Gaeta / “L’antimafia dei fatti. La lezione di Elvio Di Cesare”, il convegno dell’Ass. “Caponnetto”

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Il prossimo giovedi 8 giugno alle ore 17,00, a Gaeta, presso la sala multimediale S. Stefano in Via dei Frassini si terrà il convegno dal titolo “L’antimafia dei fatti. La lezione di Elvio Di Cesare”. Un doveroso omaggio per ricordare il prezioso operato di Elvio Di Cesare, fondatore e Presidente dell’Associazione contro le illegalità e le mafie “Antonino Caponnetto”, ma anche un’occasione per fare il punto della situazione nell’area pontina e ribadire il concetto, a lui caro, che l’antimafia non si fa con le celebrazioni e le declamazioni, ma con il rigore etico del proprio agire, con la presenza sui territori e con la pratica della denuncia.

“Elvio sentiva l’impegno contro le mafie come un dovere civico ed era profondamente convinto che questo impegno nessuno di noi lo potesse delegare alle sole Forze dell’ordine e alla Magistratura, ma che, per dirla con le parole di Antonino Caponnetto, ognuno nel suo piccolo, ognuno nella sua professione, nel suo spazio e nel suo tempo dovesse contribuire. Una convinzione che ha caratterizzato tutto il suo agire e di cui riteniamo sia importante, soprattutto in questi fase estremamente delicata per il contrasto alle mafie, dare testimonianza e raccoglierne l’eredità”- spiega la segretaria nazionale dell’Associazione “Antonino Caponnetto”, Simona Ricotti. 

Nel convegno, moderato dalla giornalista Graziella Di Mambro, porteranno il loro contributo e si confronteranno uomini e donne che spesso hanno condiviso il loro impegno sociale e/o lavorativo contro le mafie con Elvio e che del suo agire hanno avuto testimonianza diretta. Dopo l’introduzione di Simona Ricotti, Segretaria Nazionale dell’Associazione “Antonino Caponnetto”, interverranno il Prof. Alfredo Galasso, magistrato e Presidente emerito dell’Associazione, la Dott.sa Maria Rosaria Gargano Ingenito, Segretaria nazionale UNADIR, la Dott.sa Maria Antonietta Troncone – Procuratore della Repubblica – Napoli Nord. Interverrà in collegamento Luigi Bonaventura, collaboratore di Giustizia e ideatore dell’Associazione Sostenitori dei Collaboratori e Testimoni di Giustizia.

“Un occasione per approfondire insieme alla comunità pontina la lezione costituita dal suo esempio di vita e raccogliere il testimone della necessità di non girare più la testa dall’altra parte, di non scadere nell’omertà, ma di lottare in prima persona per restituire un futuro alle terre avvelenate dalle mafie e dalla commistione tra politica e malaffare” – conclude Ricotti.