Ventotene / Al via la terza edizione del “Festival dell’Europa solidale e del Mediterraneo”

Ventotene / Al via la terza edizione del “Festival dell’Europa solidale e del Mediterraneo”

VENTOTENE – Qualcuno lo considera un diritto inalienabile, qualcun altro il desiderio (naturale) di ciascun essere vivente, al di là di una qualsivoglia appartenenza o credo religioso. E invece la “ricerca della felicità” – parte integrante dell’articolo 1 della dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti d’America – è l’argomento, il tema di un specialissimo festival che, a distanza di 243 anni da quel 4 luglio 1776, si svolge dal 25 al 28 aprile a Ventotene, l’isola del Manifesto di Altiero Spinelli presa a simbolo delle radici dell’Unione europea. L’iniziativa, giunta alla sua terza edizione, s’intitola formalmente “Festival dell’Europa solidale e del Mediterraneo” e, grazie allo sforzo di “GenerAzione Ponte” in collaborazione con l’”Acmos” e con il sostegno della compagnia di San Paolo di Torino ed il patrocinio dell’Unchcr Italia (l’agenzia dell’Onu per i rifugiati) ed il comune di Ventotene, intende mettere in rete una serie di esperienze da parti di chi, per l’appunto, insegue la felicità.

“Perché la felicità? Non credi che tutti abbiamo diritto a essere felici?” questo interrogativo, tutt’altro che amletico, lo pone Abdullahi Ahmed, ha 30anni, è originario della Somalia, è un ex rifugiato e da tre anni è cittadino italiano. Alla testa dell’associazione torinese “Generazione Ponte” e con il supporto della Compagnia di San Paolo, è riuscito nell’intento di portare nella culla per un’Europa libera ed unita una quarantina di “nuovi cittadini europei”. Ma di cosa si parlerà e si discuterà nella “quattro giorni” ventotenese? Gli argomenti li anticipa ed illustra lo stesso Abdullahi: “Non vogliamo parlare semplicemente dell’importanza dell’accoglienza. L’obiettivo è sviluppare un racconto collettivo di persone che con le loro storie di successo hanno contribuito a promuovere una migliore comprensione reciproca e una maggiore integrazione tra le diverse culture”.

Per farlo Abduhllahi ha convocato a Ventotene una cinquantina di personalità internazionali. Spiccano, tra gli altri: Abdoulaye Mbodj, il primo africano iscritto all’albo degli avvocati di Milano, Tareke Brhane, il presidente del Comitato 3 Ottobre e Carlotta Sami, la portavoce per il Sud Europa dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati. Tanti gli appuntamenti e i dibattiti previsti. Tra questi si segnalano, venerdì 25 sera, la proiezione del cortometraggio “Yousef” con il regista Mohamed Hossameldin, e la presentazione del libro “La Repubblica d’Europa. Oltre gli Stati nazione” con uno degli autori, l’ex parlamentare Davide Mattiello. Il festival non si svolgerà solo nel nuovo ed accogliente centro Polivalente messo a disposizione dal Comune di Ventotene, ma venerdì pomeriggio si spingerà fino alla centrale piazza Castello per raccontare le esperienze dei nuovi cittadini europei.

Saverio Forte

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