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Crescente ondata criminale nei territori di Latina, Velletri, Cassino e Frosinone: l’analisi della Corte d’Appello di Roma

LATINA – Il presidente Giuseppe Meliadò ha sollevato una campana d’allarme durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario, sottolineando il crescente impatto della criminalità organizzata nei territori di Latina, Velletri, Cassino e Frosinone. Secondo l’analisi della Corte d’Appello di Roma, la presenza criminale in queste zone è diventata comparabile alle capitali storiche della criminalità organizzata del Paese, sia per la quantità che per la qualità dei fenomeni radicati nel territorio e nei suoi circondari.

La relazione del presidente della Corte d’Appello mette in luce non solo la presenza pervasiva della criminalità organizzata ma anche l’influenza diretta che essa ha sulle attività economiche della regione. I numeri delle misure di prevenzione confermano la complessità della situazione, delineando una realtà in cui il crimine organizzato permea vari aspetti della società.

Una delle sorprendenti inversioni di rotta è emersa nel contesto dello spaccio di droga. Nuovi scenari investigativi sono stati aperti, con il coinvolgimento di giovani appena maggiorenni e senza precedenti penali. Questi individui vengono utilizzati per conservare o trasportare considerevoli quantitativi di sostanze stupefacenti, agendo come intermediari tra le organizzazioni criminali e il mercato locale. La Corte d’Appello segnala che questi giovani vengono spesso forniti di telefonini e auto noleggiate, indicando un coinvolgimento diretto delle organizzazioni criminali nel reclutamento e nell’addestramento di nuovi membri.

Un altro aspetto allarmante è l’aumento dei reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti pesanti, commessi anche da giovanissimi. Sorprendentemente, molti di questi individui sono italiani e provengono da famiglie apparentemente non problematiche. La motivazione dietro questa scelta criminale è particolarmente interessante: il desiderio di acquistare articoli di abbigliamento costosi. Questi oggetti di lusso diventano simboli di status all’interno dei gruppi sociali a cui appartengono, fungendo da chiavi di accesso per il riconoscimento e l’appartenenza sociale.

La relazione della Corte d’Appello di Roma sottolinea la necessità di affrontare questa ondata criminale con strategie più sofisticate e mirate. L’analisi evidenzia la complessità del problema e la sua connessione con vari aspetti della società, richiedendo un impegno congiunto delle forze dell’ordine, delle istituzioni e della comunità locale per contrastare efficacemente questa crescente minaccia criminale.

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