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Gaeta / Il consigliere d’opposizione Silvio D’Amante lascia i banchi del Consiglio comunale

GAETA – “Io scappo? Non direi anche se la messe è molta e gli operai sono purtroppo ancora pochi”. Quella di giovedì 21 settembre – senza alcun ricorso a forme di retorica e di esagerazioni di sorta – potrebbe risultare una giornata storica per il quadro politico di Gaeta e, in particolare, per il centro sinistra cittadino. L’ex sindaco Silvio D’Amante ha deciso di ricorrere ad una celebre frase riportata dal Vangelo di San Luca per annunciare le sue dimissioni, a 15 mesi dall’ultima tornata elettorale, dall’incarico di consigliere comunale di opposizione.

Il 68enne ex primo cittadino ha ufficializzato una decisione “presa da tempo, già subito dopo il voto amministrativo del 12 giugno 2022” in una lettera di sole quattro righe inviate al presidente del consiglio comunale di Gaeta Davide Speringo e, per conoscenza, al sindaco Cristian Leccese. L’ex sindaco naturalmente ha deciso di lasciare il massimo consesso cittadino “con effetto immediato” dichiarandosi “certo che chi mi subentrerà saprà agire nel proprio ruolo e con senso del dovere e gran de responsabilità nell’esclusivo interesso della città”.

Silvio D’Amante subito dopo essere passato dall’archivio del comune di Gaeta e aver salutato alcune funzionarie della segreteria della presidenza del consiglio comunale ha subito chiarito cosa il significato del suo “serenissimo gesto” e cosa farà domani mattina sul piano politico. “Se lo vuole proprio sapere venerdì pomeriggio in qualità di consigliere nazionale dell’associazione nazionale antimafia “Antonino Caponnetto” – ha annunciato D’Amante – sarò a Napoli, presso il consiglio regionale della Campania, per partecipare ad un importante convegno sull’infiltrazione del crimine organizzato negli enti locali. Se qualcuno pensa a 70 anni ancora da compiere (li farà il 14 ottobre del 2024) sia un vecchio, lo pensi pure. Solo una gentilezza le chiedo: non mi affidi l’etichetta di voler esercitare ora il ruolo di padre nobile della sinistra di questa città. Io sono e sarò a disposizione perché le cose da fare contro il mitranismo sono tante ed il personale politico a disposizione non è infinito. Ma non possiamo voltare le spalle dall’altra parte. Lo dobbiamo nei confronti dell’intero elettorato del centro sinistra – l’ha tenuto a sottolineare D’Amante – che ci chiede delle risposte in ordine ad una non-amministrazione”. 

La decisione di D’Amante di dimettersi era stata concordata attraverso una serie di riunioni della sua coalizione, “Insieme con Silvio D’Amante”, il Movimento progressista ed il Movimento Cinque Stelle, che l’aveva candidato a sindaco alle amministrative del giugno 2022. L’esito non fu esaltante perché il candidato di questo pezzo di centro sinistra – l’altro era capeggiato dalla professoressa Sabina Mitrano – ottenne1233 voti, pari al 10,89%. Quando l’esito delle urne fu impietoso – ma c’era da attenderselo – fu raggiunto l’accordo in base al quale D’Amante avrebbe iniziato la consiliatura per poi effettuare una turnazione con i primi dei non eletti della sua lista civica. Questo impegno lo stesso l’ex sindaco di Gaeta l’ha evidenziato in una lettera aperta, molto bella, che ha inviato al suo schieramento nella giornata di mercoledì dopo aver scritto le quattro righe di dimissioni al presidente Speringo.

“Comunico che domani mattina consegnerò al protocollo del Comune di Gaeta le mie dimissioni dalla carica di Consigliere Comunale. All’esito del voto del giugno 2022 mi ero già espresso sul fatto che sarei rimasto solo per una parte della consiliatura per fare in modo che anche altri/e potessero dare il loro contributo in consiglio comunale – aveva scritto D’Amante – Io ringrazio tutti voi che provenendo anche da esperienze diverse mi avete dato la possibilità di vivere questa esperienza. Ve ne sarò sempre grato e riconoscente. Vi ringrazio di tutto l’aiuto che mi avete dato. Rimaniamo vicini. Inizierà un altro periodo impegnativo che ci deve portare iniziando da subito ad affrontare situazioni che questa volta ci dovranno vedere tutti insieme. Lo dobbiamo a Gaeta. A presto”.

D’Amante non vuole e non intende scomparire ma di certo le sue dimissioni rappresentano uno spartiacque nella storia del fronte progressista cittadino. Eletto sindaco per la prima volta nel 1994 (quando era segretario cittadino del Pds dopo esserlo stato del Pci), D’Amante ottenne il bis quattro anni dopo. Nel 2002 si sono spente le luci nel centrosinistra di Gaeta che non è riuscito più ad accenderle nonostante le esperienze amministrative dei sindaci Massimo Magliozzi e Antonio Raimondi. L’avvento decennale di Cosimino Mitrano nel 2012 e la scontata elezione del suo delfino Cristian Leccese lo scorso anno sono state per il centrosinistra una mazzata politica e anche psicologica, acuita – come spesso avviene in queste circostanze – da dolorose ed inutili divisioni interne rappresentate da un Pd diviso in mille rivoli (uno dei quali, rappresentato dall’ex presidente del consiglio comunale Pina Rosato, era presente ed è tuttora parte integrante dell’amministrazione di centro destra a guida di Cristian Leccese) e dalla concomitante candidatura a sindaco della professoressa Sabina Mitrano.

D’Amante – in considerazione del suo carattere amabile (sin troppo) – come il novello Prodi nel ruolo di federatore tra le diverse anime del centrosinistra ancora alle ricerca di una propria identità contro il mitranismo e le sue forme surrogate? L’ex sindaco di Gaeta, lasciando il consiglio comunale , ha avviato subito un’azione di investimento per il futuro.

Nel prossimo consiglio – si svolgerà tra il 28 ed il 29 settembre e a deciderlo sarà venerdì la conferenza dei capigruppo – gli succederà il primo dei non eletti della lista “Insieme con Silvio D’Amante”, Franco De Angelis che, nonostante 294 voti personali, è rimasto escluso dal rinnovato consiglio eletto il 12 giugno 2022.

Dirigente di primissimo piano a livello provinciale, regionale e nazionale di Demos, lo “Sherlock Holmes” della politica gaetana è stato l’unico a mettere in difficoltà dai banchi dell’opposizione l’ex sindaco Cosimino Mitrano. D’Amante lo sa e l’ha ammesso candidamente: “A Franco un saluto particolare e un grandissimo in bocca al lupo per i lavoro che farà al servizio degli interessi della nostra Città di Gaeta. E un abbraccio per dirgli ‘grazie’ per l’aiuto datomi”.

Se De Angelis sicuramente aumenterà e qualificherà l’opposizione alla Giunta di Cristian Leccese e con molta probabilità succederà al dimissionario D’Amante alla presidenza della commissione Trasparenza del comune diu Gaeta. Ma il neo consigliere di Demos non resterà in consiglio comunale molto a lungo. L’accordo prevede che nella parte conclusiva della consiliatura possa subentrargli la seconda dei non eletti (con 246 voti 15 mesi fa), l’avvocato Claudia Magliuzzi. E questa staffetta è chiara e nota che ricorda quella mitica tra Bettino Craxi e Ciriaco De Mita a Palazzo Chigi.

Claudia Magliuzzi, dirigente provinciale del Pd, potrebbe meritare l’investitura del centro sinistra di Gaeta a guadagnare la prossima candidatura a sindaco nel primo appuntamento elettorale amministrativo utile. Ma secondo quanto si legge nel vangelo San Luca “la messe è tanta e gli operai sono (purtroppo) pochi”.

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