Ecocar non paga le fatture, il Csa chiude i cancelli allo smaltimento dei rifiuti

Ecocar non paga le fatture, il Csa chiude i cancelli allo smaltimento dei rifiuti


GAETA/CASTELFORTE – Imbarazzo e voglia di voltare pagina. L’assessore all’igiene urbana del comune di Gaeta, Pasquale De Simone, ha annunciato la decisione della Giunta Mitrano di anticipare il pagamento dei debiti che la società appaltatrice del ciclo dei rifiuti, la Eco Car srl, ha maturato nei confronti di alcuni fornitori. Uno di questi è il Centro servizi ambientali srl di Castelforte che ha mantenuto fede ad un annuncio del 7 maggio scorso: martedì mattina ha fatto trovare sbarrato il cancello dell’impianto industriale di via Viaro, nelle campagne di Suio, dove la Eco Car avrebbe dovuto trasportare la frazione secca della raccolta differenziata, l’umido e gli ingombranti. Il motivo? E’ lo stesso di metà aprile: la Eco Car è insolvente attualmente per il pagamento di ben quattro fatture, del 28 febbraio e del 31 marzo scorsi, che supera i 133mila euro.

L’amministratore del Csa srl, Enrico Giuliano, una settimana fa aveva inviato un lettera alla società appaltatrice del comune di Gaeta che, destinataria di due interdittive antimafia e del provvedimento della Prefettura di Latina di gestione controllata, gestisce ancora il servizio del ciclo dei rifiuti a Gaeta: “In mancanza di un Vostro pronto e integrale adempimento il servizio di conferimento verrà in sospeso in autotutela ai sensi e per gli effetti dell’articolo 1460 del codice civile, a partire dal 14 maggio”. E così è stato: cancelli sbarrati ai mezzi della società romana, inizio formale di messa in mora ed interruzione dei termini di prescrizione. Il Csa di Castelforte ha inviato una dura posta elettronica certificata al servizio igiene e bilancio del comune di Gaeta per giustificare il suo comportamento, dettato – si legge – da un comportamento inadempiente della Eco car di-ventato debitore di una somma che sfiora i 400mila relativamente ai costi sostenuti dal Csa per lo smaltimento dell’organico e della frazione secca dell’indifferenziata ma anche dai benefit ambientali (circa 177mila euro) non versati dall’impresa romana dal 2013 in poi. Il Centro servizi ambientale si è rivolto anche al sindaco Cosmo Mitrano e all’assessore all’igiene De Simone chiedendo al comune di Gaeta di far fronte alle incombenze debitorie nel frattempo maturate dalla Ecocar. E così è stato alla luce del capitolato di gara che considera il comune produttore degli stessi rifiuti.

L’amministrazione comunale di Gaeta inizialmente era stata inflessibile (“l’onore di regolarizzare i pagamenti al centro di trattamento meccanico di Castelforte spetta soltanto alla società appaltatrice del servizio che peraltro regolarmente riceve i mandati di pagamento ogni mese”) ma il grido di dolore di tanti fornitori ha pre-teso un cambiamento di atteggiamento: “Questi costi ora se li accolla il comune di Gaeta – ha commentato l’assessore De Simone – ma saremo inflessibili nel decurtarli nei prossimi mandati di paga-mento”. Ma dove la Eco Car sta smaltendo l’organico e la frazione secca dell’indifferenziato? Al sindaco Mitrano e all’assessore De Simone questo non interessa o interessa poco.

Le priorità che sono in cima ai pensieri dell’amministrazione gaetana sono duplici: i fornitori, seppur indiretti, del comune devono essere rimborsati e la città, nelle fasi iniziali della stagione turistica, non può subire le conseguenze in termini igienico-sanitari. Se la Ecocar non paga, il Csa è costretto a farlo in anticipo per con-ferire in discarica, a San Vittore del Lazio o a Colleferro, quanto le porta la società appaltatrice del comune di Gaeta o di qualsiasi altro ente locale. E se non lo fa dopo cinque giorni i cancelli si chiudono improvvisamente e va in tilt, su un territorio di confine (qual è quello del sud-pontino) sul piano geografico ma anche preda di interessi malavitosi e camorristici, un sistema sano e legale legato al ciclo dei rifiuti. E non è assolutamente giusto ed opportuno.

Saverio Forte

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