Formia / Incrocio killer di Via Acqualonga, i residenti: “Chiediamo sicurezza”

Formia / Incrocio killer di Via Acqualonga, i residenti: “Chiediamo sicurezza”

FORMIA – L’ultimo della serie è avvenuto ieri mattina. Sempre nello stesso punto: superstrada Formia-Garigliano, all’incrocio di Via Acqualonga, al chilometro 1+900. Scontro tra due motocicli: una Harley Davidson e uno scooter Honda SH. Fortunatamente non ci sono stati feriti gravi. E anche l’altro giorno, un’auto che si è scontrata con uno scooter.

Lo scorso 5 luglio un altro ancora più imponente: coinvolte tre autovetture e una moto, con quattro persone trasportate al pronto soccorso. La dinamica è sempre la stessa, il copione è sempre uguale, la moto proveniva dal lato Napoli e un’autovettura si immetteva sulla viabilità, come denunciato da tempo dal Comitato di Quartiere e dagli abitanti della Contrada Acqualonga. Insomma, quell’incrocio è pericoloso e gli incidenti si susseguono ormai a cadenza quasi quotidiano, soprattutto nel periodo estivo con l’affluenza di turisti e l’aumentare del traffico stradale.

Sono in tanti a chiedere all’amministrazione comunale di provvedere a mettere in sicurezza quel tratto stradale della Variante Appia. Da tempo anche il Comitato di Quartiere e dagli abitanti della Contrada Acqualonga.

“Nei mesi scorsi, su incarico dell’Amministrazione Comunale – spiega in una nota di pochi giorni fa – la città è stata sottoposta ai raggi x dalla ditta TAU di Milano, per curare il PUT piano urbano traffico. La ditta incaricata probabilmente ha svolto un lavoro certosino, ma non ha individuato, forse, il punto più pericoloso della città, ne è la prova l’accaduto stesso. Con missiva della società ANAS S.P.A del 22/07/2014 prot. CRM-0017830-P, indirizzata anche al Sindaco del Comune di Formia, la stessa confermava la pericolosità di quel tratto di strada e comunque si rendeva disponibile a qualunque iniziativa.

Durante i rilievi della ditta TAU, l’Amministrazione Comunale, conoscendo il contenuto della suddetta missiva, avrebbe dovuto comunicarlo alla ditta per ulteriori accertamenti, visto che la stessa società Anas ne aveva evidenziata la pericolosità.

Prova, questa, della totale indifferenza delle istituzioni alle richieste che vengono esposte dai cittadini. Per tutto quanto sopra il Comitato di Quartiere, quanto prima, convocherà l’assemblea pubblica di quartiere per decidere sulle azioni da intraprendere”.

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