Cronaca

Scauri / Accoltellò il rivale in amore, Francisco Parente condannato a 6 anni

MINTURNO – Aveva iniziato una relazione con l’ex fidanzata dell’imputato dimenticandogli, però, di chiedere il permesso. La Procura della Repubblica di Cassino formulò questa ipotesi per ricostruire il movente del tentato omicidio – avvenuto il 14 maggio scorso – di Adolfo Pandolfo, il giovane di 25 di Santi Cosma e Damiano, colpito al fianco per ben quattro volte davanti una pizzeria in una traversa della centralissima via Appia a Scauri, non molto lontano da piazza Rotelli. L’autore, Francisco Parente, detto “Il Cileno”, di 34 anni, originario di San Cosma e Damiano ma nativo del paese sud-americano, è stato ora condannato a sei anni di reclusione per tentato omicidio volontario. Lo ha sentenziato il Gip del Tribunale di Cassino Vittoria Sodani al termine del rito abbreviato chiesto dal legale dell’uomo, l’avvocato Pasquale Cardillo Cupo.

Se il sostituto procuratore Alfredo Mattei aveva chiesto 11 anni di reclusione, poi ridotti a sette anni e 8 mesi di reclusione, la sentenza del Gip Sodani ha parzialmente soddisfatto la difesa di Parente che – come si ricorderà – dopo la grave aggressione fece perdere le proprie tracce per essere individuato ed arrestato due settimane più tardi dai Carabinieri delle Compagnie di Formia e Cassino in un bar antistante il carcere della città martire. Per la sua difesa Parente si stava consegnando all’autorità giudiziaria, i Carabinieri pensarono il contrario: stava soltanto proseguendo la sua latitanza in compagnia della sua nuova fidanzata.

Parente – lo accertarono i Carabinieri – armato di un coltello lungo dieci centimetri colpì Pandolfo, in compagnia di una ragazza di San Cosma, più volte al fianco destro: gli provocò lesioni personali consistite “in un emotorace in sede ortofrenica, in una lacerazione del diaframma, in una lesione della pleura parietale e nella perforazione al margine inferiore del lobo superiore al polmone”. L’aggressore riuscì a far perdere le proprie tracce e le ricerche si estesero anche fuori provincia dopo averlo identificato grazie ad alcune testimonianze oculari e alle immagini del sistema videosorveglianza di questa zona centralissima di Scauri immortalandolo con il coltello sanguinante ancora in mano.

Saverio Forte

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