Minturno / 25 Aprile, il ricordo dei Giovani Democratici

Minturno / 25 Aprile, il ricordo dei Giovani Democratici

MINTURNO – In occasione del 25 Aprile, Festa nazionale della Liberazione, il segretario dei Giovani Democratici di Minturno, Matteo Marcaccio, ha espresso il suo pensiero sui valori della Resistenza.

Matteo Marcaccio
Matteo Marcaccio

“La Resistenza, l’impegno per riconquistare all’Italia libertà e indipendenza – dichiara Marcaccio – fu nel suo insieme un grande moto civile e ideale, mobilitazione coraggiosa di cittadini, giovani e giovanissimi, che si ribellavano all’oppressione straniera, di italiani che uscivano dalle dure vicende della guerra fascista e riprendevano le armi per la causa della liberazione dell’Italia e dell’Europa dal totalitarismo e dal dominio tedesco.

Di insegnamento ci siano le parole della lettera dello studente di Parma, di anni 19, Giacomo Ulivi, condannato a morte e fucilato nella Piazza Grande di Modena il 10 novembre 1944: “Cari amici, allontanarsi il più possibile da ogni manifestazione politica è stato il più terribile risultato di un’opera di diseducazione ventennale, che è riuscita a inchiodare in molti di noi dei pregiudizi, fondamentale quello della «sporcizia» della politica. Tutti i giorni ci hanno detto che la politica è lavoro di «specialisti» : lasciate fare a chi può e deve. E invece la cosa pubblica è noi stessi : dobbiamo curarla direttamente, personalmente, come il nostro lavoro più delicato e importante”.

Ecco, quante cose aveva capito quel ragazzo, combattendo per liberare l’Italia dal fascismo e dalla sua ventennale opera di intossicazione delle coscienze. Il messaggio di quel ragazzo, di quel giovanissimo eroe non restò isolato né vano: se fu possibile far rinascere l’Italia, lo fu perché in moltissimi – sull’onda della Liberazione – si avvicinarono alla politica, non considerandola qualcosa di “sporco”, ma vedendo la cosa pubblica come affare di tutti e di ciascuno.
Doveroso è ricordare che il nostro territo fu territorio di frontiera: luoghi e vicende di violenza e di distruzione, vero e proprio sacrario delle vittime di un bestiale antisemitismo.

I valori e i meriti della Resistenza, del movimento partigiano, dei militari schieratisi nelle file della lotta di Liberazione e delle risorte forze Armate italiane, restano incancellabili, al di fuori di ogni retorica mitizzazione e nel rifiuto di ogni faziosa denigrazione : e per noi, giovani è doveroso portare avanti una meritoria opera di trasmissione di quei valori e di quella complessa e drammatica esperienza in un rapporto che va sempre ristabilito con le generazioni future”.

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