Gaeta / Inchiesta sui parcheggi, Mitrano precisa: “Nessuna ripercussione sul servizio della sosta”

Gaeta / Inchiesta sui parcheggi, Mitrano precisa: “Nessuna ripercussione sul servizio della sosta”

GAETA – Non avrà alcun tipo di ripercussione a Gaeta il servizio della sosta a pagamento, soprattutto lungo il suo water front dal quartiere di Gaeta medioevale sino alla località San Carlo-La Piaia passando naturalmente per il Lungomare Caboto. Lo ha tenuto a precisare di nuovo il sindaco della città, Cosmo Mitrano, dopo la notifica della conclusione delle indagini preliminari che, sottoscritta dal sostituto procuratore Eugenio Rubolino, riguarda altre sette persone, indagate, a vario titolo, per abuso ed omissione d’ufficio, occupazione abusiva di demanio marittimo e turbativa d’asta. Il sindaco Mitrano sta pensando, con i suoi legali, di chiedere di essere interrogato o di presentare una memoria difensiva ma su un punto è chiaro: non è in discussione la gara d’appalto aggiudicata (dopo un primo affidamento provvisorio) il 31 dicembre 2015 alla cooperativa “Blù Gaeta” sino al 2021. Le rassicurazioni del sindaco Mitrano sono comprensibili, dal punto di vista politico, se inquadrate nelle fasi conclusive della campagna elettorale.

Lo sono un po’ meno se rapportate alle accuse che formalizza il pm inquirente nella sua conclusione delle indagini preliminari. A cominciare dall’ipotesi di reato più grave, quella della turbativa d’asta di cui sono imputati il vice-comandante della Polizia locale Mauro Renzi, il responsabile del settore Territorio, sostenibilità ambiente e lavori pubblici Pasquale ed il funzionario Antonio Di Tucci. Secondo la Procura di Cassino, che ha condiviso appieno le risultanze investigative della sezione operativa navale della Guardia di Finanza culminate con il sequestro di documentazione e finanche con intercettazioni telefoniche, i tre – quali componenti della commissione di gara del servizio della sosta a pagamento – avrebbero “fraudolentemente escluso (dall’appalto,ndr) la cooperativa concorrente “Orizzonte” mediante la sottrazione del documento d’identità della presidente Vittoria Tallini”.

Il sindaco di Gaeta Mitrano deve difendersi dall’accusa di concorso in abuso d’ufficio insieme a Renzi (responsabile unico del procedimento), Fusco (firmatario insieme a Renzi degli affidamenti diretti provvisori), Di Tucci (membro di commissione di gara) e Pasquale Petrone (direttore esecuzione contratto) per la violazione del testo unico sugli appalti e, nello specifico, di aver prima proceduto agli affidamenti diretti senza gara ad evidenza pubblica e poi per aver escluso la cooperativa concorrente “Orizzonte” in violazoione dell’articolo 38 del decreto legislativo 163 del 2006. Questo comportamento illegittimo si sarebbe concretizzato omettendo di concordare i termini previsti per integrare o regolarizzare le dichiarazioni – ritenute “necessarie” – che avrebbe potuto e dovuto formalizzare la cooperativa “Orizzonte”. Fu, quella della sosta a pagamento, una gara importante sul piano economico, quasi 3 milioni e 200mila euro per gestire zone demaniali per complessivi 9000 metri quadrati – da Punta Stendardo sino ai confini del comune di Formia… – in assenza di alcuna concessione procurando un ingiusto vantaggio economico alla cooperativa “Blu Gaeta” tant’è che la sua presidente, Maria Rosaria Casaburi, è indagata – come il sindaco Mitrano ed il dirigente Fusco – per abuso d’ufficio e occupazione abusiva secondo quanto prevede l’articolo 1161 del Codice della navigazione.

In questa brutta storia sono finiti anche il terz’ultimo e penultimo presidente dell’Autorità portuale del Lazio, l’ex assessore regionale del Pd Fabio Ciani e Paqualino Monti, di area centrodestra. Sono indagati per concorso in omissione d’ufficio perché, “pur a seguito di ripetute segnalazioni provenienti dai dirigenti della filiale di Gaeta dell’Autorità portuale del Lazio, hanno omesso l’adozione di alcun provvedimento di ingiunzione di sgombero e, in particolare, di rimozione delle apparecchiature per la misurazione della sosta (parcometri) e di riduzione in pristino, quindi – si legge nel capo d’accusa nella conclusione delle indagini del Pm Rubolino – non impedendo il procrastinarsi dell’occupazione che si aveva – la Procura utiilizza l’imperfetto come tempo del verbo – l’obbligo giuridico di impedire (si paventa un danno erariale di quasi mezzo milione di euro)”. Una situazione di palese illegalità perdurante dal 2004 permettendo al comune di Gaeta di esercitare un’occupazione abusiva di stalli per i quali non aveva alcun titolo ad espletare un appalto e, tantomeno, a beneficiare degli introiti….

La conclusione di questa inchiesta ha trovato il sindaco di Gaeta “sereno” e “pronto” a fornire – se necessario – le dovute spiegazioni per una vicenda datata. A fare paura, infine, sono le intercettazioni delle utenze telefoniche captate all’interno del palazzo municipali. A parlare sono soprattutto i dirigenti e la politica che, a due mesi esatti dall’appuntamento elettorale amministrativo, si dichiara “tranquilla” ma fondamentalmente non lo è.

Saverio Forte

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