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Formia /Acquacoltura, i consiglieri Carta e Magliozzi:”deve essere una priorità nell’agenda politica dei comuni del Golfo”

FORMIA – L’ultima riunione del Consiglio comunale di Formia – convocata lo scorso 25 ottobre – ha visto tra i punti all’ordine del giorno l’interrogazione della consigliera d’opposizione Paola Villa (Un’altra città – Movimento cinque stelle) in merito  al “rinnovo delle concessioni demaniali in merito agli allevamenti di acquacoltura scadute il 31.12.2020”.
Sull’argomento, ad oggi, dopo la discussione in sala Ribaud, intervengono altri due consiglieri di minoranza, si tratta di Alessandro Carta e Luca Magliozzi del gruppo Pd-Demos- Forum Progressista e di Sinistra, sottolineando, in primis, che “la piena attuazione dell’Area Sensibile e la collocazione degli allevamenti di acquacoltura al di fuori del Golfo sono sempre stati per noi una priorità fondamentale per il rilancio e la riqualificazione dell’intero comprensorio”.
Ed aggiungono: “Salvaguardare lo stato di salute del mare e delineare un quadro normativo chiaro in cui gli operatori possono fare impresa deve essere una priorità nell’agenda politica dei comuni del Golfo coinvolti. Dall’ultimo consiglio comunale abbiamo avuto la notizia che, finalmente, il Comune di Formia ha richiesto in data 14 Ottobre lo sgombero delle concessioni di sua competenza scadute nel 2020. Un atto che dà seguito alla normativa e alla carta vocazionale sull’acquacoltura approvata dalla Giunta Regionale del Lazio: le concessioni di acquacoltura sono di competenza dei singoli comuni, ma possono essere rilasciate esclusivamente nelle aree idonee definite dalla carta vocazionale. L’area sensibile del nostro golfo, lo specchio d’acqua che va dal promontorio di Monte d’Argento e Punta Stendardo, è tra quelle precluse a questo tipo di attività”.
A questo punto i due Consiglieri si fanno promotori di un invito all’Amministrazione guidata dal sindaco Taddeo “ad essere ferma su questo tema e a produrre, nel minor tempo possibile, tutti gli atti conseguenti sia per quanto riguarda le concessioni di sua competenza, ma anche per tutte le altre presenti nel Golfo. Ci aspettiamo, infatti, che il Comune di Gaeta intervenga rapidamente sulle proprie concessioni, applicando le norme. Il Sindaco di Gaeta non cada nell’errore di inseguire fantasiose interpretazioni della normativa”.
E concludono: “Sul futuro dell’area sensibile bisogna lavorare in sinergia al fine di accompagnare gli operatori nella delocalizzazione degli impianti off-shore. Continuare a ritardare il collocamento al di fuori dell’area sensibile rischia di aggravare lo stato di salute ambientale del Golfo e allo stesso tempo la messa in pericolo i posti di lavoro delle attività di acquacoltura che, invece, andrebbero supportate nelle nuove collocazioni”.

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