTURNO/CELLOLE – La notizia è stata confermata da Acqualatina: la Soprintendenza ai beni archeologici ha intimato il blocco ai lavori per il collegamento della sorgente di Cellole, in provincia di Caserta, alla condotta adduttrice che alimenta i comuni più meridionali della Provincia di Latina, Castelforte, San Cosma e Damiano a Minturno. Il rinvenimento di alcuni reperti sul lato campano dell’opera, lungo la riva sinistra del fiume Garigliano, ha bloccato la prosecuzione dei lavori che avrebbero dovuto consentire un ulteriore incremento del flusso idrico di 160 litri al secondo, una portata che avrebbe facilitato, seppur indirettamente, il fabbisogno sull’intero territorio del Golfo. L’ente gestore, in attesa dei preannunciati accertamenti tecnici da parte dei funzionari della Soprintendenza, ha escluso che il collegamento, più volte promesso nel corso del 2018 dopo la devastante emergenza idrica dell’anno precedente, possa essere ultimato, qualora venisse revocato il blocco del cantiere, prima dell’inizio della stagione estiva.

Il collegamento con la sorgente di Cellole era stato illustrato il 26 luglio 2018 dai vertici di Aqualatina che, alla presenza di molti sindaci del comprensorio, preannunciarono l’importanza dell’opera: il sud-pontino avrà a disposizione 160 litri d’acqua in più al secondo, pari al 20% in rispetto all’attuale porta-ta fruibile, 13.800 metri cubi al giorno che diventano 5 milioni di metri cubi all’anno. Grazie a sette milioni di euro messi a disposizione della Protezione Civile nel 2017 dal governo Gentiloni con l’ordinanza numero 474 in occasione della necessaria dichiarazione dello stato di emergenza idrica per la Regione Lazio era stato annunciato il finanziamento del collegamento di 11 chilometri, tre e mezzo nel Lazio e i rimanenti sette chilometri e mezzo nel territorio campano. Ad aggiudicarsi i lavori, per un importo di 470mila euro, era stata l’associazione temporanea di imprese costituita dall'”Euroscavi srl” di Badia Polesine (Rovigo) e dall’impresa minturnese “Carcone Architetto Giuseppe Srl”.

“Si tratta di un intervento, molto atteso, che si affiancherà – aveva commentato il presidente di Acqualatina, Mi-chele Lauriola – alla maggiore disponibilità garantita dai campi pozzi realizzati in località “25 Ponti” a Formia e , per certi versi, consentirà di selezionare sorgenti alternative a quelli tradizionali (e secondo molti superate) di Mazzoccolo a Formia e di Capodacqua a Spigno Saturnia naturalmente in caso di siccità e di fenomeni di torbidità.
Quest’opera, ora sospesa, avrebbe dovuto sintetizzare anche la riuscita e sinergica collaborazione tra due Regioni, “figlia” di un tavolo tecnico insediato nel gennaio 2018 proprio dal neo Prefetto di Latina Maria Rosa Trio. “Quella Campana – tenne a precisare il dirigente della Regione Ciro Pisacane – renderà un favore al Lazio dopo che l’acqua di Cassino è stata prestata in passato alla regione confinante. Questa nuova situazione ha anticipato lo svolgimento del tavolo tecnico che, convocato dal Prefetto di Latina Maria Rosa Trio, torna a riunirsi venerdì per fare il punto proprio sugli interventi promossi ed in itinere per fronteggiare nei prossimi mesi un’eventuale emergenza idrica, soprattutto sul territorio del Golfo.

Intanto Paola Villa, il sindaco del comune più importante, Formia, ha polemizzato apertamente per il contenuto del bilancio dell’esercizio 2018 di Aqualatina per il quale ha votato contro per la sua presunta mancanza di correttezza e veridicità. La convocazione del tavolo tecnico del Prefetto di Latina sarebbe stata sollecitata proprio dal sindaco Villa dopo un allarme lanciato dal nuovo amministratore delegato di Aqualatina Marco Lombardi circa una presunta allerta per l’approvvigionamento idrico nel sud-pontino: “Acqualatina spende all’anno un milione e 880mila euro nell’affitto delle autobotti e, scorrendo la voce “investimenti”, ci sono circa 210 mila euro per il recu-pero delle dispersioni fisiche di rete, per tutta la provincia!!! Come si fa a recuperare il 70% di dispersioni con questi quattro spiccioli?” ha concluso, interrogandosi, il sindaco di Formia”.

Intanto a sollecitare la nuova nomina in seno alla segreteria tecnico operativa dell’Ato 4 è l’Otuc, l’organismo che raggruppa le principali associazione di tutela dei consumatori. A prendere una chiara e netta posizione è, dopo il sindaco di Minturno Gerardo Stefanelli, è il presidente dell’organismo, il professor Antonio Villano: “Ormai sono trascorsi cinque mesi da quando l’ingegner Angelica Vagnozzi ha preso servizio presso il comune di Latina e non è stata mai più surrogata. Perché? La scarsa piovosità nell’ultimo inverno non induce ad essere ottimisti. I comuni del comprensorio non sanno al momento quanti e quali lavori di risanamento delle reti idriche sono in corso, lo stato di salute delle sorgenti e ignorano i piani di emergenza da mettere in campo, in caso di eventuali future crisi. Ecco perché il presidente della Provincia Carlo Medici – ha concluso Villano – deve convocare la Conferenza dei Sindaci dell’Ato 4 per affrontare questi temi che “iniziano ad essere impellenti”.

Saverio Forte

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