Cronaca

Latina / Maxi frode fiscale: sequestro ad un imprenditore di Sessa Aurunca, coinvolte imprese pontine

LATINA – Anche diverse società operanti in provincia di Latina sono state coinvolte nell’inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere culminata con un sequestro preventivo di beni di 2 milioni di euro disposto dal Gip nei confronti di un imprenditore di 46 anni di Sessa Aurunca. Titolare di due aziende operanti nell’e-commerce per la vendita di prodotti hi tech, per l’informatica e per l’elettronica, l’uomo – secondo le Fiamme Gialle – avrebbe compiuto un’ingente evasione fiscale  non versando all’erario circa due milioni di euro a fronte dell’emissione di fatture false per un valore complessivo di poco più di 9 milioni.

Secondo gli accertamenti compiuti dagli uomini del luogotenente Nunzio Di Marco  l’imprenditore 46enne di Sessa Aurunca avrebbe beneficiato di alcune società pontine attraverso il sistema delle “frodi carosello” ora al centro di ulteriori accertamenti investigativi. Le indagini della Tenenza di Sessa Aurunca della Guardia di Finanza sono state oltremodo complesse per evidenziare questo tradizionale neccanismo fraudolento che si è dovuto aggiornare  per adeguarsi alle nuove piattaforme digitali. Consentono di effettuare agevolmente l’interscambio di beni e servizi anche tra più operatori distanti tra loro, attraverso metodi di trasmissione telematica e l’utilizzo dei soli strumenti informatici. Le indagini si sono concentrate su una particolare tipologia di commercio elettronico denominata “Dropshipping”, consistente in una triangolazione nella quale intervengono un fornitore (che si chiama dropshipper), il rivenditore ed il cliente finale /acquirente.

Proprio sfruttando questo sistema, il 46enne imprenditore indagato di Sessa Aurunca era riuscito a interporre tra le proprie aziende e il dropshipper francese decine di società cartiere disseminate in tutta Italia, tra cui alcune in provincia di Latina. Avevano l’unico scopo di acquistare sul mercato europeo prodotti per l’elettronica per poi rivenderli alle stesse aziende senza l’assolvimento di alcun obbligo tributario.

Grazie a questa interposizione, le imprese indagate sono riuscite ad assicurarsi indebiti crediti d’imposta (altrimenti non ottenibili in base alla normativa intracomunitaria se avessero acquistato i prodotti direttamente dal fornitore francese) che venivano utilizzati in detrazione per abbattere il carico fiscale relativo all’Iva derivante dalle vendite effettuate ai clienti finali. Il provvedimento di sequestro disposto dal Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere è stato motivato dal fatto che il 46enne imprenditore di Sessa Aurunca non versando l’Iva ha potuto effettuare le vendite on line a prezzi più convenienti rispetto a quelli di mercato, provocando così un’illecita distorsione della libera concorrenza ai danni degli operatori onesti e corretti.

 

 

 

Share