Formia / Inps, è bufera sul trasferimento degli uffici a Gaeta

Formia / Inps, è bufera sul trasferimento degli uffici a Gaeta

FORMIA – Prima che scoppiasse il putiferio sulla rete relativamente al trasferimento degli uffici di Formia dell’Inps presso la sede dell’ex Tribunale di Gaeta in località Calegna la sindaca Paola Villa, temendo che scoppiasse l’ennesimo putiferio amplificato (come capita in queste circostanze) dai social network, aveva emesso nella mattinata di domenica un comunicato in cui esplicitava le sue “verità”. In effetti aveva esordito subito affermando come il trasferimento degli uffici dell’Inps a Gaeta risalga “ad una trattativa tra il comune di Gaeta e lo stesso ente durante la gestione commissariale di Formia ed inoltre si tratta di una partita che si è giocata e finita, fuori tempo massimo, già ormai negli anni precedenti quando l’Inps bandí una manifestazione di interesse per locali da porre in locazione, con dimensioni adeguate sul territorio formiano ed andò deserta per mancanza proprio di locali privati e pubblici con quella tipologia.”

Alcuni detrattori accusano la sindaca di Formia di aver fatto una piccola e grande confusione: chi cercò nella seconda metà del 2017 nuovi locali sul territorio del comune fu l’agenzia delle Entrate (che Formia non ha mai più abbandonato) e non l’Inps. La sua direzione generale individuò alcune soluzioni ubicative alternative, una della quale la propose in consiglio comunale l’ex consigliere comunale di Forza Italia e presidente del Consorzio industriale del sud-pontino Salvatore Forte che propose la soluzione logistica del fallito cravattificio “Gino Pompei” sempre in via Olivastro Spaventola. La sindaca di Formia è finita nel tritacarne mediatico quando ha testualmente che il trasferimento degli uffici Inps a Gaeta é una partita persa già negli anni scorsi, che oggi qualche consigliere o ex amministratori di questa città, in un’ottica di bieco campalinismo, vorrebbero caricare di responsabilità sull’attuale amministrazione”. Il comune di Gaeta vuole rimanere al riparo da queste diatribe tutte formiane ma a metterci qualcosa di suo è stato anche il sindaco Cosmo Mitrano: ha rivelato che lo scambio epistolare con l’Inps regionale per trasferirsi a Gaeta è iniziato “tra la fine di marzo e gli inizi di aprile 2018. Dopodichè il nostro interessamento si è concretizzato con alcuni incontri a Roma e sopralluoghi con tecnici dell’Inps cui ho personalmente partecipato anch’io nell’ex palazzo di Giustizia di Calegna di nostra proprietà”.

Il comune di Formia nella primavera 2018 viveva i suoi ultimi scampoli di commissariamento (il dottor Maurizio Valiante era a conoscenza di questa trattativa con il comune di Gaeta?) ma “l’accordo – rivela Mitrano – è stato raggiunto praticamente subito dopo l’estate”. E quando è stato firmato materialmente dalla dirigente Stefania Della Notte? “Subito dopo Natale – ha aggiunto Mitrano – è stato il 28 dicembre 2018, l’intesa è stata perfezionata in maniera digitale e telematica”. I formiani ( e i diversi commercialisti, fiscalisti e tributaristi presenti nella maggioranza civica al comune di Formia) si mettano l’anima in pace: gli uffici dell’Inps resteranno a Gaeta per i prossimi 6 anni e, scaduto questo termine, l’accordo potrà essere rinnovato per lo stesso lasso temporale. Il sindaco di Formia, intanto, ha invitato le diverse forze di opposizione a non “lanciarsi in accuse becere, ad evidenziare tutto ciò che è stato già scritto di negativo nel tempo passato e, invece, a proiettarsi nel collaborare fattivamente a riprogettare una città e un territorio che possa essere reso di nuovo appetibile, anche in un’ottica di vera e proficua politica comprensoriale. Noi ci stiamo già lavorando e ci stiamo lavorando sul serio, con atti concreti, come delibere di Consiglio comunale, e siamo perfettamente coscienti che il lavoro sarà lungo e che vi saranno ancora conseguenze negative frutto di politiche territoriali inesistenti o sbagliate o semplicemente non portate a termine anche da quelli che oggi continuano ad accusare, ma che dovrebbero solo essere onesti intellettualmente, ma forse qui pretendo troppo, e riconoscere il pressappochismo seminato anche da loro, in questi anni di vita amministrativa formiana. Ora è il tempo di costruire, ora bisogna lavorare tutti, è evidente che qualcuno vuole solo continuare ad offendere, denigrando con il suo modo di fare, non tanto il sindaco, ma la città di Formia, sono convinta invece che c’è un’altra parte dell’opposizione che vuole, pur non condividendo tutto, partecipare alla rinascita della nostra città. Sì va avanti, lasciando indietro chi si affida solo alle offese, dimenticando di essere stato negli anni addietro anche lui artefice di tutto questo.”

Intanto il capogruppo consiliare della Lega, Antonio Di Rocco, dice di aver tanto sperato che l’annuncio del trasferimento a Gaeta degli uffici dell’ente previdenziale non corrisponde al vero ma non “tanto da ‘tifoso’ formiano bensì da cittadino del Golfo. Ad essere penalizzati nei prossimi mesi ed anni saranno i cittadini residenti nei centri più periferici del comprensorio: Castelforte, San Cosma e Damiano, Spigno Satirnia, Minturno, Ponza e Ventotene. Si immagini un cittadino o un professionista di Castelforte o delle isole che ad agosto deve raggiungere gli uffici dell’Inps a Gaeta, potrebbe impiegare anche 2 ore! Formia è chiaramente più baricentrica e meglio raggiungibile quindi auspico – ha aggiunto il capogruppo della Lega formiana – che si possano ancora mettere in campo tutte le azioni politiche per far capire ai vertici Inps che tale trasloco verso Gaeta è pura follia!”. Sinora questo attivismo non c’è stato e Di Rocco censura la stessa rassegnazione della sindaca Villa, secondo la quale la “partita era giù persa da tempo”: “A noi risulta diversamente. Ora dalle posizioni dei sindaci e dei partiti che rappresentano gli abitanti del Golfo emergerà chiaramente la volontà di attuare politiche comprensoriali nell’esclusivo interesse dei cittadini altrimenti avremmo perso l’ennesima occasione e le tanto acclamate politiche comprensoriali saranno solo una mera divisione di ‘potere’ nell’interesse di pochi ma a scapito di moltissimi.”

Saverio Forte

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