Formia / Maria Rita Manzo promotrice di “Articolo 1 Movimento Democratici e Progressisti”

Formia / Maria Rita Manzo promotrice di “Articolo 1 Movimento Democratici e Progressisti”

FORMIA Debutta nel confusionario panorama politico di Formia “Articolo 1 Movimento Democratici e Progressisti”. Il gruppo promotore è capitanato da una rappresentante importante della sinistra cittadina, l’ex vice-sindaco ed assessore alla cultura Maria Rita Manzo che ha deciso di aderire al Mdp dopo il polemico scioglimento a livello nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà e la contestuale nascita, anche a livello locale, di Sinistra Italiana.
La professoressa Manzo esordisce nella nuova veste di promotrice di “Articolo 1 Movimento Democratici e Progressisti”- che a suo dire anche a Formia troverà un suo spazio di iniziativa e di proposta – per commentare quanto accaduto nel consiglio comunale di martedì scorso ha sancito , in occasione dell’approvazione di bilancio di previsione 2017, la crisi irriversibile del centrosinistra e la contestuale e…contestata alleanza tra il Partito Democratico ed il gruppo consiliare di Forza Italia
Per l’ex vice-sindaco di Formia “gli eventi degli ultimi giorni segnano un passaggio politico forte e di rottura rispetto al passato: una brutta pagina nella storia politica di Formia”. Maria Rita Manzo attacca frontalmente e pesantemente l’operato del riconfermato sindaco Sandro Bartolomeo: “Sbalordisce il suo cambio di guardia repentino. Sino a qualche giorno prima giurava e spergiurava che mai a Formia ci sarebbero stati sconvolgimenti politici: la maggioranza di centro sinistra- a suo dire – era immodificabile. E, invece, il modello Gaeta è prevalso su tutto, su ogni tentazione di coerenza e di possibile resa. Anzi a Formia – scrive la Manzo – si è andati persino oltre”.
E ancora un affondo del debuttante Mdp formiano: “ L’ingresso in maggioranza di Forza Italia e la conseguente uscita di Sel rappresentano l’epilogo di una vicenda politica che ha spostato decisamente a destra l’asse dell’amministrazione comunale, al di là degli incomprensibili tentativi di sottovalutare o sminuire il significato politico di tutta l’operazione. Si tratta di un’operazione politica consapevolmente perseguita che allo stato dei fatti sembra peraltro essere già da tempo in cantiere”. Maria Rita Manzo ammette che la sua ex ultima forza politica ha commesso diversi errori, arriva a parlare di “un investimento politico del tutto sbagliato. Le rinunce, gli allontanamenti, le dimissioni un anno fa del Consigliere Enrico Paone , allora capogruppo di Sel in Consiglio Comunale, le autoriduzioni in termini di posizionamento politico – la delega di Vice Sindaco – e le più recenti mie dimissioni da assessore alla scuola, pubblica istruzione e politiche ambientali, quale ulteriore gesto politico forte, si collocavano dentro una crescente difficoltà politica e amministrativa che oggi, alla luce di quanto accaduto, siamo certi riuscirà a comprendersi di più, con maggiore nitidezza.
E, ora, l’atto finale, che vede la componente di sinistra decisamente fuori da una maggioranza del tutto “inedita”, diversa da quella uscita dalle urne nell’ormai per noi lontanissimo 2013, ed estromessa in cambio di Forza Italia”. Critiche da questa nuova sigla politica arrivano sull’operato del partito del Renziano Sandro Bartolomeo, il Pd: “La sua mutazione genetica lo allontana sempre più dal centrosinistra, unitamente ai suoi “alleati” civici. Ha finalmente compiuto nel migliore dei modi un disegno ideato da tempo: scaricare la Sinistra e allearsi con FI, quale obiettivo da perseguire anche in vista delle prossime elezioni amministrative. Maria Rita Manzo critica aspramente un concetto, un termine, una filosofia, invocati dal sindaco Bartolomeo, dal Pd provinciale e, naturalmente, dal nuovo alleato Forza Italia, il “senso di responsabilità: “E’ cosa ben più seria e non può essere invocato per giustificare e legittimare una nuova maggioranza politico amministrativa, anche in vista di un commissariamento. Non condividiamo per niente le dichiarazioni di chi nega che ci sia un vero accordo politico. D’altronde, ci chiediamo come sarebbe possibile governare processi decisionali importanti in assenza di un accordo di carattere politico. Come si pensa di poter raggiungere i tanti grandi progetti ed obiettivi irrinunciabili per la città , al di fuori di un’alleanza? E come si può sostenere politicamente questa nuova proposta di maggioranza ed ammettere nello stesso tempo che non può esservi convergenza programmatica con Forza Italia?”. La conclusione è presto detta: “ Viene anche a noi il sospetto – aggiunge la Manzo – che i motivi di questa incredibile scelta possano risiedere altrove. Oltre alle considerazioni politiche, accompagnano le nostre parole un’amarezza e una delusione profonde. Fa male vedere che Formia che nel 1993 aveva inaugurato, con Sandro Bartolomeo, la stagione delle giunte di sinistra in provincia, seguita subito dopo da Gaeta con Silvio D’Amante, abbia finito per anticipare quanto potrebbe accadere anche in ambiti più ampi.” Da qui il compito di “Articolo 1 Movimento Democratici e Progressisti” viene definito “ancora più urgente. Si tratta di ricostruire pazientemente un percorso di sinistra e incominciare subito a lavorare con le forze del civismo democratico per costruire un’alternativa credibile per il governo della città. C’è un pezzo di PD (quale?quello del primo circolo facente capo al coordinatore Francesco Carta?) , corresponsabile dell’operazione politica appena conclusasi , che è stato, in diverse occasioni in passato , nostro interlocutore. Se questa componente politica – conclude l’ex vicesindaco di Formia – dovesse avviare al proprio interno una riflessione davvero di responsabilità e rivedere autocriticamente la propria posizione, saremo, a queste condizioni, aperti a ritrovare nel confronto il filo di un ragionamento”. Si tratta di una tardiva “chiamata alle armi” sinora sotterrate per stare “necessariamente” insieme ? A questo quesito la Manzo non risponde in maniera definitiva, si augura che il Movimento Democratico e Progressista offra un segnale di discontinuità, oggi ancor più necessario a Formia come in Italia, e di volontà di costruzione di un nuovo soggetto politico plurale, progressista, ampio , inclusivo, di sinistra. –

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