Formia / Distretto sociosanitario, operazione verità del sindaco Villa e dell’assessore Spertini (video)

Formia / Distretto sociosanitario, operazione verità del sindaco Villa e dell’assessore Spertini (video)

FORMIA – Una tempesta in un bicchier d’acqua. O almeno. Il Comune di Gaeta, quale nuovo ente capofila, avrà, dilazionate nel tempo, le risorse economiche a disposizione del distretto socio-sanitario del sud pontino e sinora nella disponibilità del comune di Formia. Ma deve attendere perché non c’è alcun tipo di fretta. L’hanno promesso il sindaco Paola Villa e l’assessore al bilancio Fulvio Spertini che hanno annunciato in una conferenza stampa fissata ad hoc ma dai lunghi ed imbarazzanti silenzi come saranno trasferiti a Gaeta 2 milioni di euro appena il consiglio comunale avrà approvato il suo bilancio di previsione 2019. Si aggiungeranno al milione e 66mila euro bonificati un mese. Il distretto socio sanitario, però, dovrà attendere il 2020 per avere le disponibilità dei rimanenti 3 milioni di euro che servono al bilancio del comune di Formia per non patire “alcuna sofferenza”.

Il sindaco Villa si augura che l’attribuzione di questi fondi possa far rientrare la grave crisi nei rapporti istituzionali con il vicino Comune di Gaeta, convinta che la gestione dei servizi socio-assistenziali non subirà alcun contraccolpo. Ma probabilmente non ha fatto bene i conti con il collega di Gaeta nei confronti del quale tutti auspicavano di aver seppellto l’ascia da guerra della polemica a tutti i costi. Cosimino Mitrano questa volta non ha convocato – come venti giorni fa – una contro-conferenza stampa ma, dopo aver visto sul pagina facebook del Comune di Formia l’intera conferenza stampa del duo Villa-Spertini e le dichiarazioni rilasciate successivamente dalla stessa professoressa di scienze naturali, ha preparato la sua replica: ha integrato l’ordine del giorno della prossima assemblea dei sindaci del distretto socio sanitario che, in programma il prossimo 13 febbraio, ha inserito il punto riguardante la consegna della tesoreria del distretto socio sanitario. Insomma Mitrano quei cinque milioni del distretto non ancora trasferiti a Gaeta li vuole “tutti e subito”. Ed il sindaco di Forza Italia sarebbe animato da intenti tutt’altro che gandhiani: il verbale della prossima assemblea dei sindaci, al di là del suo contenuto, potrebbe finire dritto su qualche scrivania del Gruppo di Formia della Guardia di Finanza.

Ormai è chiaro l’intento dei sindaci dei due comuni più importanti del Golfo: le risorse (della Regione) del distretto socio-sanitario servono ad entrambi come il pane per evitare di avere problemi di bilancio. Spertini correttamente l’ha ammesso parlando di una possibile situazione di affanno nei conti del Comune di Formia, Mitrano no ma della situazione economico finanziaria del Comune è stato un severo censore il capogruppo del Pd al consiglio comunale di Formia, Claudio Marciano, secondo il quale – l’ha detto in tutte le salse – il denaro per finanziare i progetti e gli interventi socio-sanitario nei nove comuni dell’Usl Lt/6 servono per ovviare alle anticipazioni di cassa formalizzate, a più riprese, dal Comune di Gaeta.

Insomma la situazione è imbarazzante per entrambe le amministrazioni comunali anche se nella conferenza stampa il sindaca Paola Villa ha indossato la casacca dell’attaccante. Ha ripercorso con l’assessore Spertini l’intera cronistoria della gestione e dell’attività del distretto socio sanitario del sud pontino, dal 1999, quando Formia venne indicato quale comune capofila al 21 settembre dello scorso anno giorno in cui questo ruolo, grazie all’asse Forza Italia-Pd dei sindaci di Gaeta e Minturno Mitrano e Gerardo Stefanelli, è stato trasferito al comune gaetano. Il sindaco Villa lo ribadisce in un’intervista al nostro portale in cui sottolinea come l’obiettivo negli ultimi mesi e “oggi più che mai è quello di mantenere i servizi, senza alcuna interruzione”. L’assessore Spertini le carte (molte) le aveva con sé e ha illustrato tutte le fasi e le ragioni per le quali il distretto sociosanitario disponesse di ben sei milioni di euro non ancora utilizzati, derivanti da un avanzo di tre milioni di euro, altri due milioni di residui e uno di competenze.

“Il Comune di Formia – ha aggiunto il sindaco – ha anche provveduto a istituire un gruppo di lavoro per svolgere correttamente questo trasferimento, nel quale rientravano il responsabile dei servizi sociali, quello del servizio finanziario e relativi dipendenti comunali e del distretto sociosanitario”. Spertini, invece, ha ammesso che trasferire ora tutti i restanti cinque milioni – rivendicati di nuovo da Mitrano – farebbe saltare il patto di stabilità, come già accaduto nel 2012. Gli è giunto in soccorso un parere chiesto al Ministero dell’Economia e delle Finanze e – a suo dire – l’unica soluzione praticabile è quella di pagare due milioni non appena sarà approvato il bilancio di previsione 2019 entro il 31 marzo mentre i restanti tre milioni saranno liquidati il prossimo anno. Il capo dell’amministrazione comunale di Formia pensa ad un nuovo modello di gestione dei servizi socio sanitari. Come? Attraverso la nascita di un Consorzio – un ente terzo che possa gestire tutti i servizi senza gravare sui Comuni – auspicata nel 2017 da una delibera della Giunta Regionale e più rivendicata negli ultimi mesi dal Pd di Formia, partito che in questa controversia sembra essere un fedele alleato del sindaco Villa contro un altro primo cittadino Dem, quello di Minturno Stefanelli.

INTERVISTA Paola Villa, sindaco di Formia

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Intanto è entrata nel vivo la marcia di avvicinamento verso l’approvazione del bilancio di previsione 2019, il primo dell’era Villa. Dopo l’introduzione dell’imposta di soggiorno e l’aumento al massimo dell’addizionale Irpef, la commissione consiliare bilancio martedì pomeriggio ha preso atto della volontà della maggioranza di ritoccare del 4,5% la Tari, la tassa sul ciclo dei rifiuti. Il comune pensa di incassare quest’anno ulteriori 600mila euro per far fronte alle nuove assunzioni annunciate dall’amministratore unico della Formia Rifiuti Zero Raphael Rossi e agli aumentati costi per il trattamento biologico dei rifiuti.

Saverio Forte

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